Uragano declassato a ciclone in arrivo: Kirk irromperà sul vecchio continente, portando da giovedì venti forti e piogge intense anche in Nord Italia. Allerta rossa su alcune zone del Veneto. Le parole ‘uragano’ e “ciclone’ stanno entrando a gamba tesa nelle previsioni meteo destinate all’Italia, mentre eravamo abituati a considerarle tipiche di fenomeni oltreoceano. Il Comune di Genova ha deciso la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio comunale. Tempo in miglioramento da venerdì, pare. Seguo l’intervista a Cristina Ponzanelli, sindaca di Sarzana che invita a prepararsi alle criticità idrauliche legate alle intense e frequenti precipitazioni. Il tempo non è più quello di una volta, e nemmeno gli effetti collaterali. Giusto mercoledì scorso ho avuto necessità di andare a Bassano, alla vigilia della Fiera d’Autunno. Pioveva di brutto, ovvio che avevo l’ombrello e ho riparato in biblioteca per un paio d’ore. Verso le tredici ho raggiunto il parcheggio, e pioveva ancora. Solo a casa mi sono resa conto che la giacca era tutta bagnata, nonostante mi fossi protetta con l’ombrello. Il peggio è arrivato il giorno dopo, con un raffreddamento diffuso e l’esordio di una costipazione tutt’ora in corso. Poco male, però era da parecchio tempo che non mi capitava di essere vittima del tempo incattivito. Stando così le cose, dovrò usare più prudenza nelle mie uscite. Non oso immaginare lo stato d’animo delle persone colpite dall’alluvione in Emilia Romagna per la seconda volta in pochi mesi. Giunge un avviso dall’ATS – Alto Trevigiano Servizi: usare l’acqua con moderazione a causa di danni della Condotta acquedottistica della Comunità Montana del Grappa in prossimità della Sorgente Tegorzo. Quando si dice ‘Piove sul bagnato’!
Categoria: Ambiente
Riso e mondine
Viaggio alla scoperta del riso. Da Vigevano, Peppone per Linea Verde ci presenta la storia di questo cereale, compresa la Confraternita del Riso. Ecco, là mi piacerebbe esserci, per gustare i prelibati piatti della tradizione. Comunque il famoso cereale pare abbia 7000 anni, proviene dalla Cina, introdotto in Europa parecchi anni dopo, in particolare nella zona del Mediterraneo. La parola riso mi richiama immediatamente quella di mondine, le donne immerse nella risaia con la schiena curva per togliere le erbacce e trapiantare le piantine. Per 40 giorni, curve nell’acqua con stivali, pantaloncini o gonne tirate su – occasione straordinaria in passato per gli uomini di vedere le cosce delle lavoratrici – 60.000 donne in salute dai 13 e fino ai 60 anni popolavano le campagne vercellesi e novaresi, a togliere le erbe infestanti degli acquitrini e a trapiantare le piantine nuove. Questo soprattutto tra maggio e luglio, per 10/12 ore al giorno, fino a cinquanta o cento anni fa. L’ambiente era malsano perché si lavorava nell’acqua e tra gli insetti, per una ricompensa non adeguata. Il malcontento per le pessime condizioni di lavoro, nei primi del 900 sfociò in agitazioni e tumulti, anche perché la paga corrisposta alle donne era molto inferiore a quella degli uomini. Poi Il lavoro di queste donne scompare con l’introduzione dei diserbanti e delle macchine mietitrebbiatrici. Non so se il film drammatico Riso amaro (1949) con Silvana Mangano parli della condizione delle mondine. Se mi capita di vederlo lo farò. Parecchi anni fa, durante una gita fui in Romagna e conobbi un gruppo di donne, vestite da mondine che interpretavano canti della risaia. Infatti cantare era un modo messo in atto dalle mondine per reggere alla fatica. Adesso due parole sul risotto che preferisco: gamberi e zucchine, senza disdegnare gli altri. Tra i primi, batte di gran lunga la pasta. Buon riso…e risotto a tutti!
Cari Insegnanti…
5 Ottobre ’24, Giornata Mondiale degli Insegnanti. Mi viene spontaneo scrivere una lettera aperta ai miei colleghi in servizio: Massimiliano, Antonio, Andrea, Adriana, Paola, Valentina, Rossella, Veronica, Lisa, Roberta, Eddy… sperando che il mio dire trovi accoglienza in chi legge. Carissimi, scrivo da insegnante in pensione, anzi felicemente in pensione da nove anni, perciò chiedo venia se non sarò aggiornata nelle mie osservazioni. Negli ultimi anni parecchie cose si sono complicate in molti ambiti; anche nella scuola le ricadute sono state talora infelici. Mi rammarica la segnalazione dello scadimento relazionale tra insegnanti e utenti della scuola, studenti e genitori in primis, e l’aumento esponenziale della burocrazia, fatte salve le eccezioni. La pandemia ha favorito le riunioni da remoto, e questo credo sia un sollievo in termini di tempo e di stress. La tecnologia con una mano dà e con l’altra toglie, ma pare che l’orientamento sia di impedire agli studenti l’uso del cellulare in aula. Mi auguro che possiate lavorare con buone classi, dove il buono non si riferisce al livello delle prestazioni ma alla disponibilità di apprendere dei ragazzi. È ormai arcinoto che ci sono diversi tipi di intelligenza e l’abilità del docente è di valorizzarle tutte, a costo di trasformarsi in funambolo. Se fossi in servizio, suppongo che avrei difficoltà a districarmi tra i molteplici stimoli e le varie sensibilità richieste oggi al docente che a fine mattinata si trova a constatare di aver svolto una minima parte del programma, subissato da richieste esterne che piacciono ai ragazzi, ma tolgono a lui la soddisfazione di aver completato la lezione. Personalmente ritengo di essere stata fortunata, perché non ho affrontato difficoltà stratosferiche e mi capita di raccogliere ora i frutti di quanto seminato. Perciò, coraggio e avanti, ricordando le parole di Malala: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.
San Francesco d’Assisi
Oggi 4 ottobre, San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Quindi auguri al Santo Padre, a Francesca che porta questo nome e a Pia che festeggia il compleanno. Mi sarebbe piaciuto nascere in questo giorno, per la simpatia che mi suscita la figura del poverello d’Assisi, religioso e poeta. Anche la sua storia privata è interessante: figlio di un ricco mercante, partecipa alla quarta crociata ma al ritorno si converte alla vita religiosa e rinuncia ai beni paterni, dimostrando una grande intesa con la natura e il creato. Sua attività principale è la predicazione: parla con tutti, esseri umani ma, secondo la leggenda, anche animali, inclusi uccelli e lupi feroci. Si nutre di cibi semplici: pane, focacce, cereali, erbe selvatiche e tante verdure. Consuma uova, formaggi, tanta carne bianca e anche tanto pesce. Dunque, pur amando tutte le creature del creato, non disdegna cibo di origine animale. Il suo prediletto sono i mostaccioli – dolci di antichissima tradizione di origine campana – che pare abbia chiesto perfino in punto di morte. Essendo la povertà una costante in tutta la sua vita, predilige la tavola umile, ma non è vegetariano. A me interessa come autore del Cantico delle creature, noto anche come Cantico di Frate Sole, composto attorno al 1224, due anni prima di morire. È il testo poetico più antico della Letteratura italiana di cui si conosca l’autore. Nella natura Francesco vede riflessa l’immagine del Creatore e sottolinea il senso di fratellanza fra l’uomo e il creato che si espande fino alla morte, chiamata ‘sorella’, l’ultima realtà per la quale egli loda il Signore. La natura al centro del sentimento religioso rende quest’opera quanto mai attuale e invita a vedere il mondo nell’ottica della fratellanza, della bellezza e della pace, parola dispersa in questi tempi amari. A proposito, quella odierna è considerata giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore dei Santi Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena. 🙏
Mattinata piovosa ma fruttuosa
Su consiglio di Manuel porto il tablet che arranca in Centro Riparazioni Cellulari e Tablet Phone World a Bassano del Grappa, in via Jacopo Vittorelli 15. Il 15 è anche il numero civico di casa mia, il che mi bendispone. Il titolare, Jies Zhou parla correttamente italiano e prende in consegna il mio tablet, invitandomi a ripassare prima della chiusura in tarda mattinata. Già questa previsione mi rallegra, perché altrove avrei dovuto lasciarlo qualche giorno, eventualità dura da digerire per la mia attitudine quotidiana a scrivere, dato che comunicare con i lettori attraverso il mio blog verbameaada.com per me è terapeutico. Decido di trascorrere in biblioteca il tempo necessario per la riparazione dove alterno la lettura del quotidiano con un paio di riviste di Storia. Mi spiace essere l’unica donna con una rosa di uomini adulti che vanno e vengono dalla Sala di Lettura. Forse per questo la cultura è gestita da loro, mentre le compagne si adoprano in faccende varie? Vorrei essere smentita… Comunque verso le undici e mezza esco e mi incammino per tornare da Jies, sperando che la riparazione abbia avuto buon esito. Continua a piovere ma ci bado poco, tutta presa dall’ansia di sapere com’è andato l’intervento. È stata cambiata la batteria che singhiozzava e sostituito lo schermo, rigato in più punti per cadute accidentali. Saldo il conto che era stato notificato in anticipo, contenta che sia molto inferiore ai due preventivi fatti in altri centri. In caso di bisogno, so che qui tornerò. Mi trattengo a scambiare due parole con Jies che si accontenta di prendere meno per i suoi servizi, al fine di allargare la clientela. Mi sembra un’onesta strategia di vendita. Io sono soddisfatta e non mancherò di fargli buona pubblicità.
Arte e benessere
Pomeriggio di festa dedicato all’arte. Visito con Lucia la Mostra collettiva di pittura e scultura “Una finestra sulp mondo” in Villa Marini Rubelli a san Zenone degli Ezzelini, opere di 92 artisti locali tra Monte Grappa, Brenta e Piave. A cura di Marisa Pastorello è visitabile il sabato pomeriggio e la domenica fino al 3 novembre. Si avvale di eventi paralleli e serate a tema. Per godere il percorso attraverso le opere, parola d’ordine: curiosità, allungare lo sguardo oltre i confini e accogliere la diversità. Nel mio caso, la conoscenza diretta di alcuni artisti è un valore aggiunto. Vibrante di calore e di buoni auspici il quadro ‘Kalispera la dispensatrice’ di Noè Zardo, densa di emozioni la terracotta ‘Ragazza con bavaglio’ di Renato Zanini. Al pianoterra apprezzo l’originale opera in marmo ‘Pinocchio e Amore per la musica’ di Ruben Zardo, mentre al piano superiore mi catturano i ‘Settembrini’ gialli e celesti di Alice Parisotto, fiori autunnali che vorrei godermi l’anno prossimo in giardino. Ogni stanza ospita le opere degli artisti accorpati per paese di provenienza, il che consente un percorso ordinato tra le varie sezioni. Quando succede, è un privilegio trattenersi con l’autore in carne e ossa ed anche giovarsi della spiegazione estemporanea di un visitatore esperto. Ritengo che una chiave di lettura siano le didascalie delle varie opere, perché mettono in comunicazione l’artista e il visitatore, consentendo di spaziare in altri ambiti. A me che amo scrivere suggeriscono l’idea di un racconto o di una poesia. Così l’arte si diffonde e si rigenera, seminando benessere e buona disposizione d’animo. Grazie ad ogni creatore di bellezza che san Francesco d’Assisi descrive così: “Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”.
Osmanto protagonista
Da giorni sentivo un’intensa fragranza quando andavo ad accostare gli scuri della cameretta posta a sud, dalla parte della zona orto, immaginandone la ragione: l’Osmanto che fiorisce appunto in autunno. Sono andata a raccogliere gli ultimi pomodori e sono stata colta dall’effluvio di centinaia di rametti tra le foglie verde lucido, rivestiti di minuscoli fiori giallini dal profumo fruttato e leggero. La pianta è cresciuta parecchio in un paio di decenni e merita di essere fotografata per la sua composta bellezza. Osmanthus fragrans è il nome scientifico. Proviene dall’Asia orientale e il nome combina il significato di ‘osmè/odore con ‘anzos’/fiore. Adesso è chiaro perché si chiami così. Il fiore è una delle materie prime più costose in profumeria e anche questo si capisce. Io sono intollerante a diversi odori, anche ai profumi forti, ma quello che diffonde il mio Osmanto in questi giorni è davvero gradevole. Non credo che diventi pesante come quello del Gelsomino in fase di avanzata fioritura. Comunque oggi mi ha allargato le narici, facendomi inspirare qualcosa di buono. Quando venni ad abitare qui da Possagno, nell’ormai lontano 2000 non conoscevo che poche piante e la casa era ‘nuda e cruda’. Nel tempo si è arricchita di molte varietà di fiori e di piante, anche selvatiche che hanno deciso di alloggiare da me, con mia soddisfazione. Non ho il pollice verde che mi attribuisce Marcella, però ho appreso parecchio. Sono ancora inesperta con le piante verdi d’appartamento, ma il Ficus robusta regge ed anche la Zamioculca. Pohos in studio e Spathiphyllum in soggiorno, nel bagno luminoso le Nataline. Del resto i fiori sono l’altro mio hobby oltre ai gatti, cure gratis ed efficaci contro svariati mali. Provare per credere. 🌺
Memoria e nostalgia di Beppe
‘Casa dolce casa’ è quello che deve pensare Beppe quando scappa dalla sua nuova casa per tornare dove viveva prima. Beppe è un bastardino dal pelo marrone che abitava nella casa accanto alla mia fino a giugno. I suoi padroni – due adulti e due ragazzini – si sono trasferiti a circa un chilometro in una villa con ampio giardino e robusto cancello in acciaio. Col cane avevo un rapporto affettuoso: gli parlavo dalla finestra del bagno che dava sullo scoperto dove c’era la sua cuccia e quando passavo con Astro – il mio cane buono che non c’è più – davanti al suo cancello, tra le maglie della rete gli infilavo un biscotto che lui gradiva scodinzolando. Pare che diverse volte il bastardino sia ritornato sui suoi passi. L’ultima è successa ieri. Una signora bionda che porta a spasso il suo cane bianco me ne ha segnalata la presenza che io ho comunicato al proprietario tramite telefono. Ho anche ‘parlato’ a Beppe, che mi ha risposto con un abbaio di simpatia. Non ho insistito a farlo entrare da me, perché non so come la prenderebbero i miei tre gatti: Grey, Pepita e Fiocco. Comunque i nuovi vicini, una giovane coppia gentile con una bimba di nove mesi lo hanno ospitato più volte nel loro giardino, dove Beppe va a infilarsi nella vecchia cuccia. Fino all’arrivo del padrone che lo carica in macchina e se lo riporta nella nuova abitazione, vasta e accogliente dove però Beppe non si sente a suo agio. Morale della favola: il cane si è affezionato alla casa, dimostrando di avere memoria – e nostalgia – del suo passato. Non so il seguito. Spero che Beppe si adatti al cambiamento. Ho sentito per televisione che oggi è la Giornata Mondiale degli amanti del Cane. Un augurio a tutti i possessori di cani affinché stabiliscano un feeling con gli amici a quattro zampe. 🐾
Teatro e Salute
Come d’abitudine, riservo il lunedì alla spesa, preceduta però dalla sosta al bar in piazza Onè di Fonte, sempre molto affollato di mattina, anche grazie al mercato. Il Corriere è libero; lo piglio e mi ritiro in un angolino in fondo dove mi concedo la lettura, in attesa della consumazione che arriva: croissant all’albicocca e cappuccino con la scritta ‘Buona giornata’ dentro un cuore di schiuma. Un extra gradito che mi strappa un sorriso. Cerco qualcosa che mi stimoli a scrivere che trovo a pag. 33 dedicata allo spettacolo. È l’articolo di Emilia Costantini: ‘Glauco Mauri, recito a 94 anni, con il teatro supero il dolore’ che mi cattura soprattutto per l’età dell’intervistato ancora sul palco. Confesso che ho una grande ammirazione per i grandi vecchi che combattono ancora, in barba all’età avanzata e agli acciacchi. Tra l’altro, all’attore marchigiano era capitato qualche anno fa un malore in scena all’Eliseo, durante I Fratelli Karamazov, poi superato. Mi sono un po’ documentata: Glauco inizia la carriera a 15 anni e si diploma all’Accademia Nazionale d’arte drammatica diretta da Silvio D’Amico. Per alcuni anni lavora con la ‘Compagnia Proclemer – Albertazzi’. Nel 1961 fonda la ‘Compagnia dei Quattro’ con Valeria Moriconi e altri. Partecipa a lavori televisivi della Rai e radiofonici. Nel 1981 fonda la ‘Compagnia Mauri – Sturno’ che propone un vasto repertorio di autori classici, tra cui Shakespeare, Pirandello, Brect. Curioso che abbia preferito vivere in albergo fino a 70 anni, trasferendosi poi sotto lo stesso tetto del palazzo dove viveva il compagno di teatro Roberto Sturno, mancato lo scorso settembre. Ritorno al titolo del servizio e alle parole “con il teatro supero il dolore’. La Recitazione, una delle 7 forme d’arte che allietano la vita è salutare e terapeutica. N.B. – Cari Lettori, da domani non potrò più postare il mio pezzo, perché il tablet, in uso quotidiano da quattro anni andrà in assistenza, spero per pochi giorni. Se riesco, programmo una poesia al giorno per i prossimi giorni, cui potrete rispondere se vi va. Io vi leggerò volentieri sul portatile in orario plausibile (no tardi). A presto! 🌻
Bentornato Autunno
Alle 14,44 ora italiana arriva l’equinozio d’autunno , che segna l’inizio astronomico della nuova stagione. Quindi bye bye estate! Mi viene in mente il ‘DIALOGO di un venditore di almanacchi e di un passeggere’ di Giacomo Leopardi dove il venditore si dice certo che l’anno nuovo sarà migliore di quello passato. Il venditore simboleggia l’uomo comune, mentre l’altro che si pone delle domande rappresenta il filosofo. Morale della ‘favola’: il ripetersi delle vicende umane e l’impossibilità di cambiarle. Come il venditore, spero che l’autunno sia migliore dell’estate e ci risparmi sbalzi termici. Mi sorprendo, ma neanche tanto nell’apprendere dal Colonnello Francesco Laurenzi durante la trasmissione UnoMattina in famiglia che in età ellenistica, circa 300 anni a.C. l’autunno non esisteva, alternandosi la stagione fredda e quella calda. ‘Torneremo a coltivare i frutti tropicali, come al tempo dei Romani’ parole del succitato Colonnello. Mi preparo al passaggio dal lino alla lana, godendo di ciò che offre la stagione, colori soprattutto. Esemplare il pensiero di Vincent Van Gogh che mi giunge in un messaggio mattutino: “Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo’. Anche i poeti si sono fatti attrarre dalla stagione di mezzo, da Ungaretti a Carducci. Le ‘foglie chiacchierine’ di Marino Moretti fanno il verso a ‘I lunghi singhiozzi/dei violini/ dell’autunno/’ di Paul Verlaine. Devo ricordarlo alle componenti del blog verbanostra perché ci mettano del proprio. Mi impegno a farlo anch’io! Oggi è una bella giornata. Sono in buona compagnia delle sorelle Lisa e Roberta, con Nina e Viola (bassottina e gattina) che da sole garantiscono lo spettacolo e il buonumore. Buon Autunno a Tutti! 🍁
