Pace e libertà

Sul lato est della casa, in un’isola rialzata dedicata alle Ortensie, anni fa è nato spontaneo un Fico selvatico che è risultato provvidenziale per i fiori d’estate perché gli dona ombra. Tra l’altro apprezzo il profumo che emana nelle vicinanze e la forma delle foglie che in questi giorni si staccano e cadono, ricoprendo il suolo e parte dell’ingresso verso il garage. Quando apro gli scuri del bagno, vedo una parte del Fico che si sta spogliando e sotto i capolini delle Ortensie che si arrossano. Inevitabile fare una considerazione sulla stagione che avanza ed anche sul mutamento della pianta in generale, simbolo di vita. Diversi sono i benefici del Fico, cui si attribuiscono proprietà rimineralizzanti, emollienti ed espettoranti. A me ha suggerito dei versi in stile ‘poetico – filosofico’, sottoposti al giudizio di un amico che ha apprezzato. Ragion per cui li trascrivo nel blog, senza nessuna pretesa oltre la condivisione. Il Fico non si offenderà. EMOZIONI Il fico perde le foglie/io perdo la voglia/di fare, di brigare./La natura si prepara/a riposare: perché io/non lo dovrei fare?/Vedo la gente frettolosa,/per qualcosa che non ha/smaniosa: sarà l’età/oppure non so…/desidero pace e libertà/anche sentimentale/perché caricarsi/ di emozioni fa male./Mi attrae la leggerezza/della farfalla che sui fiori/volteggia lieve,/l’eleganza del gatto/in equilibrio sul muretto/sicuro di non cadere,/il pudore del fiore/che in silenzio muore./Finiamola qua/vado a riposare./Domani sarò ritemprata,/il mondo mi stupirà/e magari, prima o dopo/la guerra finirà.//🍀

Il giorno dopo (la presentazione)

“Serata intima e partecipata” è il commento quasi notturno di Lisa Frison all’incontro letterario di ieri sera, valorizzato dalla lettura espressiva di alcuni passi dal mio Ricami e Legami. “Grazie siamo stati tutti benissimo” è l’impressione a caldo di Adry che mi ha scattato una foto che “ti rappresenta pienamente” a dire di Pia. Infatti l’atmosfera era distesa e accogliente, da “salotto letterario” per l’inclusività e il calore. Mi aspettavo più persone – assenti i maschi, meno Sisto Manaigo che posta ottime foto sul web – meno toccati dal tema della genitorialità che coinvolge le donne in prima persona. Forse il buio che a novembre scende presto non invoglia le uscite. Comunque le persone presenti erano di livello, per me speciali: amiche, colleghe, simpatizzanti. Mariuccia è scesa da Belluno per me. Una sorpresa essere pubblicamente elogiata da Paola, insegnante e madre di tre figli piccoli. Ha ricordato l’appello delle emozioni che facevo in classe (lo avevo scordato) e l’attenzione all’attualità durante le ore di Cittadinanza. L’attualità è un mio cavallo di battaglia che nutre anche i miei post quotidiani. Lo ricorda il Consigliere Gianpietro Mazzarolo che introduce la serata, sottolineando la mia attitudine ultradecennale a scrivere romanzi e articoli che posto ogni giorno dal 2000 sul blog verba mea. Gli fa eco la Consigliera Novella Franciosi che vivacizza il ricordo degli Anni Settanta, sfondo del mio romanzo Passato Prossimo, ricordando il suo ingresso nel 1973 da giovane sposa a Castelcucco dove ha profuso per la comunità molte energie. Lucia Zanchetta, figlia di emigrante ritornato a Castelcucco dopo anni di lavoro in Venezuela, fa rivivere con nostalgia lo spirito di comunità della piazza dinamica del paese. Emozionata e lieta, a fine serata mi porto a casa un’Orchidea, due mini Stelle di Natale, perfino una piccola Limonera, con la soddisfazione di avere condiviso con un pubblico ricettivo un pezzo di passato per alleggerire il gravoso presente.

Dietro le quinte (di un evento letterario)

Oggi sono di fretta, perché devo prepararmi per l’incontro di stasera…sperando che ci sia qualcuno: malanni di stagione hanno già fatto delle vittime, sono arrivati freddo e nebbie, il tempo ha il suo peso. Dovrei essere quasi esperta, considerato che non è la mia prima presentazione. Ma condivido il pensiero di Giancarlo: i libri sono un po’ come dei figli ed è sempre un’emozione ‘metterli al mondo’. Guarda caso, in questo mio ultimo Ricami e Legami si parla anche di genitorialità, sebbene dalla postazione femminile. Cosa c’è dietro le quinte? Prima di tutto la sala che è del Comune, dove accedono altre associazioni. Mi compete un pizzico di attenzioni per accogliere gli ospiti: ho ordinato dei ciclamini per abbellire il tavolo dove si accomoderanno due relatori e la lettrice. Il punto dolente è trasportare i libri, che pesano: dove li metto? Tra borse di plastica e scatoloni, alla fine opto per delle cassette della frutta, meglio se colorate (mettono di buonumore), aggiungo un porta ritratti dove posizionare in bellavista una copia del romanzo da presentare e un quaderno per le firme di presenza. Un cestino con delle caramelle Caffarel ci sta, per addolcire eventualmente i presenti. Se scordo qualcosa, provvedo entro sera. A metà mattina passo in fioreria a prendere i fiori che carico nel bagagliaio: a questo punto basta portarli in loco dove mi aspetta la fida Lucia. Spostiamo un tavolo all’ingresso dove alloggiare le copie di Passato Prossimo mentre distribuiamo a gusto nostro quelle di Ricami e Legami sul tavolo della rappresentanza. A mezzogiorno l’ambiente risulta adattato all’evento e decidiamo di tornare a casa. Sto per dire a Lucia “Ci vediamo domani”… ho perso il senso del tempo! Sono un po’ stralunata: una cosa è scrivere, un’altra promuovere un evento. Vada come vada, siete tutti invitati!

Election day

Manca una manciata di ore alla elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America, e sono in ansia. Non sono una politologa e nemmeno una profonda conoscitrice degli USA, però posso dire che non mi piacciono l’arroganza, la strafottenza, la comunicazione offensiva e chi le rappresenta. Faccio il tifo per chi si è fatto da solo, e meglio se è diverso perché consento così al mio spirito anticonvenzionale di emergere. Al tempo di Barack Obama, avevo assegnato una traccia in un compito in classe che era stato svolto sotto i migliori auspici. Anche Michelle, la moglie del Presidente rappresentava un valore aggiunto. Peccato davvero che quella stagione non si sia rinnovata. Adesso lei sostiene la candidatura di Kamala Harris che il concorrente ha definito “gattara senza figli”, andando di proposito a toccare una sfera intima. Non oso immaginare le bassezze a cui può ricorrere un uomo bramoso di potere, per di più pieno di danaro. Molte copertine di settimanali sono dedicate all’evento imminente che nella notte tra il 5 e il 6 novembre ci farà sapere come ha votato l’America. È chiaro che spero vinca Kamala, non solo perché è donna, parecchio più giovane dell’avversario, di bei modi, con un passato interessante. Per come sono messe le cose e non essendoci avversari altrimenti competitivi, non avrei dubbi a votare per lei, anche per voltare pagine, sperando in un cambio di rotta. Certo l’America è vasta, oltre che complessa, un contenitore di umori contrastanti, l’hard power e il soft power…il tutto e l’incontrario di tutto. In tanta varietà e confusione mi auguro che gli Americani non votino con la pancia e scelgano per il benessere a lungo termine. A cui è strettamente legato quello mondiale (aiuto!)

Nascere è ricevere tutto un universo in regalo

Sul quotidiano la Repubblica di venerdì, leggo l’articolo di Enrico Ferro a pag.16: “Bloccati in Argentina senza nostra figlia non torniamo a casa” che per tematica si collega al mio ultimo romanzo Ricami e Legami. Il fatto di cronaca riguarda una coppia italiana – un medico oncologo padovano e il suo compagno infermiere – fermata all’aereoporto di Buenos Aires con una bimba nata con la maternità surrogata il 10 ottobre scorso. In Argentina manca una legge specifica al riguardo. In Italia la Gpa (gestazione per altri) è diventata ‘reato universale’ il 16 ottobre scorso. La donna che ha dato alla luce la bambina ha 28 anni e sostiene di essere stata contattata su facebook. Nel mirino degli inquirenti argentini c’è l’agenzia a cui si sono rivolti i due uomini. Costo dell’operazione 5.500 euro, di cui solo una minima parte alla donna. Alexander Schuster, avvocato esperto in diritti riproduttivi ipotizza che “Tanti italiani saranno costretti a fuggire all’estero” e chi non ha altro modo per diventare genitore rinuncerà anche alla cittadinanza. Due estati fa, quando iniziai a scrivere il romanzo che presenterò venerdì 8/11 alle 20.30 in saletta ex Municipio di Castelcucco sapevo che l’argomento era spinoso e ho scelto di non affondare la lama. Persuasa tutt’oggi che la famiglia sia dove regna l’amore, non ne farei una questione di come uno nasce, ma piuttosto perché. Dare la vita è un’esclusiva femminile, non scontata né obbligatoria. Conosco donne intristite per non essere diventate madri, ma so di madri tutt’altro che materne dopo aver assunto il ruolo. Come diceva ‘L’Oriana’ (Oriana Fallaci) “Essere madre non è un mestiere, non è nemmeno un dovere: è solo un diritto tra tanti altri”. Dovrà farsene una ragione anche Paulina, la protagonista del mio romanzo che è costretta a sospendere il suo progetto di vita a causa della guerra scoppiata in Ucraina. Sul dopo ho steso un velo di silenzio, in attesa della pace.

Foscolo e ‘fatal quiete”

Mi piace il crepuscolo che piaceva al Foscolo nella celeberrima poesia ALLA SERA, una riflessione sulla morte, suggerita dall’immagine della giornata che volge al termine. Un sonetto in linea con la giornata odierna di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti domani. Forse perché della fatal quiete/Tu sei l’immago a me sì cara, vieni,/O Sera! Nel componimento il poeta dialoga con la sera, metafora della morte, ‘fatal quiete’ che non viene percepita in senso negativo, ma come un rifugio, il posto in cui si torna. La sera appare come un momento di raccoglimento e di pace, lo stato necessario per poter riflettere e scrivere, che è ciò che capita anche a me. Concordo che la sera rappresenti anche il tempo ultimo, la fine della vita terrena e l’inizio di un’altra dimensione, un po’ come ritenevano gli Etruschi. Il feeling tra vivi e trapassati è oggi protagonista, lo testimonia la folla in visita ai cimiteri, musei a cielo aperto. Ci vado di prima mattina, per poter dialogare con i defunti senza essere distratta. Sosto presso i miei e poi faccio uno slalom tra le tombe tirate a lucido. Mi concentro sui nomi. Le foto mi restituiscono le fattezze di persone che ho conosciuto di cui conservo un particolare, una gentilezza: Camilla mi chiamava ‘perla’, Gentile mi preparava un ottimo caffè, Assunta mi dava le uova delle sue galline. Per affinità, il pensiero mi restituisce nonna Adelaide, le colleghe Marta e Gianna, l’amica ecuadoregna Zulay, mia madre Giovanna. In situazioni di difficoltà mi chiedo come si sarebbero comportate al posto mio, e in qualche modo procedo, come se si fosse accesa una lampadina: riemergono il sorriso mesto di Marta, la risata liberatoria di Gianna, la voce angelica di Zulay, lo sguardo fiero di Giovanna, il silenzio espressivo di Adelaide. Ognuno ha i suoi angeli custodi, che ci illuminano il cammino. Buon Ognissanti!

Povera Spagna

“Il riscaldamento globale amplifica gli eventi estremi che ci sono sempre stati”: parole del climatologo Luca Mercalli, a commento del nubifragio avvenuto a Valencia e nella Spagna del Sud. In otto ore la pioggia di un anno, almeno 95 morti, molti dispersi. Gli assomiglia quanto verificatosi di recente in Liguria, anche se di minore entità. Roba da non credere, se le immagini che entrano in casa dallo schermo non fossero reali. ‘Alluvione’ e ‘nubifragio’ sono parole ormai purtroppo ricorrenti, cui si aggiunge ‘apocalisse d’acqua’. Una catastrofe senza precedenti. In Spagna, proclamato il lutto nazionale per tre giorni. Interi paesi sommersi dal fango. Il torrente di macchine accatastate le une sulle altre non ha bisogno di commenti. Una ragazza sul tettuccio dell’auto attende di essere salvata dall’elicottero. Dei giovani in vacanza nel sud del Paese rispondono desolati al microfono di un giornalista. Sembra che l’allerta meteo sia arrivata in ritardo. Secondo me, siamo noi in ritardo a considerare il cambiamento climatico, con annessi e connessi. Veniamo alle odierne previsioni del tempo in Italia: stabile e soleggiato ovunque. Temperature superiori alla media, ieri raggiunti 26 gradi, perfino troppo. Sono confusa e preoccupata. Non ci resta che adattarci agli sbalzi di temperatura, ma non è scontato. Io stessa devo ancora fare il cambio degli armadi e in camera si alternano indumenti estivi a quelli più pesanti. Piante e fiori ne risentono, il secco intenso prima e le piogge estenuanti poi hanno infierito sulla maturazione dei frutti. Ad esempio, il mio Melograno che lo scorso autunno aveva dato molte melagrane, quest’anno ne ha una di numero, pure piccina! Per fortuna ad altri è andata meglio: me lo conferma la foto arrivata propizia per accompagnare il post odierno.

Vaniglia, la regina delle spezie

Vaniglia, la regina delle spezie. Ne parla un servizio del programma ‘Passaggio a Nord Ovest’, trasmissione di Rai Cultura ideata da Alberto Angela, in onda ogni sabato alle 15 su Rai 1. Intanto la vaniglia è un’orchidea originaria del Messico. I suoi frutti – delle capsule erroneamente chiamate baccelli – sono la spezia nota come vaniglia, coltivata la prima volta dal popolo dei Totonachi 900 anni fa. Le piante di vaniglia crescono spontaneamente solo nelle foreste tropicali. Oggi, la maggior parte delle piante di vaniglia del mondo è coltivata in Madagascar che pertanto è il primo produttore di vaniglia al mondo, oltre che esportatore, nonostante la concorrenza di altri paesi come Tahiti e l’Indonesia. La vaniglia risulta avere proprietà calmante e anti-stress, utile contro l’insonnia e la fame nervosa. Sembra sia in grado di combattere le infezioni. È un ingrediente fondamentale in pasticceria perché conferisce un profumatissimo aroma a torte e dolci. Quella in commercio è solitamente di origine sintetica. Usata anche a freddo per semifreddi e gelati. Quando capita, una pallina di gelato gusto vaniglia insieme con una di liquirizia per me sono una delizia. Nella preparazione dei muffin, alle polveri aggiungo sempre una bustina di vanillina, ottenuta dai semi di vaniglia. Quando i dolcetti escono dal forno, una volta raffreddati li ricopro con lo zucchero vanigliato che ha una marcia in più rispetto allo zucchero a velo. Beh, a questo punto le mie narici sono stuzzicate abbastanza. Una tisana alla vaniglia è ciò che ci vuole: l’aroma è in grado di elevare l’umore e promuovere una sensazione di benessere generale.

Transizione ambientale e umana 🐨

Ultima domenica di ottobre. Mi sveglio alla solita ora, ma stamattina la sveglia segna le sette anziché le otto: no problem, si sapeva del ritorno dell’ora solare che ci farà compagnia fino al 30 marzo prossimo. Il disagio per me si manifesterà stasera col buio anticipato, me ne farò una ragione. Sento le previsioni del tempo che per la settimana entrante sembrano buone, il che mi bendispone. Ma l’umore schizza in alto quando vedo sul tablet che mi ha scritto Manuel (alle ore 01.19), allegando una sfilza di immagini: Felicità è il commento di un’amica, che condivido. Ne posto una su Instagram e provo a descrivere le altre, scattate in un parco tra bambini, animali locali e un dolcissimo koala che Manuel riesce a tenere in braccio: una specie di gattone. Koala o coala, detto anche ‘piccolo orso’ è un mammifero marsupiale arrampicatore, icona del continente australiano. Le sue impronte digitali sono sorprendentemente simili a quelle umane ‘esempio straordinario e notevole di convergenza evolutiva”. Adry potrebbe chiarire. È un animale territoriale e non è molto socievole, il che mi richiama lo spirito felino. Le foglie di eucalipto sono la sua unica fonte di alimentazione. Invidiabile la sua capacità di rimanere immobile per più di 18 ore al giorno.Torno Manuel, il mio pupillo: vestito di bianco, scarpe da ginnastica, zainetto in spalla, macchina fotografica al collo e immancabile sorriso. Mi sembra la persona giusta nel posto giusto dove la relazione uomo ambiente si trasforna in comprensione e rispetto. Credo che in Italia la cultura ambientale vada sostenuta e vedrei il settore attrattivo per molti giovani, altrimenti ‘a spasso’, oltre che per adulti disoccupati. Magari invierò il post al Ministro dell’Ambiente, chissà mai! 🍀

Oh tempora, oh mores!

Delitto dell’ex vicesindaco di Garzeno, qualche centinaio di abitanti in provincia di Como. Candido Montini, 76 anni, la vittima gestiva un piccolo negozio di generi alimentari. Fermato un 17enne, il cui sangue risulta compatibile con la traccia trovata sul coltello con cui sono state inferte le 28 coltellate. Un delitto per il rifiuto di cambiare 300 euro contraffatti che l’assassino voleva incassare. Per farne cosa, poi… La vittima era una persona sola, vedovo, dallo sguardo buono, anche imparentato alla lunga con il suo aggressore. Ci sarebbero gli elementi per imbastirci un racconto sinistro, se la realtà non fosse già tanto deprimente. Penso a questo signore che aveva un bellissimo nome – Candido – e all’assurdità della morte violenta per un pugno di denari. Il suo portafoglio vuoto era stato trovato poco lontano dalla casa e dal negozio. Pur essendo in pensione, ogni mattina alzava la saracinesca della sua bottega, fors’anche per continuare a rendersi utile alla comunità. I paesani erano abituati a ricevere le ceste del pane che lui stesso preparava e consegnava casa per casa. Un servizio d’altri tempi, emozionante anche solo a immaginarlo. Un’infamia la fragranza del pane lordato dal coltello da cucina dell’assassino che ha confessato. La nonna aveva cercato di fornirgli un alibi, forse inconsapevole. Anche il padre davanti ai microfoni aveva detto: “Ho le mani pulite” modificato poi al plurale: “Io e mio figlio abbiamo le mani pulite”. Mi chiedo se davvero conoscesse suo figlio, uscito di casa con un’arma, non un giocattolo. Chissà cosa ha provato Candido sotto i fendenti del ragazzo che il giorno prima aveva tentato di imbrogliarlo, rifilandogli banconote contraffatte. Minorenne già al servizio della malavita. Oh tempora, oh mores!