La parola influencer mi inquieta. Trattasi di persona in grado di influenzare l’opinione, i comportamenti e gli acquisti di un gruppo di persone. La figura si è diffusa con l’avvento del web che io uso con moderazione. Ho il blog dove posto ogni giorno le mie riflessioni. Da oltre cinque anni le condivido con un gruppo di fedeli lettori come se ci trovassimo nella saletta riservata di un bar. Tratto anche argomenti di attualità, talvolta spinosi senza alzare la voce, perché non cerco il consenso a tutti i costi, bensì lo scambio. La moderazione è sfuggita a Candace Owens, 36 anni, blogger americana molto seguita per le sue posizioni estremiste. A suo dire, espresso in un filmato di 40 minuti, visto milioni di volte online, Brigitte Macron, moglie del Presidente francese Emmanuel Macron non sarebbe una donna, o meglio non sarebbe nata donna. Aspetto per me totalmente privato. Dettaglio non da poco: la signora ha avuto tre figli dal primo marito. Anziché ignorare le accuse, come molti avrebbero fatto, la signora ha denunciato per diffamazione l’influencer statunitense, esibendo “prove fotografiche e scientifiche” per mettere fine alle falsità. Ma si può cadere tanto in basso, per avere più audience? Quando l’esagerazione tocca la privacy e gli aspetti intimi, bisogna indignarsi. Fare finta di nulla può creare dei precedenti per ulteriori malignità. Ovviamente la boccaccesca vicenda non è colpa dei social, ma di chi li gestisce male. Mi auguro che la signora Macron venga adeguatamente risarcita e che la giovane blogger venga silenziata.
Autore: Ada Cusin
Caduta delle foglie 🍁
Oggi giornata autunnale, con tutti i segni del caso. Manca il sole che non dispero farà capolino più tardi. Il Fico selvatico che si è instaurato spontaneamente al centro dell’aiuola con le Ortensie si sta lentamente spogliando. Ha prodotto frutti non commestibili, ma fogliame in abbondanza che è stato una manna dal cielo per ombreggiare i fiori durante la calura. Ma ora è iniziata un’altra fase vegetativa: le foglie cadono e si appiccicano per terra, oppure si sparpagliano per ogni dove. Lo spettacolo del foliage è appena abbozzato. Prelevo una foglia gialla da terra e la osservo: mi ricorda la forma di una mano e nel mio immaginario le attribuisco un’anima con cui interagisco. Anzi, mi escono dei versi che dedico alla caduta delle foglie, metafora del viaggio che ognuno fa verso l’uscita di scena, evento inarrestabile e malinconico. FOGLIE LENTE Le foglie del fico/cadono lente/verso il garage/per comunicare/che è giunta/l’ora di andare./Assomigliano/al palmo delle mani/umido di tribolazione/verde, giallo o marrone./Una ne raccolgo/e tento una comunicazione./Profumata foglia/ di fico, cosa vuoi/che ti dico?/Dispiace partire/è legge universale:/ti terrò dentro il giornale.// La trasformazione fa parte della vita. Il filosofo greco Eraclito sosteneva il “panta rei”/tutto scorre per sottolineare che ogni cosa è in un perenne stato di divenire. Umani e foglie compresi.
Grazia concessa a Gabriele
Il Presidente Sergio Mattarella concede la grazia a quattro persone, tra le quali Gabriele Finotello che il 22 febbraio 2021, allora 29enne, aveva ammazzato al culmine di una lite il padre Giovanni, di 56 anni, ubriaco. L’articolo del Corriere a pag.19 precisa che la madre e il fratello minore erano già andati via di casa per sottrarsi alle vessazioni del familiare, dedito all’alcol. Gabriele era rimasto ‘in famiglia’ per aiutare il padre a disintossicarsi. Condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione, arrivata la grazia, il residuo di pena si estingue. Certo Gabriele non dimenticherà ciò che è successo. Allora lavorava come Oss agli Istituti polesani di Ficarolo. Dato il lavoro in ambito sanitario, suppongo fosse bendisposto con le persone in stato di disagio. Purtroppo il padre ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Col senno di poi, immagino che la tragedia familiare non sarebbe successa, se anche lui come la madre e il fratello minore se ne fosse andato di casa. La sua generosità nel voler seguire il padre in un percorso di disintossicazione gli è costata cara e temo lo segnerà per tutta la vita. Spero di sbagliarmi. Il Presidente Mattarella ha avuto delle buone ragioni per concedere il provvedimento di clemenza che gli consentirà di riprendersi in mano la vita.
Self-publiscing/Auto-pubblicazione
Self-publiscing, ovvero autopubblicazione. Ne sento parlare da un paio d’anni. Si tratta della pubblicazione di un libro o di un’altra opera da parte dell’autore stesso, senza il coinvolgimento di una casa editrice tradizionale. “L’autore gestisce tutte le fasi del processo editoriale, dalla scrittura alla grafica, all’impaginazione, alla scelta dei canali di distribuzione e alla promozione”. Tanta roba, che sto sperimentando con il testo che ho per le mani, un lavoro immane che in realtà si sobbarca Manuel, grazie alle competenze acquisite per stampare la sua tesi di Laurea in Ingegneria elettronica. Senza di lui non avrei nemmeno il blog che mi fa buona compagnia da oltre cinque anni. Io ci metto la storia e lui fa tutto il resto. Ad esempio, ieri ha impaginato il testo dell’opera di prossima uscita che racconta la storia dei cani (Rex e Ben, più altri 10) e una ventina di foto di contorno, mattina e pomeriggio. Verso le 17 ha detto ‘Sono fuso” e io straparlavo. Poi siamo scoppiati a ridere tutti e due. Una bellissima esperienza di collaborazione, ma anche di fusione delle competenze. In questo modo risparmio tempo e denaro, approfittando di un tesoro in carne e ossa. Erica scrive: “Hai fatto qualcosa che molti sognano, ma pochi realizzano… editing, impaginazione, copertina, promozione, distribuzione del libro… tutto sulle tue spalle, indipendenza creativa!!”. In realtà condivido tutto con il mio ex alunno speciale, oggi Ingegnere, lusingata della sua amicizia e grata dei talenti che mette a disposizione mia e di altre persone fortunate.
Erika, vedova sfortunata e buona
Erika raccoglie l’eredità di Kirk: “Perdono quel giovane killer” è il titolo dell’articolo letto in Primo piano sul Corriere ieri, giorno del funerale a Phoenix dell’attivista 31enne, uno dei volti più noti e controversi del movimento conservatore statunitense, particolarmente vicino a Donald Trump. Charlie Kink stava discutendo con uno studente universitario sulle stragi da fuoco in America, quando è stato colpito al collo mortalmente. L’autore dell’omicidio è un giovane che la moglie della vittima ha perdonato, difronte a una marea di presenti alle esequie, durate diverse ore. Però non su di lui, bensì sulla moglie faccio la mia riflessione. Miss Arizona nel 2012, moglie 36enne di Charlie Kink dal 2021, madre di due figli in tenera età, modella, attrice, imprenditrice, giocattrice di basket, influencer, si occupa di beneficenza. Ha fondato il marchio di moda Proclami che unisce la fede alla moda. Invidio tanto dinamismo e la capacità di perdono. Il Presidente Trump si augura per l’assassino la pena si morte. Ho visto la giovane vedova sullo schermo mentre si asciuga le lacrime prima di prendere la parola. Dal palco ha parlato del suo matrimonio, mettendo in chiaro che: “la moglie non è una serva, né una dipendente, non è una schiava, è una persona che ti aiuta, non siete rivali, siete una sola carne che lavora insieme per la gloria di Dio”. Straordinaria e sfortunata.
La sana risata
Non mi capita di ridere spesso, per motivi di temperamento e anche perché scarseggiano le ragioni. Però apprezzo chi sa far ridere, come Giorgio Panariello (compie 65 anni il 30 settembre) che vedo durante una trasmissione sabato sera, in replica domenica pomeriggio sul Nove. Beh, un fuoco di fila di battute e di imitazioni da non credere. Alla fine dello spettacolo, quando il pubblico si alza, l’artista esce con il rassicurante saluto: “Che Dio vi benedica”, stendendo un velo di spiritualità sull’intrattenimento apparentemente superficiale. Invece no, perché il bravo attore, conduttore, cabarettista, comico, imitatore (di Renato Zero soprattutto e altri personaggi) introduce sapientemente delle note dolorose riguardo il suo vissuto di bambino, abbandonato dalla madre e allevato dai nonni, e alla scoperta a 12 anni di avere un fratello, Franchino, anch’egli abbandonato, diventato eroinomane e morto prematuramente. Ha scritto un libro molto intimo, intitolato “Io sono mio fratello” (Mondadori) che me lo restituisce nel ruolo di scrittore. Quindi, tanto di cappello. Far sorridere gli uomini significa anche far sorridere Dio è il messaggio di Papa Francesco a un centinaio di comici incontrati prima di partire per il G7 in Puglia. Chiudo con la salace battuta del comico nei panni di un padre che risponde alla figlia intenzionata a rifarsi la bocca: “Succhiati una mentina!” 😂
Quasi Autunno
Il 22 settembre coincide con l’equinozio d’autunno, finisce l’estate astronomica e cambia la stagione. La luce e il buio saranno approssimativamente uguali in tutte le parti del pianeta. In Italia saranno le 20.19 e non so se i grilli canteranno ancora. Archiviata l’estate, mi preparo ad accogliere la nuova stagione molto cantata dai poeti, metafora del cambiamento. Al di là degli aspetti fisici, il periodo autunnale riveste un significato simbolico profondo, rappresentando un tempo di contemplazione e di bilanci che invita a rallentare. Questo aspetto mi piace molto e cerco di valorizzarlo. Contrariamente all’idea comune di declino, il significato etimologico deriva direttamente dal latino autumnus, indicando una stagione ricca e feconda, di abbondanza e di raccolto. Castagne, zucche e arance sono i prodotti tipici della stagione autunnale, dominata dai colori caldi e profondi. Anche il mio melograno si sta vestendo a festa. Quanto al raccolto materiale, molte prugne e zero uva fragola. Forse la vite si è presa un anno sabbatico oppure sta morendo, spero di no! Ho fatto qualche esperimento orticolo con discreta soddisfazione. Ma il prodotto autunnale più atteso, è la mia 14esima creatura letteraria, Amici Inaspettati con festoso abbaiare di cani.
Ultimo post a 4 mani: Ritorno a casa
Bentornato Manuel e buon compleanno! Mi emoziona l’idea di rivedere il mio giovane amico, dopo un anno trascorso in terra australiana, carico di esperienze, foto e diari di viaggio. Compiere 25 anni a casa è un bellissimo regalo che si è fatto da solo perché “Sicuramente mi sento più forte di prima e ho qualche certezza in più soprattutto su cosa non voglio fare”. Mi manda una foto dall’aeroporto di Singapore con il papà Enzo e la sorella Gaia, tutti e tre radiosi. “Sono contento di essere tornato non da solo, ma in compagnia di mio papà e di mia sorella” che sono andati a ‘riprenderlo’ dopo una sosta presso numerosi parenti e la visita di posti straordinari. Gli chiedo quante volte abbia preso l’aereo quest’anno. “16 volte in totale” è la spiazzante risposta, seguita da “adesso per un bel pezzo non voglio saperne più di manco un aereo”. Atterrato a Milano (ieri) alle sette, nella via del ritorno scrive: “Mi fa strano vedere tutte le scritte in Italiano e poi eventualmente in altre lingue – però è bellissimo – guardarmi intorno, vedere cose che assomigliano a casa… (risata) anche vedere che la guida è a destra, come era strano che in Australia fosse a sinistra”. Anticipando una domanda che molti gli faranno, riconosce che: ‘L’Australia è sicuramente una terra ricca di esperienze e opportunità, ma anche lì non tutto è perfetto e su alcune cose avrebbero solo da imparare da noi. Su altre, dovremmo noi essere là a prendere nota di come fare”. Non c’è dubbio che in Australia il germoglio sia diventato un raffinato fiore. Ma per la soddisfazione mia e delle numerose persone che lo apprezzano e gli vogliono bene, confortante che dica: “È stato un bell’anno, sono orgoglioso di quello che ho fatto e felice di come è andata in generale. Ma sono contento di essere di nuovo in Italyyyy!”
Attualità di Orazio
Una ventata di Latino mi scuote dal torpore mattutino. È la celebre frase del poeta Orazio Graecia capta, ferun victorem cepit et artes intulit agresti Latio tradotta in La Grecia presa, prese il fiero vincitore ed introdusse le arti nel rozzo Lazio. Orazio in una sua Epistula ironizza sulla conquista romana della Grecia, avvenuta il 146 a.C. Da liceale ho sentito e tradotto questa frase diverse volte. La risento stamattina perché usata come congedo da Mediobanca da Alberto Nagel, dopo 34 anni. Non entro nel merito della cultura bancaria che non mi compete, ma mi attrae il concetto di fondo della frase sul potere della cultura e della conoscenza, più duraturi delle armi. In altre parole, la superiorità culturale grazie alle arti, alle lettere e alla filosofia alla fine ha la meglio sul potere politico e militare. Sembra una ricetta facile, ma purtroppo disattesa in tempi di guerra diffusa. Quinto Orazio Flacco (65 – 8 a.C.), uno dei più importanti poeti latini dell’età augustea, nato da un padre liberto (schiavo divenuto libero) esprime nelle sue opere Odi, Satire, Epistule la filosofia basata sulla ricerca dell’equilibrio denominato aurea mediocritas, affascinante obiettivo anche per me. Sua è la locuzione Carpe diem ovverosia cogli l’attimo, perché il futuro è incerto e la vita è breve. Il mio autore preferito. Non sarebbe male rivisitare i Classici, portatori di cultura in ogni ambito.
Un ragazzo d’Oro
In diretta da Tokyo assisto alla premiazione di Mattia Furlani, 20 anni appena (nato a Marino il 7 febbraio 2005), campione del mondo nel Lungo ai Mondiali di Atletica 2025. L’azzurro ha fatto un salto con 8.39, conquistando il meritatissimo oro. Per inciso, Mattia ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi 2024. Chi è il suo allenatore? Sua madre, Kathy Sec, bellissima donna, una velocista di origini senegalesi, mentre il padre Marcello è stato un saltatore in alto. Anche la sorella Erika è un’altista a livello Internazionale. La genetica conta, e la famiglia pure. Mi attrae e mi commuove il rapporto con la madre. L’ho vista e sentita incoraggiare il figlio che spiega “Ci intendiamo con uno sguardo”. Una bella testimonianza d’intesa, durante un periodo della vita contraddistinto da problematiche genitori – figli. Mattia è dimostra che la famiglia può essere il trampolino di lancio per successi personali e professionali. Sale sul podio più alto della pedana, indossando la tutta azzurra. I folti riccioli scuri incorniciano il volto che si illumina in un ampio sorriso, mentre riceve la medaglia d’oro, al ritmo dell’Inno nazionale. Immagino la soddisfazione della madre che si ritrova a gestire il successo del figlio. Una buona relazione è frutto di conquista e di fiducia. Da premiare, anche senza medaglia.
