Dal calcio al basket: che desolazione! Avere macinato chilometri e chilometri e morire alla vigilia della pensione per un atto di vandalismo generato dall’odio tra tifoserie. Mi riferisco all’agguato al bus dei tifosi del Pistoia lungo la superstrada Rieti-Terni con sassi e mattoni che ha provocato la morte del secondo autista Raffaele Marianella, 65enne, padre di tre figli, seduto accanto al guidatore e colpito a morte da una pietra. Violenza inaccettabile anche per la premier Giorgia Meloni. La procura ipotizza un quadro inquietante, secondo il quale avrebbe agito un commando con persone appartenenti all’estrema destra. Fermati tre tifosi della Sebastiani Rieti di 53, 31e 20anni per l’omicidio volontario dell’autista. Pensare che il pullman era stato scortato dalla polizia fino allo svincolo della superstrada Rieti-Terni. Rimasto senza scorta, dopo dieci minuti “è successo di tutto”. Probabilmente seguito da tre macchine di tifosi reatini, è stato bersagliato dalla sassaiola con tragico epilogo. Immagino che i tre indagati diranno che non volevano creare il morto, che di fatto c’è stato. Possibile non pensare che certe azioni incivili danneggiano gravemente lo sport? Se ne stessero a casa certi ‘tifosi’ a poltrire serenamente sul divano, anziché trasformarsi in stolti assassini. Pietà per lo sfortunato autista e condoglianze ai familiari. 🙏
Mese: ottobre 2025
Lieto evento letterario
Percepisco un abbaiare festoso di cani che mi fanno le feste, perché stanno per uscire allo scoperto. Guidati da Rex e Ben, i protagonisti della storia vera arrivano scodinzolando Peggy e Perlina, Orso, Astro, Beppe, Nina, Bobby, Tre Palline, Roy, Maya, Rocky, coprotagonisti della seconda parte del mio ultimo libro Amici Inaspettati. Per non parlare degli occhi dei cani adombrati nel cielo del suggestivo dipinto di Noè Zardo in copertina, allusivi di quelli reali, ma anche dei cani diventati anime. Occhi che fungono da bussola nel labirinto celeste. Dopo un anno di elaborazione, la narrazione è giunta al termine, una lettura rivolta a chi ama gli animali, ma anche a chi non li conosce come potenziali amici, dotati di “un dono straordinario: sanno amarci senza condizioni” come dice Erica Mulas nella retrocopertina. Concetto anticipato da Barbara Pra nella Prefazione: “Prendiamo questi meravigliosi Animali per condividere con loro un periodo di cammino insieme, ma ci dimentichiamo di ringraziarli della loro presenza, della loro compagnia, del loro generoso affetto”. A proposito di Ringraziamenti, senza l’abilità e la pazienza di Manuel il ‘lieto evento’ letterario non sarebbe stato possibile. Grazie a Flavio e Mariuccia che mi hanno raccontato la storia di Ben e di Rex, “un pastore australiano” adottato con soddisfazione da Tania. Grazie anche ad Adriana che si alterna ai due fratelli nella cura di Ben “incrocio tra labrador e cane corso”. Mi sono affezionata alle piccole storie dei cani domestici, senza pedigree, ma con un grande cuore raccontate da: Lisa e Roberta, Lara, Pia, Elena, Adriana, Bepi, Flavio e Roberto. Sono ansiosa che le storie vere raccontate giungano ai lettori. Da ultimo, Il libro Amici Inaspettati sarà acquistabile su Amazon, oppure utilizzando la mia mail: adacusin@gmail.com
Grande Malala! 🌷
L’ultima copertina del settimanale il venerdì di Repubblica è dedicata a Malala Yousafzai, Nobel per la Pace, vinto nel 2014 a soli 17 anni, la più giovane premio Nobel per la pace. Il 9 ottobre 2012 la ragazza 15enne aveva subito un attentato dei talebani, a causa del suo impegno per l’istruzione femminile e per i diritti delle bambine nel suo Paese. Oggi ha 28 anni, si è laureata a Oxford, si è sposata con Asser Malik, continua a battersi per la “Generazione Malala” e ha scritto un libro, Finding My Way (Garzanti), una sorta di diario dove informa su quello che ha subìto dietro le quinte, compreso il nervo facciale reciso dallo sparo “con il suo adorabile viso un po’ cubista” come dice Antonello Guerrera, autore del servizio. Che sia una bella donna non ci piove, ma è il suo temperamento e la sua incrollabile speranza in un mondo migliore ad essere fuori del comune. Con la sua fondazione, Malala Fund, sostiene l’insegnamento online e le scuole clandestine in Afghanistan dove i Talebani sono tornati al potere. Di recente è stata in Egitto per raccogliere le tragiche estimonianze dei bambini di Gaza. “Non abbiamo fatto abbastanza contro questo genocidio. Però i bambini alla fine trovano sempre un modo per continuare a vivere. Nonostante tutto”. Grande Malala!
Il giorno del dolore
Seguo in diretta TG1 i funerali di stato dei “tre carabinieri, tre soldati, tre servitori dello Stato” come dice il Ministro della difesa Guido Crosetto nella Basilica di Santa Giustina a Padova nell”accorato intervento durante le esequie di Davide Bernardello, 36 anni, Marco Piffari e Valerio Daprà, entrambi 56enni. Celebrazione molto toccante, con migliaia di persone, dentro e fuori la Basilica, molti in divisa e moltissime persone commosse, a partire dai parenti e dai colleghi rimasti feriti nell’esplosione del casolare. Commoventi le parole del fratello di Marco e del padre di Davide che capto durante la lunga diretta. Vero e condiviso il cordoglio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Idem per gli altri rappresentanti dello stato, Giorgia Meloni compresa. Non poteva essere diversamente. Mi commuovo anch’io da casa, e so che siamo in tanti. Un carabiniere suona la tromba e una collega legge la Preghiera del Carabiniere, rivolta alla Virgo Fidelis per invocare”l’entusiasmo di testimoniare”. I tre carabinieri caduti facevano parte dei Reparti Speciali dell’Arma, militari particolarmente addestrati. Adesso sono speciali per l’eternità.
La vita è breve, l’arte è lunga (Seneca)
Oggi vado a trovare Seneca, metaforicamente parlando. Me lo suggerisce la frase posta sotto alla data odierna, venerdì 17 ottobre: Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare – Lucio Anneo Seneca – filosofo, poeta e politico romano 4 a.C. – 65 d.C. Mi piacciono questi incontri casuali che favoriscono un recupero letterario e filosofico. D”estate, come ‘antipasto’ in un hotel a Bibione mi dilettavo a leggere le frasi scritte in calce al menu del giorno, a ricordare che anche la mente ha bisogno di nutrimento. Seneca era nato a Cordova, in Spagna e morì a Roma, costretto al suicidio per ordine dell’imperatore Nerone, per la presunta implicazione nella congiura contro di lui. È tra i massimi esponenti dello stoicismo ellenistico. Attivo in molti campi, compresa la vita pubblica, fu senatore e questore durante l’età giulio-claudia. A me interessa come scrittore, autore de “Le lettere morali” (62-65 d.C.) e come filosofo. Ecco cosa ci insegna: la gestione del tempo, il controllo delle passioni, l’accettazione della morte… in sintesi a vivere in armonia con la ragione e le virtù, promuovendo una società più giusta. Fu maestro di Marco Aurelio, l’imperatore filosofo. L’ho conosciuto da liceale attraverso le traduzioni dal Latino e non ho smesso di apprezzarlo. Mi rallegro quando lo incontro. Sue le seguenti frasi: La vita è come uno specchio: se sorridi, ti sorride indietro – L’importante non è quanto tempo vivi, ma come vivi il tempo che hai – La vita è breve, l’arte è lunga. Grande Maestro, da contattare spesso!
Una storia di fratellanza
È mia consuetudine iniziare a leggere settimanali e anche libri dalla fine, una bizzaria che potrebbe avere un risvolto psicologico. Comunque mi offre l’opportunità di fare la personale recensione al libro: Io sono mio fratello di Giorgio Panariello. L’autore usa l’ultima pagina, di norma dedicata ai Ringraziamenti per chiedere scusa:a varie persone e per diverse ragioni. Infine chiede scusa a otto scrittori “e a tutti gli scrittori degni di questo nome”. Folgorata da tanta delicatezza ed essendo anch’io una che scrive – senza santi in Paradiso – riconosco in Giorgio un collega veramente dotato: di fluidità narrativa, misura, equilibrismo nel trattare argomenti tosti con dolcezza. Usando la gamma dei colori per rappresentarlo, gli attribuirei un celeste brillante (il mio colore preferito). Quanto al contenuto, è spalmato su una trentina di episodi che abbracciano la vita dell’autore, dall’infanzia alla maturità che vive “come uno zingaro, un nomade”, a sottolineare lo spirito libero. Co-protagonista è il fratello Franco, “Il Dante Alighieri dei poveri” come si era definito. Una storia di fratellanza cementata sulle fragilità di uno e il tentativo di normalizzarlo dell’altro. Niente lieto fine in apparenza, anzi sì perché Franchino, con un occhio storto e un polmone solo, è arrivato a destinazione “non per una dose eccessiva, ma per un’eccessiva dose di fiducia negli altri”. Da leggere e rileggere.
Sogni infranti e vite spezzate
Che amarezza, morire in servizio per un piano demenziale a tutela di un bene materiale. Tre fratelli fuori di testa provocano un incendio con esplosione che causa la morte di tre carabinieri e il ferimento di altre 25 persone. Italia, Veneto, nella notte tra il 13 e il 14 Ottobre 2025. Ad aggravare il fatto, l’intenzione di compiere una strage era nota. Balordi o assassini, i fratelli Ramponi, non fa differenza di fronte alla tragedia messa in atto. I titoli degli articoli odierni formano una triste collana attorno alle sfortunate vittime, I tre caduti del dovere: Valerio Daprà, 65 anni, bresciano trasferitosi a Padova, Davide Bernardello, 36 anni, cresciuto a San Giorgio delle Pertiche, Marco Pifferi, 56 anni, abitava a Sant’Ambrogio di Trebaseleghe. Diverse pagine dei quotidiani sono dedicate ai loro ritratti. Già i titoli riassumono le persone: Una vita in prima linea “Doveva andare in Libano, il rinvio pochi giorni fa” (Marco Piffari), Dall’esercito all’Arma, fin da ragazzino voleva mettersi una divisa (Davide Bernardello), I suoi sogni: la pensione e acquistare un camper per girare l’Europa (Valerio Daprà). Sogni infranti e vite spezzate. Poi un titolo che in qualche modo attenua lo sgomento: “Ho visto colleghi morire ma siamo carabinieri: sappiamo che si rischia” Infine: Deciso il lutto nazionale Tre giorni di bandiera a mezz’asta in Veneto. Sono desolata. Ogni giorno muore qualcuno non per cause naturali, ma morire in servizio per un flagello annunciato da tre fratelli mentecatti ha il sapore amaro di una beffa. Col senno di poi, forse si sarebbe potuto evitare, tuona qualcuno. Se anche fosse, non serve piangere sul latte versato. Tenere viva la memoria dei tre carabinieri serve a restituirgli un pietoso e doveroso riconoscimento.
La Pace siamo noi
Protagonista indiscusso degli accordi di Pace è Donald Trump che dice: “Abbiamo cambiato la storia”. Il suo pluralis maiestatis/plurale di maestà (tipicamente un sovrano, un’autorità o Dio) suppongo si riferisca agli altri firmatari, i leader di Egitto, Turchia e Qatar, ma si espande su tutte le persone intenzionate a costruirla, la Pace. Per quanto riguarda la storia, è indubbio che “la storia siamo noi”, come canta Francesco De Gregori nel brano contro la disaffezione politica. Quando insegnavo Lettere alle medie, la distribuzione delle mie ore settimanali per classe ne prevedeva solo una per la disciplina Storia. Capitava che andassi a ‘rubare’ un po’ di tempo alle ore di Italiano, perché il programma era vasto, il coinvolgimento mio e dei ragazzi intenso. Ho un paio di amici che fanno parte di un volenteroso Gruppo di Storia. Dedicano tempo ed energie in ricerche, a beneficio della collettività. Grazie alla loro ricerca lunga e complessa riguardo i fatti dei 13 Martiri, sabato 18 ottobre p.v. sarà conferita dal Presidente della Camera dei Deputati On. Lorenzo Fontana la Medaglia d’Oro al Merito Civile al Comune di Cavaso del Tomba “Per l’esempio estremo di sacrificio e di virtù civiche nella lotta di liberazione del periodo bellico del settembre 1944”. Stamattina verso le 11 seguo la diretta del TG1 su Papa Leone XIV in visita ufficiale al Quirinale. Riporto un pensiero del Presidente Mattarella che condivido: “La pace duratura risiede nei cuori e comincia da ognuno di noi”.
L’alba di un nuovo Oriente
Non so che temperatura ci sia oggi in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv, ma il calore umano tra applausi, lacrime e pianti per la restituzione dei venti ostaggi di Hamas me lo immagino. I quotidiani aprono tutti con la notizia che fa ben sperare per il prosieguo; la strada verso la Pace duratura è lunga e irta di ostacoli. Ho visto la piazza di Tel Aviv stracolma e l’abbraccio con i familiari di alcuni sopravvissuti, cui auguro il ritorno alla ‘normalità’ se mai sarà possibile. Ogni lunedì, la pagina Lettere al direttore del Corriere è curata dal direttore Luciano Fontana. Stamattina risponde al lettore Gian Paolo Ferraioli riguardo la speranza che non si replichi l’amara considerazione di Abba Eban: “gli arabi non perdono occasione per perdere ogni occasione”. La risposta del direttore è compresa nel titolo: Forse è l’ultima occasione, i Paesi arabi non la perdano. Nello specifico, per Paesi arabi si intendono il Qatar, la Turchia, l’Egitto, l’Autorità palestinese e perfino l’Iran “che ha diretto e armato le formazioni terroristiche a Gaza e in Libano”. Nel complesso, è doveroso nutrire un briciolo di speranza che sia la volta buona di dare una terra ai palestinesi. Dopo 738 giorni di guerra, finalmente nella Striscia di Gaza si comincia e respirare la Pace. •
Benedetta Pace
“Voglio tornare a casa mia, anche se distrutta” sono le accorate parole che una palestinese rilascia a un giornalista. Dopo l’accordo di Pace di venerdì 10 ottobre, l’esodo adesso avviene all’incontrario. La Protezione Civile di Gaza ha riferito che circa 200.000 persone, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco sono di ritorno nel nord del territorio palestinese. Tra poche ore è prevista la liberazione di 48 ostaggi, di cui 20 ancora vivi nelle mani di Hamas, e la liberazione di 1950 prigionieri palestinesi da parte di Israele, di cui 250 condannati all’ergastolo. Dopo l’attacco di Hamas a Israele il 7 ottobre 2023 con migliaia di morti da entrambe le parti e la pressoché totale distruzione di Gaza, l’augurio che la Pace diventi definitiva è planetario. Per i sopravvissuti, il dopo sarà dolorosissimo. Immagino il miscuglio di sentimenti di chi torna a casa e non la trova. Nel servizio di stamattina, un palestinese ha trovato il suo divano sotto un cumulo di macerie, metafora di un conforto adesso improponibile. Tuttavia l’oggetto simboleggia una scheggia di futuro, un oggetto materiale cui aggrapparsi per riemergere dall’inferno subìto. Tema altamente drammatico la restituzione ai familiari delle salme di chi è morto durante la prigionia, al netto di quelle che forse non saranno recuperabili. Mi permetto due versi: Benedetta Pace/tanto desiderata/da averti dimenticata./A passi felpati/avanza generosa/ tra i cuori provati/dei sopravvissuti.//
