Un giovane promettente

Sandro Falzoi, il miglior venditore dell’anno. La notizia mi giunge da tg1Mattina, mentre sto valutando su cosa scrivere il post odierno. In tempo di vendite online, la trovo curiosa ed anche incoraggiante, perché la persona insignita del premio è molto giovane: ha 25, vive a Mores (Sardegna) e ha venduto più di 2000 aspirapolveri porta a porta in un anno – una media di quasi 6 ‘Folletto’ al giorno – diventando Primo agente d’Italia. “Il mio segreto? Mi diverto, e la gente lo vede”. Ha iniziato la prima dimostrazione per strada, pulendo l’auto e ha firmato il contratto sulla capote della macchina. Straordinario, lo dico con cognizione di causa perché anch’io, tanti anni fa ho guadagnato i primi soldi facendo dimostrazione di prodotti porta a porta. Per me non è stato semplice e neanche facile. Mi ero laureata a 23 anni, con una grande voglia di indipendenza, anche economica. In attesa del concorso per entrare nel mondo della scuola – cosa che successe dopo quattro anni – facevo malvolentieri l’applicata di segreteria, cercando alternative nel mondo del commercio. Iniziai con dei frullatori, l’oggetto più costoso e passai successivamente a tazzine termiche, tovaglie e arredo casa. Fu un tour de force durato circa un anno e sostituito dall’esperienza di corrispondente del Gazzettino che mi era più congeniale. Nel 1980 ho sostenuto l’esame di concorso e finalmente ho iniziato ad insegnare, esperienza totalizzante durata fino al 2015. Col senno di poi, credo che sarei diventata una buona venditrice, perché non mi manca la parola che ho preferito spandere e spendere tra i miei alunni. Non ho dimenticato il clima di tensione che si creava quando ero ospitata da una persona che mi ospitava per fare la dimostrazione del prodotto. In un’occasione, maneggiando la lama del frullatore mi sono parzialmente affettata il pollice sinistro (con l’imbarazzo del sangue che non finiva più). Sandro Falzoi deve avere una marcia in più. Soprattutto offre un esempio di gioventù intraprendente e capace che fa ben sperare nel futuro.

Pro domo mea/A mio vantaggio

Il 10 aprile di un anno fa, sono stata operata in robotica all’anca destra, a Villa Berica (VI), dal dottor Giovanni Grano che il 2/11/21 mi aveva sottoposto ad artoprotesi all’anca sinistra. Prima di ‘andare sotto i ferri’ ero stata seguita con sollecitudine e cura dall’ortopedico dottor Guido Mazzocato e successivamente dall’abile e cordiale fisioterapista Federico Zalunardo. Il mio intento non è tanto ricordare questo evento privato, bensì ringraziare i professionisti che si sono presi cura di me… e perfino il robot Mako, che ha fatto il suo dovere, riducendo la permanenza in ospedale. Dell’intervento avevo scritto il giorno successivo, l’undici aprile ’24 nel post intitolato: ‘Domani è un altro giorno’, reperibile nel mio blog verbamea. Mi è capitato di parlare altre volte di salute, bene primario sfuggente quando si sta bene, ma convengo che meriti ulteriori e continue attenzioni. La fiducia nei sanitari a tutti i livelli predispone alla riuscita dell’operazione, meglio se supportata dall’alta tecnologia. Io mi ritengo risanata in una fase della vita in cui decenni fa si era considerati vecchi. A parte la mia simpatia per le persone non più evergreen, ritengo che sia un diritto e dovere invecchiare bene, utilizzando tutto quanto la scienza ci può offrire. Del resto anche la nostra Costituzione, all’articolo 32 a me familiare ribadisce che la salute è un bene individuale e collettivo. Come un fiore va coltivato, con l’esperienza del ‘giardiniere’ quando serve consultarlo. Lunga vita ai sanitari che ci restituiscono il piacere di vivere. 🌻

Pro domo mea/A mio vantaggio ⚕️

Il 10 aprile di un anno fa, sono stata operata in robotica all’anca destra, a Villa Berica (VI), dal dottor Giovanni Grano che il 2/11/21 mi aveva sottoposto ad artoprotesi all’anca sinistra. Prima di ‘andare sotto i ferri’ ero stata seguita con sollecitudine e cura dall’ortopedico dottor Guido Mazzocato e successivamente dall’abile e cordiale fisioterapista Federico Zalunardo. Il mio intento non è tanto ricordare questo evento privato, bensì ringraziare i professionisti che si sono presi cura di me… e perfino il robot Mako, che ha fatto il suo dovere, riducendo la permanenza in ospedale. Dell’intervento avevo scritto il giorno successivo, l’undici aprile ’24 nel post intitolato: ‘Domani è un altro giorno’, reperibile nel mio blog verbamea. Mi è capitato di parlare altre volte di salute, bene primario sfuggente quando si sta bene, ma convengo che meriti ulteriori e continue attenzioni. La fiducia nei sanitari a tutti i livelli predispone alla riuscita dell’operazione, meglio se supportata dall’alta tecnologia. Io mi ritengo risanata in una fase della vita in cui decenni fa si era considerati vecchi. A parte la mia simpatia per le persone non più evergreen, ritengo che sia un diritto e dovere invecchiare bene, utilizzando tutto quanto la scienza ci può offrire. Del resto anche la nostra Costituzione, all’articolo 32 a me familiare ribadisce che la salute è un bene individuale e collettivo. Come un fiore va coltivato, con l’esperienza del ‘giardiniere’ quando serve consultarlo. Lunga vita ai sanitari che ci restituiscono il piacere di vivere. 🌻

Intelligenza umana cercasi

“Il troppo stroppia” dice un famoso proverbio, per dire che ogni esagerazione è negativa. Lo applico a quanto accaduto venerdì scorso a Oderzo, sintetizzato dal titolo: “Bimbo di 4 anni intasa i centralini del 112” che fa sorridere, ma anche pensare. Successo in una scuola materna, mentre il bimbo giocava con il suo smartwatch al polso. L’orologio di ultima generazione può collegarsi ai numeri di emergenza come il 112 senza sim card. Cosa ignorata dai genitori, cui è stato raccomandato di non ‘accessoriare’ così tanto il figlio. In tre quarti d’ora, le chiamate sono state ben 37. “Sono chiamate rapide, una dietro l’altra, tutte uguali e tutte brevi e senza nessuno che parla all’altro capo della linea” finché è stata scoperta l’origine delle telefonate, grazie ai sistemi di geolocalizzazione dell’Arma: una scuola materna dell’Opitergino e l’autore delle chiamate il bambino. Si sono registrati leggeri disagi alla normale attività della centrale operativa, dato che le telefonate del piccolo sono arrivate solamente al 112. La vicenda fa sorridere, ma mi chiedo se ci fosse bisogno di spingersi tanto oltre, per proteggere il figlioletto, affidato a una struttura che accoglie i piccoli. Per cosa mai gli sarebbe potuto servire il superdotato marchingegno? A telefonare a mamma e papà, se un compagno lo spintonava? O la maestra lo metteva in punizione? Mi sembra che sia stata azzerata la linea del buonsenso. Vero che viviamo tempi complessi e difficili, ma la misura dovrebbe riequilibrare gli eccessi, evitando che la tecnologia si sostituisca all’umana intelligenza (parola che deriva dal latino ‘intus’ e ‘legere’ = leggere dentro) senza vedere mostri ovunque.

Basta il nome: Amalia Ercoli Finzi

Tra le notizie che scorrono rapide sul tablet, ne fermo una che mi fa piacere: è stato conferito il Premio Chiara ad Amalia Ercoli Finzi, una vita tra famiglia e carriera. Conosco ‘la signora delle comete’ grazie al programma Splendida Cornice in onda giovedì sera sul terzo canale dove la vivace signora si distingue per simpatia e disinvoltura espressiva. Mi sono stupita quando ho saputo che è madre di 5 (cinque) figli, conciliando vita privata e lavoro, non proprio comune. Anzi, è stata la prima donna a laurearsi in Ingegneria Aeronautica nel 1956, con 110 e lode. Anziché fare la professoressa di matematica, come si aspettavano in famiglia si è dedicata alle stelle, o meglio allo spazio, coautrice della ‘Missione Rosetta’. Sue le incoraggianti parole: “Ragazze, se avete un sogno pensate sempre: si può” e ricorda che: “Guardavo le stelle in pigiama dal balcone”. Ma la scienziata si dedica anche al giardinaggio – dove si attribuisce non il pollice, ma la mano verde – e suona il pianoforte. Che personaggio, “brillante, appassionata e ironica”, domenica 6 aprile ha vivacizzato il pubblico del Teatro Sociale di Luino “Dario Fo e Franca Rame” dove le è stato consegnato il prestigioso riconoscimento alla carriera. Consulente scientifica della NASA, dell’ASI e dell’ESA, è una delle personalità più importanti al mondo nel campo delle scienze e delle tecnologie aerospaziali. Dettaglio: nata a Gallarate (VA) il 20 aprile 1937, ha 87 anni compiuti, a breve 88. Ad averne di personaggi così che brillano per ingegno ma soprattutto per umanità. In trasmissione, le è stato chiesto il nome dei suoi sette nipoti che ha nominato orgogliosamente. Come vorrei averla come mia parente. A pensarci bene, è come se già lo fosse! Lunga vita, cara Amalia!

13esimo Post a 4 mani: esperienza sensoriale immersiva a Berowra

Manuel ha il giovedì libero, invece lo richiamano in servizio per sostituire un collega ammalato. Era sua intenzione completare la visita alle “Blue Mountains”, zona famosa per gli scenari suggestivi, effettuata tempo fa. Però deve scegliere un altro percorso per ragioni di tempo e limitare l’escursione, perché un tratto del sentiero risulta chiuso per frana. Comunque mi invia delle foto, corredate da un paio di vocali che mi consentono di partecipare alla sua avventura, limitata a “due orette”, comunque intensa. La località – Berowra – dovrebbe essere l’estremo di Sydney, uno degli ultimi baluardi considerati frazione della città. Berowra è un termine di origine aborigena che significa “luogo di molti gusci”, riferito ai cumuli di gusci di molluschi presenti lungo il torrente Berowra Creek. Situato nello Stato del Nuovo Galles del Sud, si trova a una quarantina di chilometri a nord del quartiere centrale degli affari di Sydney. Passo la voce a Manuel: “Lungo la strada ho affrontato un dislivello di circa 80/90 metri buoni, lungo una sorta di mulattiera un po’ dissestata, con troppi tornanti. Lungo questo percorso credo che i profumi che ho sentito siano cambiati totalmente almeno quattro/cinque volte. A mano a mano che scendevo e poi risalivo cambiavano. Descriverli è un po’ complicato. Il fondovalle assomigliava un po’ al sottobosco nostro. A metà strada, in un punto sembrava di essere dentro una fioreria”. L’emozione olfattiva, a mio dire merita tutto il viaggio che è stato una “sfacchinata, ma ha meritato”. E qua Manuel se ne esce con una delle sue risate liberatorie che gli smuovono i riccioli. Una collega al lavoro gli ha consigliato il “giretto” che si ripromette di rifare un’altra volta, per completarlo. Beh, sono inebriata dai profumi che immagino di sentire. Grazie a Manuel che condivide l’invidiabile esperienza sensoriale immersiva.

8 cuccioli…32 zampe!

E’ metà mattina quando ricevo un paio di foto con la seguente didascalia: “Oggi bella sorpresa, sono nati otto cuccioli nel nostro magazzino. Li ha partoriti in un posto inaccessibile per me. Ma presto usciranno…”. La notizia giunge dal Kazakistan, l’evento è avvenuto ad Aqsaj dove lavora Flavio, il perito minerario salvatore di Rex, ‘l’angelo peloso’ approdato a Taibon Agordino dove sta vivendo una seconda giovinezza, grazie a Tania e Alessandro che lo hanno amorevolmente accolto. Il magazzino è molto grande, fa quasi 4000 metri quadri. Mamma e cuccioli sono in mezzo ai prodotti chimici, al coperto. Dalla foto si intravede un mucchietto peloso bianco e nero nel camminamento tra due muraglie grigie di ‘Granularc’. Il magazzino è lontano dall’ufficio di Flavio che andrà a vederli a breve. Nel mentre si è raccomandato che non li tocchino. La prima cosa che mi colpisce è il numero – 8 cuccioli sono tanti – e poi il pensiero si allarga alla fine che faranno. Le adozioni di cani sono difficili, perché laggiù vivono tutti in condomini, in appartamento. Chi vive nella parte vecchia della città, nelle case di legno ha un cane da guardia, ma in giro ce ne sono talmente tanti! Di solito li lasciano liberi e ogni tanto qualcuno gli dà qualcosa da mangiare. Sto scrivendo attorno alla vicenda di Rex e Ben che sono passati… dalle stalle alle stelle. Non sono una cinofila – piuttosto una gattara – ma assicuro che c’è da commuoversi parecchio, quando l’intreccio tra cane e uomo si trasforma in amicizia autentica. Penso che la sorte, nella versione buona o cattiva viaggi anche tra gli animali: ci sono i fortunati, come i due protagonisti del mio libro in geatazione e quelli no. Ci sono persone sensibili come Flavio che si è speso per dare miglior vita a Rex e c’è chi tratta male anche il cucciolo di casa. Vorrei che parlarne servisse a riequilibrare le cose. Provo molta ammirazione per i volontari, iscritti ad un’associazione animalista, ma anche no che si danno da fare per semplificare la vita ai quattro zampe. Se poi si tratta di 8 cuccioli, le zampe sono ben 32!

Giallo canarino

Oggi, primo Aprile ho introdotto una coppia di canarini in voliera, cosicché ho ripristinato il numero quattro soggetti, due gialli, uno arancione e uno bianco. Purtroppo ieri ho trovato morto un canarino maschio bianco – geneticamente fragile – che a mio dire stava benone e cantava anche bene. Nell’anellino inserito nella zampetta si legge 22 che si riferisce all’anno di nascita, per cui mi sono stupita che sia deceduto così presto, dato che questi uccellini dal canto vivace vivono almeno otto anni, salvo imprevisti. Mi sono data da fare per trovare un’altra coppia da unire a quella rimasta, impresa non facile per reperire una femmina, in questo periodo impegnata nella cova. Per fortuna mi ha dato informazioni adeguate Anna, mia sensibile compagna di scuola che ringrazio. Ho interrotto la ricerca alla Casa del Canarino di Asolo, gestita da Michele, mio concitadino. Appena entrata, sono piacevolmente investita dal canto dei canarini, alloggiati in una stanza apposita, divisi per sesso. (Il titolare soffia sulle piume della coda, per scoprirlo). Ho scelto un maschietto arancione e una femmina gialla con la coda nera. Speriamo si piacciano. Solo anni fa una coppia amorevole mi diede la soddisfazione di assistere alla nascita multipla di 5 uccellini da 5 uova, cui diedi il nome. Chiamai l’ultimo Quinto, scoprendo poi che era una femmina perché pigolava, ma non cantava. Feci delle foto che potrai a scuola per mostrarle ai miei alunni: uno con acume disse che i piccini nel nido sembravano dei rockettari, per via dei peli/future piume sulla testina. Ogni tanto la guardo e continua a farmi sorridere. Certo il rapporto con i canarini non è intenso come coi gatti, ma è comunque basato su una sintonia reciproca. Sono sicura che i miei pennuti mi riconoscono, perché gli parlo e loro mi rispondono. Spero di godermi la compagnia!

Fiori = Emozioni

A malincuore stamattina metto mano ai bouquet del mio compleanno (sabato scorso) per selezionare i fiori recisi ancora vitali. Le piante fiorite hanno vita più lunga. Devo dire che i tulipani bianchi e gialli reggono ancora, i due girasoli pure, mentre le fresie azzurre hanno chinato il capo. Inevitabile anche per loro, la scadenza temporale. Ieri in giardino erano sbocciati tre tulipani rossi che stamattina sono chiusi. Infatti il tempo è imbronciato e a momenti piove. Se l’erba non fosse bagnata, avrei provveduto al primo sfalcio che ovviamente slitta. Ho sentito di sfuggita le previsioni per la prossima settimana che sarà comunque perturbata, sebbene con temperature in aumento. “Il tempo non si è mai sposato, per questo fa quello che vuole” è un modo di dire ironico, ma rende l’idea della volubilità del tempo che in una giornata alterna sole e pioggia, caldo e freddo. L’ho sperimentato ieri quando ho trasferito in terra la piantina di Ginestra regalatami da Adriana: il sole sulla schiena era veramente gradevole. Verso sera ho trasferito nell’aiuola alta di metallo il Myosotis donato da Sara mentre riprendeva a pioveva. Comunque ho fatto in tempo a raccogliere dei piccoli Giacinti blu e Narcisi gialli che solo a guardarli mi fanno sorridere. Il profumo poi è delizioso e non irritante come quello dei deodoranti per ambienti. Mi viene in mente il titolo di una mia mostra di foto e poesia allestita anni fa in paese – era il 2018 – intitolata FIORI COLORI PENSIERI accompagnata da un’intensa poesia di Alessandro Baricco che riporto: A volte le persone non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni. I fiori, profumati o meno continuano ad emozionarmi, con qualunque tempo, di qualunque forma e colore. Sono un bene di Dio. 🌷🌻🪻

Flower Farm/Azienda Floreale

Sul Corriere di qualche giorno fa leggo l’articolo di Sara Armellin: ‘Coltivare fiori antichi le fattorie di colori’ dedicato alla ‘Flower Farm’, azienda agricola rispettosa dell’ambiente che si occupa di piantumare fiori di varie specie, concedendo agli appassionati di andare a vederli durante la fioritura e a raccoglierli spontaneamente. ‘Zia Nina Flower Farm’ a Breda di Piave precisa: “Coltiviamo fiore antichi in modo etico e sostenibile, a chilometro zero, nel rispetto della natura e della stagionalità di ogni varietà selezionata” su 15.000 metri quadri di terra incontaminata; campi fioriti come spazi esperienziali in continua evoluzione. Mi piace molto l’idea dell’auto raccolta in campo, uno spazio dove condividere l’amore per i fiori. Sul posto vengono proposti corsi di formazione per tutti e si può imparare l’arte della composizione floreale “In un’atmosfera gioiosa e rilassante”. Una realtà che rappresenta il punto di riferimento per l’arte floreale rivolta soprattutto al mercato locale di fioristi e privati. L’articolo è corredato di foto che accentuano la simpatia per il prodotto. Mi risulta che la maggior parte dei fiori arrivi dall’estero dove sono coltivati con sostanze da noi proibite. Quindi dal punto di vista commerciale, suppongo che un’azienda agricola di questo tipo non sia propriamente vantaggiosa… ma dal punto di vista sensoriale non c’è dubbio. Mi propongo di visitarne una. Ricordo che durante il colloquio di terza media, a diversi candidati chiedevo di parlare di Ikebana, l’affascinante arte di comporre i fiori in vaso che arriva dal Giappone. Non occorrono fiori ricercati, quanto la capacità creativa di combinare proporzioni e colori secondo un sistema ternario a formare un triangolo: il ramo più lungo rappresenta il cielo, il più corto la terra e quello intermedio l’uomo. Un’arte decorativa che è pure una filosofia, per vivere in armonia con noi stessi e col mondo che ci circonda. Grazie ai fiori! 🌻🌷🪻