17marzo 1861, nascita dello Stato italiano. 17 marzo, si festeggia San Patrizio che introdusse il Cristianesimo in Irlanda durante il V secolo dopo Cristo. Mirca, un’alunna delle medie compie gli anni in questo giorno. Lo ricordo perché era buona abitudine tenere l’aggiornamento dei compleanni in classe – sempre apprezzati, un po’ come l’appello delle emozioni – che prevedeva anche il mio, prossimo. Pare che oggi sia anche la Giornata Mondiale delle Torte: che sia una dolce ricorrenza, non ci piove. Siccome sono piuttosto golosa e pigra, mi concentro sull’abbinamento con le torte, che dona alla giornata un alone di festa. Non sono un’esperta, ma potrei essere una buona cavia per chi ne avesse bisogno. Credo non mi sarebbe dispiaciuto frequentare l’istituto alberghiero, sebbene non rinneghi il liceo classico, che mi ha nutrito in altro modo. Non ho una lunga esperienza ai fornelli – la cucina non è il mio ambiente preferito – ma mi diletto in ‘Dolceria’, come chiamo la mia sosta per realizzarvi muffin vari gusti da quando sono in pensione, ovverosia da circa otto anni. La misura del muffin come dolcetto monodose si presta ad essere donato e consumato senza sensi di colpa. Inoltre variarne il ripieno – con frutta e marmellata – evita l’assuefazione al gusto. In pratica, il muffin è come una mini fetta di torta, più ‘spendibile’ e godibile. Tra i miei contatti, c’è chi preferisce la variante con mandorle e carote, pere e cioccolata, mele e cannella…e da ultimo con crema al limone (realizzata coi miei limoni). In calendario, resta da replicare la crostata, la classica torta di mele e lo strudel che ogni tanto metto in forno. Con la Pasqua imminente qualcosa farò, ma senza impegno perché l’artrosi mi limita. Per oggi mi concedo un…dolce ripasso! 🎂
Autore: Ada Cusin
Il cuore oltre l’ostacolo
Anch’io ringrazio il brigadiere che ha sottratto una donna alla furia del suo aggressore. L’ho sentito per telegiornale e rivedo la storia durante la trasmissione pomeridiana Diario del Giorno. Succede a Novi Ligure (AL). Carlo Pulcino, 71enne, già brigadiere capo dei Ros soprannominato ‘Mastino’ interviene in soccorso di una donna aggredita per strada dal suo compagno, sottraendola alla furia che poteva rivelarsi fatale. La vittima dell’aggressione è una albanese 41enne intenzionata a separarsi. In questa storia, senza fine drammatico grazie all’intervento del militare in pensione, fanno da triste contraltare i curiosi che durante il fatto filmano col telefonino, senza intervenire in aiuto della vittima. Intervistato, il brigadiere afferma: “Carabinieri si nasce”. D’altro canto mi viene da aggiungere che cittadini si diventa, agendo in situazioni d’emergenza. Senza cercare visibilità nei social. La professione aiuta, come nel caso del militare a far riemergere lo spirito di servizio, ma non tutti sono animati da solidarietà e altruismo. Tuttavia, buttarsi a capofitto in una situazione ad alto rischio oppure limitarsi a registrare la scena, per poi metterla sui social ce ne passa. Provo ammirazione per chi getta il cuore oltre l’ostacolo, che sia in divisa oppure no. Conosco persone coraggiose che lavorano in ambiti diversi e si prodigano a favore altrui, senza ricerca di notorietà. È il caso dei volontari, angeli custodi terreni che sostituiscono, in molte situazioni familiari inesistenti. Ometto nomi e cognomi per rispetto della privacy. Mi conforta sapere che in Italia sono molte le persone iscritte ad associazioni di volontariato, circa 7 milioni. Ovviamente fare del bene non richiede titoli particolari. Ma possedere un grande cuore sì! Il cuore oltre l’ostacolo
Scrivere è un bene di Dio
Il 19 marzo esce l’autobiografia di Papa Francesco, intitolata “Life. La mia storia nella Storia”, scritta con il vaticanista e amico personale del pontefice Fabio Marchese Ragona. Intanto complimenti al Papa che a 87 anni (Buenos Aires, 17 dicembre 1936) e salute cagionevole, tra i fitti impegni ha trovato il modo di raccontarsi. Il ruolo di ‘autore’ lo rende vicino alla mia attitudine a scrivere. Apprezzo la sua vitalità che si espande anche in ambito letterario. Forse l’opera gli consente di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, dal momento che ha detto: “In Vaticano c’era chi aspettava la mia morte”. Suppongo si tratti di un libro-confessione dove l’autore espone momenti della sua vita. Riferito al titolo, mi attrae il sostantivo ‘storia’ scritto una volta minuscolo e un’altra maiuscolo. Intuisco che Jorge Bergoglio si collochi umilmente nel suo percorso terreno, dentro il grande anfiteatro mondiale. Mi auguro che la scrittura gli sia stata terapeutica. Viceversa, spero gli siano stati evitati i grovigli connessi con la pubblicazione del libro, esperienza che ho fatto e continuo a fare con notevole dispendio di energie. Comunque, scrivere è un modo di esprimersi, di comunicare. Poterlo fare, a qualunque età è un bene di Dio, locuzione quanto mai adeguata. L’autobiografia uscirà in Europa e in America con HarperCollins, il Corriere della Sera è il primo quotidiano che ne ha pubblicato alcuni stralci. Tra le anticipazioni, anche una preoccupazione sull’ambiente: “Il tempo sta per scadere, non ci rimane molto per salvare il pianeta” e un invito ai giovani “a fare rumore”, senza ricorrere a violenze e senza “deturpare le opere d’arte “. Esemplare.
Gli esami non finiscono mai
È risaputo che la patente va rinnovata in coincidenza del compleanno. Pertanto è un’occasione sia per riflettere sul tempo che passa, sia un banco di prova per verificare la tenuta delle proprie capacità psico-fisiche. Col procedere degli anni e qualche doloretto, un po’ di ansia mi prende quando raggiungo la sede Aci di Casella d’Asolo, frequentata anche negli anni passati per sbrigare pratiche analoghe. Sorrido al pensiero che una decina d’anni fa, tornando da una riunione nel vicino Istituto comprensivo scolastico, per stanchezza e sbadataggine caddi dentro la ‘piscina’ delle ninfee, rimettendoci cellulare e orologio. In seguito, per consolarmi feci una sorta di servizio fotografico ai fiori acquatici che a breve fioriranno. Sono un po’ in anticipo. Verso le 16.30 sembra sia scoppiata l’estate. Ci sono diverse persone prima di me, presumo per la stessa pratica o simili. La segretaria riceve foto e restituisce moduli. Nella stanza accanto la collega riceve i pagamenti. In una zona più riservata il dottore effettua le visite per il rinnovo della patente. È lo stesso dell’altra volta: cordiale, rapido, intuitivo. Può darsi che mi riconosca. Dopo il controllo della vista e dell’udito, si accerta che stia bene in salute e mi congeda. Mi farà piacere se lo rivedrò tra tre anni. È andato tutto liscio, l’ansia si è stemperata come un battito d’ali che mi riporta alle farfalle e ai fiori, ninfee comprese. Alleggerita di un peso, raggiungo l’auto e mi riprometto di tornare tra un mesetto a fotografare lo specchio d’acqua decorato dagli esotici fiori, trasferiti sulla tela da Claude Monet, ‘l’amante delle Ninfee’. Il pittore impressionista le amava tanto che realizzò circa 250 quadri dello stesso soggetto. A me basta fotografarle.
Vitalità del Tango
Vedo con piacere il programma ‘Dalla Strada al Palco’ in onda sul secondo canale il martedì sera, condotto con maestria dal cantante Nek, alla terza edizione. Il titolo è accattivante e profetico, perché già anticipa il percorso artistico dei vari partecipanti, esperti di varie discipline: musica, giocoleria, acrobazia…e chi più ne ha più né metta. Il pubblico in sala vota il migliore tra quelli che si esibiscono, due dei quali vanno in finale, più un terzo recuperato dai due ospiti-giudici della serata che cambiano ad ogni puntata. Interessanti le clip che anticipano le varie performance di artisti per lo più autodidatti. Sebbene il programma sia lungo e chiuda a mezzanotte, merita. Mi concentro sulla coppia di ballerini di tango, ripescata ieri sera per la finale, Alexandre e Mariana: straordinari! Di origini brasiliane, vivono a Napoli. Fasciata in un lungo vestito rosso, con la schiena scoperta, capelli rigorosamente raccolti a chignon, la tanguera ruota il polpaccio con accortezza, mentre il partner la fa volteggiare come un fuscello. La musica è intrigante, ma la danza sulle note è stupefacente. Un po’ me ne intendo, perché anch’io ‘in illo tempore’/diversi decenni fa fui ballerina di tango e vinsi pure un paio di gare. Al di là delle origini di questo ballo di coppia, nato nei sobborghi di Buenos Aires e Montevideo intorno al 1880 mi piace il tessuto emotivo fatto di malinconia, forza, struggimento, voglia di riscatto, passione, eleganza. È diventata per antonomasia la danza del corteggiamento e questo ne fa un valore aggiunto. Condannato dai vescovi francesi che lo ritenevano ‘peccaminoso’ per fortuna il tango fu sdoganato da Pio X, che però preferiva La Furlana, una danza veneta. Insomma, tra passato e presente, il tango ha di sicuro un futuro!
Haiti, paradiso e inferno
Haiti, la “Perla delle Antille”, “La prima repubblica nera indipendente della storia moderna” è in mano alle bande armate che raccattano per strada bambini-soldato. Carlotta, una aretina in missione per una Ong che si trova nella capitale Port-au-Prince afferma che è difficile aiutare chi soffre. Non stento a crederle. Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492, ex colonia francese ha ottenuto l’indipendenza nel 1804. P.aese agricolo che vive grazie alle esportazioni di caffè, zucchero, cotone, cacao è uno dei più poveri del continente americano: l’80% della popolazione vive in uno stato di povertà degradante, mentre il 54% vive con meno di un dollaro al giorno. Negli ultimi dieci anni è stata colpita da una serie di cataclismi. Attorno alla capitale è stato esteso lo stato d’emergenza fino al 3 Aprile prossimo. Strade ed edifici della capitale sono in mano a bande armate. Il pericolo guerra civile si fa sempre più vicino. 15.000 persone sono già fuggite e di queste il 30% sono ragazzi in età scolare. “Haiti è il luogo giusto per chi voglia esplorare una ricca cultura, la più africana della regione. Offre l’opposto di una vacanza senza pensieri” è ciò che recita un depliant, rafforzato dai recenti eventi d’attualità. Al netto della drammatica situazione politica, lo immagino un luogo bellissimo, un piccolo paradiso in terra fatto di acque turchesi, palme ombreggianti, sabbia finissima. Il clima è tropicale, umido e caldo. Eppure proprio in questo eden si sta consumando un disastro di immani proporzioni: il presidente Ariel Hanry ha rassegnato le dimissioni. La situazione è sempre più drammatica. Combinare bellezza e bruttezza appare contraddittorio. Penso che non ci meritiamo di abitare un pianeta tanto bello e così abbruttito da comportamenti irresponsabili.
Maltempo… forse addio
Stamattina il video annuncia allerta arancione in Emilia Romagna, gialla in altre regioni. Il Veneto si trova a fronteggiare nuovamente situazioni meteorologiche avverse. La Protezione Civile annuncia una giornata di maltempo che durerà fino a mezzanotte. Sono disorientata e in ansia. Di prima mattina sembra annunciarsi una buona giornata, però bisognerà vedere come evolve. Ieri pomeriggio sembrava ci fosse il diluvio: pioggia battente, raffiche di vento…dentro casa i gatti nervosi finché verso le diciassette è addirittura uscito il sole. Ovviamente non mi sono mossa e ho molto gradito la visita di Lucia, arrivata con l’ombrello e rientrata senza. Per uscire dal privato, meno male che nelle alte sfere qualcuno si è accorto che la situazione climatica è di importanza globale e riguarda tutti. A partire dagli Anni Sessanta del secolo scorso, ogni decennio è risultato più caldo di quello precedente. La crisi climatica ha aumentato la temperatura media globale, portando a temperature estreme più frequenti, con aumento della mortalità, una minore produttività e danni alle infrastrutture. Dal cambiamento climatico sono colpite tutte le zone del pianeta, chi più chi meno. Pare che il 2030 sarà il punto di non ritorno, secondo la Commissione che se ne occupa. E non è finita, perché il Paese più vulnerabile tra le economie europee è proprio l’Italia. Qua mi fermo, per non mettermi a piangere, sperando che le previsioni nefaste siano state stilate per eccesso. Al momento che sto per postare, arriva mio figlio con lo skateboard, mezzo che usava con la bella stagione. Pepita sta facendo acrobazie sul traliccio dove si distendono i rami della rosa rampicante: due indizi che fanno ben sperare. Incrociamo le dita!
Un personaggio eclettico
Circa 15 anni fa – doveva essere il 2008 o l’anno dopo – ebbi l’opportunità e il piacere di stringere la mano a Diego Dalla Palma (Enego, 24.12.1950) invitato dall’amica Novella Franciosi, allora presidente della Commissione Pari Opportunità a presentare il libro Accarezzami, madre. Sapevo qualcosa del noto personaggio televisivo, considerato uno dei più grandi truccatori a livello mondiale, ma non che scrivesse. Conservo con soddisfazione la copia autografata, provvista di dedica personalizzata. A lettura conclusa dell’opera, credo di avergli scritto per complimentarmi di avere messo nero su bianco i travagli della sua vita. In seguito l’ho visto e seguito in vari spazi televisivi. L’ultimo ieri mattina, durante il programma Uno Mattina in Famiglia. Indossa maglia viola a collo alto, sotto giacca verde pavone e già la scelta dei colori la dice lunga. La barba bianca curatissima fa da contraltare alla calvizie, occhi scuri penetranti: il personaggio si impone ancora prima di aprire bocca. Parla della bellezza imperfetta, di quella che esalta i difetti e rifugge dalla omologazione. Come dargli torto? Non ho comperato nessuno dei prodotti della sua linea, in quanto da giovane mi truccavo poco e non ho mai usato il fondotinta. Ma mi piace come il visagista concepisce l’estetica: “La bellezza è intelligenza ed essere persone per bene, non esistono difetti”. La sua idea è che il trucco dovrebbe intensificare il viso, valorizzare le sue caratteristiche senza grandi interventi, dato che “ci sono pochi interventi che rendono interessante una persona”. In risposta alla domanda: Cosa rende un uomo e una donna belli? riporta la frase di Robert De Niro che lui condivide: “Essere per bene, che è molto difficoltoso”. Poi aggiunge: “Anche l’Intelligenza è fondamentale, poi lo spirito…la bellezza è una categoria dello spirito, poi dove lo specchio offende la cultura difende”. La bellezza interiore è il titolo di un suo saggio. Attraente e affascinante!
Previsioni grigio-rosa
Oggi giornata invernale, sette gradi sotto il portico: umido, niente sole, previsioni grigie. Sono preoccupata per la mia ‘limonera’, potata quindici giorni fa quando faceva quasi caldo. Adesso dovrei concimarla, ma forse la rimetto dentro il garage, sotto le finestrelle dove ha trascorso gli ultimi mesi, perché le previsioni meteo non sono buone. Intuisco le preoccupazioni di chi lavora in agricoltura e deve combattere con il clima sempre più bizzoso, con conseguente rischio delle colture. Anche allevare api è diventato problematico e le aziende agricole sono in sofferenza. Un amico di mio figlio l’ha chiusa e mi spiace non poter più gustare i prodotti che mi arrivavano a casa profumati di terra e di sole. Non ho ricette da dare al riguardo, salvo provare nostalgia di un tempo che fu, quando bastava l’autoproduzione. Ricordo l’orto di mio zio Geremia – Miuti per i familiari – dove c’era il ben di Dio, piccoli animali compresi come galline, conigli e nella stalla una sola mucca. Dal ripostiglio sul lato est della cucina che dava sull’orto, si ergeva maestoso un fico che sembrava il custode silenzioso del desco familiare dove non mancava mai la polenta da tagliare a fette con lo spago. Mio padre faceva il commerciante, sono stata solo sfiorata dalla cultura e coltura contadine. Però riconosco i prodotti naturali e posso permettermi un mini orto su misura…che affiderò alle cure di chi se ne intende. Io mi occuperò di fiori, mentre delego mio figlio a seguire le poche piante da frutto: il ciliegio, il susino, il melo, il melograno e l’albicocco che è sempre il primo a fiorire. La ‘limonera’ è diventata di mia proprietà. Fragole, lamponi, mirtilli e more spero forniranno i gustosi fine pasto. Beh, a parlarne mi è venuta l’acquolina in bocca. Vado a rivedere le foto, per gustare l’occhio in attesa di deliziare il palato.
8 Marzo per tutti🌻
Non posso ignorare che oggi, 8 marzo è la Giornata Internazionale della Donna, ma non intendo ridurla a fiori di mimosa, pur belli né a cioccolatini, pur buoni. Anche quando insegnavo, ci tenevo a ricordare il senso della giornata e il percorso fatto dalle donne per la conquista dei diritti (obiettivo oggi negato o calpestato in varie parti del mondo). Stasera molte donne si troveranno a festeggiare attorno a una pizza, scambiandosi confidenze e sorrisi: non ci vedo niente di male, purché non venga ignorato il percorso di lacrime e sangue profusi dalle donne dal lontano 1908 quando l’incendio della fabbrica tessile Cottons a New York provocò la morte di 123 donne (e 23 uomini) per la maggior parte giovani immigrate italiane ed ebree. Penso a tante donne esemplari, distintesi nel passato e alle molte vittime oggi di violenze e soprusi. Restando nel mio privato, sempre cara mi è l’immagine di mia nonna Adelaide, di Marta e Gianna, due colleghe mancate troppo presto, l’amica ecuadoregna Zulay… tra quelle passate a miglior vita. Per fortuna ho un nutrito gruppo di amiche che mi corrispondono nel blog oppure in privato, alle quali auguro di trascorrere una giornata in pienezza di emozioni e riflessioni. Da parte mia sono contenta di essere nata donna, di aver trasmesso la vita, di coltivare ciò che mi piace…anche se non mi sento ‘arrivata’ perché a tutt’oggi ignoro un sacco di cose. Da pensionata in salute – al netto dell’artrosi che spero il mese prossimo l’intervento risolverà – posso affermare che sto godendo un buon momento, pieni di fiori, di gatti e di scrittura. Magari vorrei allargare le conoscenze, anche maschili, in generale più restie a mettersi in gioco. Vivere da sola, per ora è un privilegio. Come dice un saggio, la solitudine non è un problema per chi sta bene da solo. Buon 8 Marzo a tutti, maschi e femmine! 🌼
