Secondo post a 4 mani

Mi arriva una carrellata di foto scattate da Manuel a Cooper Pedy, cittadina situata in un’area desertica a circa 850 chilometri nord di Adelaide: “9 ore di auto. È stato lunghissimo! Ma devo dire che ne è valsa la pena”. Il passaggio del deserto incute paura e meraviglia, provocando “qualcosa che ti scuote un po’ dentro”, un’esperienza fuori dall’ordinario da vivere in prima persona che le parole e le fotografie rendono solo in parte. Manuel ha visitato una vecchia miniera, vari negozi di opali, un paio di chiese sotterranee… e ha dormito sottoterra! Un’esperienza decisamente memorabile. Nei vocali a corredo delle foto, definisce il suo resoconto ‘magro’ a causa della inadeguatezza delle parole nel descrivere un ambiente dove ha sperimentato il caldo, ma anche la pioggia nel deserto, “esperienza da Wow!”. Se penso che un anno fa il mio ex studente ora Ingegnere stava preparando la festa di laurea – originale anche quella – considero il viaggio in Australia un’ottima base per il suo curriculum e progetti futuri. Tra l’altro mi consente di viaggiare con la fantasia e di immergermi in ambienti insoliti, suggestivi per chi scrive. Nella chiesa sotterranea mi salirebbe spontanea alle labbra una preghiera, mentre il resto di una pianta sopravvissuta a una calamità si presta a una poesia. Il panorama parla da solo, inquadrato tra il blu del cielo e il ruggine della terra. Ah, in sei cartelli metallici che accolgono il visitatore in prossimità del lago salato in entro terra Kokhata noto incise le seguenti parole: One People, One Country, One Dreaming… motto delle popolazioni aborigene. Un messaggio beneaugurante in tempi alla ricerca di pace. Grazie a Manuel di diffonderlo con la sua testimonianza.

Flavio e Rex, amicizia oltreconfine

La parte della giornata che prediligo è quando scrivo. Pensavo a un blog già prima di andare in pensione, come diversivo creativo che mi consentisse di esprimermi e di avere dei contatti. L’idea si è rivelata vincente. Dopo quattro anni non mi sono ancora stancata e ho un seguito di lettori che mi interessa conservare, non tanti ma mi bastano per arricchire le mie giornate. Ogni tanto qualcuno si defila, c’è anche chi si iscrive ex novo: normale amministrazione. Tra le ‘entrate’ più recenti e gradite c’è Mariuccia, ex compagna di Liceo che scopro vicina al mio sentire. Non abita nei pressi, però ci siamo viste più volte: l’ultima al mio recente incontro letterario per presentare Ricami e Legami, scesa appositamente da Belluno con Sisto, il marito. Mariuccia commenta in privato il mio post quotidiano, abbinandoci sempre una bella foto in tema, sua o del consorte. Il mio post di ieri era dedicato agli animali. Nel suo commento serale mi racconta la bella storia nata tra suo fratello Flavio e Rex, un cane ‘di strada’. Flavio lavora in Kazakistan dove le temperature in inverno sono molto rigide, (anche – 40 gradi) e molti cani vivono per strada. Nel tragitto lavoro casa, lui trova sempre un cane affamato cui porta da mangiare. Dopo due anni l’amicizia si è consolidata e Flavio intende offrire all’amico a quattro zampe una possibilità di vita migliore: a Natale, a spese sue lo porterà in Italia e tramite un’associazione che opera nel bellunese Rex sarà adottato. Nel mentre ha già fatto visita, vaccinazioni e documenti. Una storia bellissima che dimostra come l’amore non abbia confini. Non conosco Flavio, ma si merita tutta la mia ammirazione. Rex in foto ha uno sguardo buono, direi umano. Invidio cordialmente il loro legame. Da emulare.

Stress telefonico

Non so se sia capitato anche ai lettori di perdere la pazienza per sgradite telefonare commerciali. Per contenere il problema tengo spesso spento il cellulare, ma la persecuzione continua sul fisso. A tutte le ore, tanto che sono costretta a staccare il ricevitore anche quando attendo una telefonata importante. Se sollevo la cornetta, sento il meccanico “Ciao” di una voce registrata e metto giù. Preciso che già molto tempo fa mi ero iscritta al Registro Pubblico delle Opposizioni che doveva tenermi al riparo da chiamate sgradite. Per un po’ ha funzionato e poi stop. Il telefono mi sta guastando l’umore, specie se viene usato in maniera invasiva, quando non oppositiva come succede con Vodafone, il mio gestore telefonico. Adesso chiarisco. Da luglio usufruisco della fibra che velocizza la connessione. Sull’intervento effettuato avevo scritto un post favorevole (omettendo che per una settimana non avevo potuto usare il telefono fisso, per una dimenticanza nel segnalare al ‘cervellone’ il passaggio alla nuova linea). Da quattro mesi chiedo un alleggerimento della fattura di € 39.97 mensili. E qua casca l’asino, perché non sono bastate telefonate estenuanti al 190 per parlare con un operatore che risponde – quando risponde – spesso dall’estero. Non esiste una mail cui segnalare disguidi o richieste, ma c’è la possibilità di ‘parlare’ conToby che non è un cane, bensì un assistente digitale. Nel giro di mezz’ora si alterna una rosa di operatori dall’accento estero o affrettato. Salto le puntate precedenti e mi limito all’ultima. Dopo la voce ripetuta all’infinito: “Stiamo gestendo la tua richiesta, non riagganciare” mi risponde Siria (ma temo che sia uno pseudonimo) alla quale ripeto per l’ennesima volta che confidavo in una diminuzione della bolletta di € 39.97 da pagare entro il 5 dicembre, accordata a voce prima a € 24.40 e poi a € 29.90, con successiva telefonata inquisitora a domicilio su dati e quant’altro. Sul tablet ieri mattina mi vedo addebitata la cifra alta, come se nulla fosse successo. Il buon Manuel, consultato oltre oceano mi invita a pazientare perché “Quando ha telefonato novembre era già entrato in tariffario. Credo almeno”. Se fosse così, perché non dirmelo? Qualcosa non mi torna, la catena è troppo lunga e qualche anello salta. Tanta gente ci lavora e l’utente non è adeguatamente ascoltato. Non ho più voce. Quasi quasi stacco il telefono definitivamente…

Novembre e freddo artico

È arrivato il freddo artico, con allerta neve e maltempo. D’altronde è stagione, perciò dobbiamo farcene una ragione. Non ho nessuna nostalgia del lungo e torrido caldo estivo che ha compromesso le fioriture e la maturazione di frutta e verdura che infatti costano un botto. Anche la mia vite di uva fragola ne ha risentito, mi è morto l’ultra ventennale Olivagno e i fiori hanno, per così dire ‘battuto la fiacca”. Non sono andata al mare neanche in giornata, perché prevedevo il viaggio a Bibione troppo impegnativo per l’anca rifatta da poco. Però sono stata a Canale d’Agordo a trovare Mariuccia, con Manuel autista d’eccezione. C’è chi ama il caldo e il mare, chi preferisce il fresco e la montagna. Semmai dovremmo sentire la mancanza delle stagioni intermedie che sembrano estinte. Si passa dalla lana al lino, e viceversa. Io ho fatto di recente il cambio degli armadi. Novembre non è il mio mese preferito, però con un po’ di ottimismo ci trovo elementi positivi: i gatti di sera stanno dentro, mi piace vedere e sentire la stufa accesa, la radio in sottofondo prima di cena mi fa compagnia mentre scrivo i post o qualche verso. Ad esempio, ho assistito ad un evento naturale che mi ha fatto pensare. Un gran volteggio di foglie secche sollevate da raffiche di vento mi ha indotto ad abbozzare la poesia ULTIMA CORSA Le foglie secche/si rincorrono sull’asfalto/con vitalità incredibile./Ma come, non sono morte?/Quale benigna sorte le anima?/Vorrei correre anch’io,/come voi, per dove non so/però sarebbe bello/stupire ancora/dopo l’ora del congedo./Giunge il rombo/d’un motore dalla strada/che fulmineo passa:/le stritola e le spiazza./Fine corsa gioiosa.// Se viene, un commento sarebbe gradito. Viceversa, grazie per la lettura. 🍁

Post a quattro mani

Kangaroo Island, ovvero Isola dei Canguri. È uno dei posti migliori in Australia per vedere animali selvatici, come koala, canguri, leoni marini e foche. Me ne parla Manuel in un suo vocale che accompagna una serie di scatti. Immagino lo stupore di vedere dal vivo animali che non sono domestici. L’ultima volta che io ho visitato un parco zoo risale ormai a molti anni fa, quando mio figlio era piccolo, a Lignano Sabbiadoro. Ricordo un asinello docile che prelevava del cibo dalle mani, cicogne sui nidi alti, felini assonnati in gabbioni…niente di eccezionale, se non l’atmosfera inclusiva e il benessere mio di allora. Un po’ di dati. L’Isola dei Canguri si trova in Australia, la terza in estensione dopo Tasmania e Isola di Melville. Sta a 112 km sud ovest di Adelaide. È lunga 145 km e di larghezza variabile tra 900 m e 57 km, per un’area complessiva di 4.405 km quadrati. Ospita 4000 persone, l’economia è basata su agricoltura, turismo e pesca. Occupata 11.000 anni fa dagli aborigeni, peraltro scomparsi verso il 200 a.C. l’isola fu scoperta nel 1802 dall’esploratore britannico Matthew Flinders che la battezzò “Kangaroo Island”. Nel gennaio 2020 è stata sconvolta da incendi che hanno interessato circa metà della sua superficie. Ha un ecosistema tutto suo che va preservato, ragion per cui i custodi sono molto attenti che i visitatori non introducano sementi e cibi non compatibili con l’habitat. Manuel la definisce “bella e particolare”, ci cammina in giornata per ore fino a farsi venire il mal di schiena. Koala e canguri allo stato brado, foche e leoni marini: bianchi dove la sabbia è bianca, neri e perfettamente mimetizzati dove è nera. A proposito, deve tirare un’aria forte, dalla foto che lo ritrae imbacuccato. Del resto le formazioni rocciose sono scavate dal vento: si inseriscono nel paradiso naturalistico di Kangaroo Island che Manuel immortala, per condividere con me e con i lettori. 🦘

Arcipelago delle Cicladi

Una delle tracce più gettonate dagli studenti di terza media durante la prova scritta di Italiano era questa: “Se vincessi un viaggio premio, dove andresti e perché?”. Mi ritorna in mente e rivolgo la domanda a me che sono in pensione, dopo aver letto l’articolo: Alle Cicladi cercando l’isola che non c’è, di Alessandro Allocca su il venerdì di Repubblica. Dal greco Kyklos, che significa cerchio, trattasi di quasi 220 isole nel mare Egeo distribuite ad anello, di cui appena 25 quelle di fatto abitate. Tra le più famose Mikonos e Santorini, dove ebbi la fortuna di approdare con mia mamma nel 2006, in un tempo non ancora caratterizzato dall’overtourism. Da allora il bianco e il blu sono la coppia cromatica, imperante in Grecia che prediligo. Se avessi la possibilità di tornarci, seguendo le indicazioni dell’articolo, visiterei altre isole: Sifnos, Naxos, Keros, Delos. A Sifnos vive Kostas Depastas, 90 anni, il più anziano ceramista delle Cicladi. Naxos è nota per gli uliveti secolari, alcuni di oltre 600 anni, autentici monumenti secolari. I reperti scoperti a Keros fanno pensare che fosse un centro di spiritualità per i popoli antichi. Delos è legata alla mitologia: culla di Apollo e Artemide, sito sacro e snodo commerciale, attrae pellegrini e mercanti da tutto il Mediterraneo. In definitiva, le Cicladi sono un arcipelago ricco di storia, cultura e bellezze naturali che vale la pena di esplorare. Se non fisicamente almeno attraverso i servizi e le fotografie, come quelle inviatemi da Mariuccia durante la sua vacanza in Grecia. Se poi arrivasse un viaggio premio…

Nord/Sud

Mentre faccio colazione – serviti i tre gatti – presto un occhio al programma ‘Sette giorni’ che riserva un servizio allo ‘Squilibrio Demografico’ esistente tra Nord e Sud. Le due città rappresentative di tale fenomeno sono Lecce e Milano: nella città barocca ci sono più anziani che persone in attività lavorativa, mentre i dati si invertono nella città della Madonnina. Da un rapporto generale sul lavoro, pare che ci siano tre adulti in età lavorativa per ogni persona over 65 anni. Non mi sembra neanche una sorpresa: è da decenni che si registrano più vecchi che nuovi nati e molti meridionali si spostano al Nord per lavorare. Conosco diversi pugliesi che lavorano o si sono stabilmente trasferiti in Veneto per motivi economici. Così conobbi Liliana, una ventina di anni fa: io insegnavo Lettere nel Corso serale ad Asolo, lei era operaia in una industria del legno della zona e voleva conseguire il Diploma di Licenza media. Orgogliosa e tenace, di strada ne ha coperta da allora: ha fatto il corso per Oss (assistente socio sanitaria) ed è tornata in Puglia. Ma due figli su tre sono rimasti in Veneto. La sua è una storia di immigrazione e ritorno a lieto fine. Era pugliese anche il mio stimato professore di Italiano Armando Contro, cui ho dedicato il romanzo Il Faro e la Luce. Gli intervistati durante la trasmissione concordano nel riconoscere a Milano molta capacità attrattiva, mentre Lecce lamenta una fuga di giovani e sovrabbondanza di anziani. Una soluzione, proposta da una onorevole intervistata potrebbe essere lo smart working, ovverosia il lavoro da casa, sperimentato durante la pandemia, però in aggiunta a servizi, infrastrutture, sostegno alla natalità e quant’altro. Non sono un’esperta e mi limito a delle considerazioni ‘di superficie’. Gli antichi dicevano In media res stat virtus: se avessero ragione?

Mondo che vai, usanza che trovi

Ieri, poco prima delle 14 ricevo un vocale da Manuel: parlando sottovoce – per non disturbare la cugina che dorme – mi raccomanda di riguardarmi, perché ha sentito che ‘fa freschetto’. Poi aggiunge: “spengo la abatjour e vado a dormire”. Dato che in Australia ci sono quasi dieci ore in più, significa che mi saluta verso mezzanotte. Quindi legge il post di mattina, mentre fa colazione! Sono lusingata e gli dedico questo di giovedì. Grazie a lui ripasso l’immensa nazione: quando insegnavo Geografia restava sempre in coda, così la conoscenza risultava ‘a macchia di leopardo’. Prima di volare a Sidney – dove lo attendono altri parenti – Manuel mi farà una sintesi del suo soggiorno ad Adelaide. Estrapolando da un lungo vocale, ecco cosa dice: molte sono le aree verdi, le strade ordinate sembrano tirate col righello. Date le distanze, spostarsi in pullman costa parecchio, meglio la bicicletta però col casco, se no scatta la multa. La città non ha un vero centro storico, avendo solo 200 anni. Palazzi nuovi anche in zona mare dove le spiagge sono corte e la sabbia finissima di colore bianco panna. Finora ha visitato una Galleria d’Arte, un Museo “stile armadio della nonna” perché sapeva di naftalina, la Biblioteca con una gentile guida anziana che parlava piano in inglese, per consentirgli di comprendere. Uno dei motivi del soggiorno australiano è appunto perfezionare l’inglese. Volete sapere cosa e come si mangia? Al Mercato generale si trova di tutto, in primis frutta, verdura e pesce. Il menu prevede la pasta, ma tendono a cuocerla troppo, mentre noi la preferiamo al dente. L’orario della cena è alle 18.30, anticipato rispetto al nostro. Mondo che vai, usanza che trovi, in inglese You can tell a country by its traditions (copiato, io sono latinista). Grazie, Manuel che mi fai viaggiare con la mente!

Gentilezza protagonista

Oggi 13 novembre Giornata Mondiale della Gentilezza che si rifà alla Dichiarazione della Gentilezza, firmata a Tokyo il 13 novembre 1997 con lo scopo di guardare oltre i confini dei diversi paesi, oltre le culture, etnie e religioni. Restando a casa nostra, stamattina il nobile sentimento è ricordato durante il telegiornale che ospita Daniel Lumera, esperto di benessere e meditazione.Tra i personaggi pubblici è menzionato il tennista Jannik Sinner: per età, sorriso e bei modi – anche per i capelli ricci, però in versione castana – mi ricorda Manuel, ora in Australia. Mi colpisce il distinguo tra gentilezza vera e gentilezza costruita, da cui rifuggo. Esopo diceva: “Nessun atto di gentilezza, per quanto piccolo, è mai sprecato” e Mark Twain gli fa eco: “La gentilezza è il linguaggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere”, mentre madre Teresa di Calcutta raccomandava: “Lascia che ci sia gentilezza sul tuo volto, nei tuoi occhi, nel tuo sorriso, nel calore del saluto”. Beh, gli esempi, sia di ieri che di oggi non mancano. Cambierebbe il mondo se noi tutti fossimo gentili accompagna l’immagine di un messaggio mattutino. Tuttavia nella pratica, l’esercizio della vera gentilezza latita, segno che è una qualità non innata, salvo per i predisposti. Senza dubbio migliora la vita di chi la esercita e di chi la riceve. Gradita ovunque, la ritengo indispensabile in ambito ospedaliero, dove ho conosciuto due dottori abili e gentili: l’ortopedico Guido Mazzocato e il chirurgo Giovanni Grano, cui rinnovo gratitudine e simpatia. La intendo come un filo sottile ma robusto che tiene legate le persone. Il che mi riporta al titolo del mio ultimo romanzo Ricami e Legami dove agiscono donne legate tra loro dagli eventi e dai sentimenti, gentilezza compresa. Gelsomino Giallo e Rosa Tea, simboli di gentilezza per tutti.

Muro…e muri

Anniversario della caduta del muro di Berlino. Lo dice il giornalista Francesco Giorgino, conduttore del programma XXI secolo (quando il presente diventa futuro) su Rai1 in tarda serata. Sto per andare a letto ma mi trattengo quando afferma che, crollato il muro di Berlino, simbolo della guerra fredda e della cortina di ferro eretta al termine della Seconda guerra mondiale, altri muri non materiali sono stati eretti. La caduta avvenne il 9 novembre 1989: per 28 anni aveva diviso il paese e la città in Berlino Ovest e Berlino Est. Era stato eretto il 13 agosto 1961 dalle autorità della Germania Est comunista, per separare fisicamente Berlino Est da Berlino Ovest, sotto il controllo delle forze alleate occidentali. Nel ’61 ero troppo piccola per capire cosa succedeva, nel ’89 ho gioito per l’abbattimento del muro, oggi guardo perplessa a ciò che è successo negli ultimi anni: la pandemia, la guerra in Ucraina, quella nel vicino Oriente…non c’è da stare allegri, ma evito di essere catastrofista, anche se riconosco un’involuzione dei comportamenti sia nel pubblico che nel privato. La voglia di libertà è un’esigenza insopprimibile dei popoli, ma è noto che i conflitti armati vengono decisi in alto. Il neo-eletto Presidente degli Stati Uniti azzarda di poter riportare la pace: sarebbe un miracolo! Intanto partiamo dal basso, ricordando il messaggio testamento spirituale di Piero Angela (70 anni dedicati alla divulgazione scientifica) postato sulla pagina del suo programma Superquark: Cari amici…ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio. Piero Angela (13/8/2022)