Ciao Agosto…

Mi congedo da agosto con una poesia che ho scritto nel tardo pomeriggio di ieri, sotto l’amato Glicine. Temperatura ideale, pochi rumori ma tanti insetti ronzanti, attratti dalle mie caviglie. Ho resistito, pensando che anche loro batteranno in ritirata tra un po’, se la stagione estiva non si prolunga. La fine di agosto ha stimolato le mie meningi, grata di poter godere del mio eden, nonostante qualche fastidio. Più passa il tempo e più constato che sto bene a casa mia, senza incomodarmi a cercare altrove il posto dell’anima. La natura è sempre un conforto, le creature pure. La mia vacanza è scrivere. Condividere con i selezionati contatti che conosco in carne e ossa è un valore aggiunto. Mi congedo da Agosto, confidando in un Settembre clemente. CIAO AGOSTO Un tepore settembrino/mi accarezza la pelle/mentre il giorno di spalle/cede il passo alla sera./Sembrava una chimera/nei giorni lunghi/della torrida estate/indugiare fuori./Anche per i fiori/sono stati dolori/sullo stelo avvinghiati/dal secco provati./Ma la pioggia recente/al caldo ha tolto mordente./Di sera si gode la frescura,/l’estate non fa più paura.//

Salute mentale degli scrittori

Compero il settimanale il venerdì di Repubblica da quando insegnavo, perché maneggevole nel formato e abbastanza interessante. Diciamo che cerco le spigolature, piuttosto che i servizi, forse memore dell’uso didattico che ne facevo in classe. Inoltre con l’età ci si affeziona alle cose e pure alle testate. Comunque leggo anche dell’altro. Orbene, partendo sempre dalla fine come d’abitudine, verso la metà del giornale mi cattura il titolo: “Non si diventa scrittori se non si è disturbati mentali” che introduce l’intervista di Brunella Schisa alla madrilena Rosa Montero, autrice del libro ‘La pazza di casa’ che esce nuovamente dopo vent’anni. Istintivamente mi interrogo sul mio stato mentale, dato che sono una scrittrice anch’io. Credo di essere abbastanza in salute psico-fisica, ma è una mia percezione. Dovrò chiedere ai lettori e ai miei contatti che scrivono. Leggendo l’articolo, scopro che Santa Teresa d’Avila definiva la fantasia la “la pazza di casa” a cui si ispira il titolo del libro di Rosa Montero. Beh, coi santi non sono in grande confidenza, ma non ho motivo di dubitare della definizione della santa riguardo il mondo della letteratura, stimolante ed eclettico. L’autrice ironizza sui vizi capitali dei grandi autori – ad esempio sulla vanità di Italo Calvino – nonché sul disagio di quelli votati all’insuccessoe, come Melville, autore del Moby Dick che vendette meno di trenta copie. Da parte mia, sono abbastanza tranquilla, perché scrivo per liberarmi, non per vendere. Ma la costanza e il seguito dei lettori confortano.

Una bella storia

“Insieme si fa tutto” è il motto di Giampietro Nardi, 18O dipendenti dell’azienda Nardi di Chiampo (VI) operante nel settore dell’arredo giardini. Per il suo 80esimo compleanno ha rimpinguato la busta paga dei suoi dipendenti con 1500 euro. L’autore del mirabile gesto dice: “I dipendenti sono il vero capitale dell’azienda, il nostro successo è merito di ciascuno”. Un terzo dei dipendenti proviene da altre parti del mondo. Partito nel 1968 con le gabbiette per uccelli, nel 1990 passa agli arredi da giardino che vende in 132 Paesi del globo. Le figlie Floriana e Anna, amministratrici delegate dell’azienda gli hanno regalato il libro “Giampietro Nardi. State comodi”, Antiga Edizioni che racconta la storia di questo pioniere dell’arredo outdoor e contiene le dediche dei dipendenti. L’imprenditore vicentino si fa benvolere dai suoi dipendenti che l’anno scorso aveva portato alla festa del Redentore a Venezia su una barca noleggiata. Davvero una bella storia. Il mio giardino è contenuto e arredato, altrimenti gli comprerei volentieri qualcosa. Ad averne di imprenditori così: abili, tenaci e generosi. Partito dal basso e volato in alto, senza dimenticare le sue radici. Le gabbiette per uccelli degli esordi sono state premonitrici. Lunga vita a lui e complimenti anche ai dipendenti che se lo contendono.

Mariam, indomita fotoreporter

Commovente l’intervista al padre di Mairam Abu Dagga, la 33enne giornalista palestinese uccisa a Gaza, una dei cinque giornalisti uccisi da Israele in un raid sull’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia. Il suo ultimo servizio è stato sulla cerimonia funebre di due bambini uccisi da una bomba. Pochi minuti prima di morire, aveva parlato con il figlio 13enne, riparato negli Emirati con il padre. Il padre della fotoreporter la ricorda così: “Era coraggiosa e dolce, Mariam mi donò un rene, vorrei che ora vedesse le lodi al suo lavoro”. Il giornalista gli chiede di raccontare della figlia e lui risponde: “Sono padre di 11 figli, sei maschi e cinque femmine, ho cinquanta nipoti. Mariam era la mia ragazza speciale… le piaceva studiare ed è andata all’università. Dio abbia pietà di lei.” Salma Kaddoumi, un’amica della fotoreporter dice: “Ci si abitua a vedere la morte, ma non al male che fa quando si prende uno dei tuoi”. Mariam, consapevole del rischio che correva facendo il lavoro in una zona di guerra, aveva lasciato una bellissima lettera al figlio in cui scrive: “Voglio che tu tenga la testa alta, che studi, che tu sia brillante e distinto, che diventi un uomo che vale, capace di affrontare la vita”. Pietà e solidarietà per questa madre, figlia e indomita fotoreporter.

Il Papa del sorriso

Il 26 agosto 1978, il cardinale Albino Luciani, Patriarca di Venezia veniva eletto al soglio pontificio, col nome di Papa Giovanni Paolo I, in omaggio ai suoi predecessori. Ritorna ogni anno l’appuntamento del 26 agosto per ricordare la sua proclamazione a pontefice, servizio durato solo 33 giorni, uno dei più brevi della storia della Chiesa. Infatti morì improvvisamente il 28 settembre 1978. La sua morte, ufficialmente attribuita ad infarto, ha alimentato diverse teorie, secondo cui potrebbe non essere stata naturale.Chiamato il “Papa del sorriso” è stato proclamato Beato da Papa Francesco il 4 settembre 2022. Era nato a Canale d’Agordo (BL) il 17 ottobre 1912, in un contesto familiare e sociale semplice, ma ricco di valori. La mia amica Mariuccia è di Canale d’Agordo, dove sono stata a trovarla lo scorso settembre. In quell’occasione, ho visitato la casa natale di Papa Luciani, diventata ora casa – museo. Prima di entrare, nello spazio verde c’è una scultura di Carlo Balljana che rappresenta il Santo Padre sorridente, mentre sta per ricevere delle rose da una bambina. Accanto al gruppo, Mariuccia mi ha fatto delle foto che tengo care. A lato dell’ingresso, è ancora parcheggiata l’auto del pontefice, una 110 del 1960. Dell’interno, ricordo le scale strette e di legno per accedere ai vari piani, gli utensili da cucina, la sua stanza da letto… ma soprattutto l’atmosfera di grande serenità che aleggiava ad ogni passo. Perfettamente in accordo con il suo sorriso.

Il migliore amico dell’uomo 🐕

Nella Giornata Mondiale del Cane il mio grato pensiero va ai protagonisti del mio ultimo lavoro, Rex e Ben, insieme con le amiche Mela, Ninni e Lea, nonché agli altri amabili quattro zampe che rispondono al nome di: Peggy e Perlina, Nina e Viola, Orso, Astro, Maya, Roy, Rocky, Beppe, Boby, Pallina… le cui storie mi fanno compagnia da alcuni mesi. In Italia sono oltre 13 milioni i cani accolti in famiglia. Da piccola ho convissuto con cani, gatti e uccelli, ma sono istintivamente gattara. Tuttavia ammetto di essermi affezionata al mondo canino da quando ho condiviso la mia casa di proprietà con Luna e Astro, madre e figlio, lei piena di temperamento e lui buono come un agnello. La Giornata Mondiale del Cane, nata il 26 agosto 2004 da un’iniziativa dell’attivista statunitense Colleen Page, intende celebrare l’amicizia tra uomo e cane, ma anche sensibilizzare sull’adozione consapevole e il benessere dei cani. Perché non tutti sono fortunati ed anzi ancora molti sono vittime di maltrattamenti e abbandono. Benvenuta la Legge Brambilla, entrata in vigore il primo luglio del corrente anno che inasprisce le sanzioni per i reati contro gli animali. Per fortuna ci sono molte brave persone che compensano la crudeltà di chi non considera l’animale un essere senziente, ovverosia una creatura. E poi ci sono Associazioni con volontari che si prodigano a favore dei cani adottabili, come Apaca di Belluno. Conosco Valentina e Roberta, due giovani istruttrici cinofile che ne avrebbero da raccontare sul rapporto con i cani. Se potessero parlare, gli amici fedeli dell’uomo direbbero: “L’amore passa attraverso una mano che accarezza e arriva a una coda che scodinzola”.

Melanzana generosa

In un grande vaso rettangolare destinato a fiori (che hanno fatto una rapida comparsa) ho messo a dimora una piantina di melanzane che mi sta dando soddisfazione. Dopo un esordio compromesso da maltempo e insetti striscianti, si è sollevata ed alzata, fino a raggiungere un metro e mezzo. Nel mentre ha abbozzato quattro bei fiorellini violacei da cui sono emersi altrettanti frutti scuri simili a palline. Credo infatti che si tratti di una varietà tonda. Non nego di averne seguito gli sviluppi, dandole acqua ogni giorno, anche due volte al giorno col grande caldo. Adesso due melanzane su quattro sono quasi pronte. Voglio gustarmele con gli occhi, prima di passarle sulla piastra con la menta (mia). Dal punto di vista organolettico/sensoriale, per aspetto, odore, sapore e consistenza le melanzane sono una soddisfazione multipla. Le loro proprietà diuretiche e il basso apporto calorico le rendono ideali per le diete. Sono utili per regolare il colesterolo e la glicemia, favorire la salute intestinale e quant’altro. Ma io trovo soddisfazione nel constatare come una piccola pianta, acquistata al mercato per una cifra irrisoria si sia così bene ambientata nel vaso destinato ad altre specie da regalarmi quattro bei frutti. Ortaggio ricco di storia, originaria dell’India, fu introdotta in Europa dagli Arabi. Il significato simbolico è legato a prosperità, successo e buon auspicio. A questo punto ne metto in terra altre.

Notizia shockante

Ore 7.30 del mattino. Ho già fatto colazione, rifocillato i tre gatti (i canarini dopo), risposto ai primi messaggi. È domenica, non ho in programma nulla di straordinario. Mi concedo la prima pausa in poltrona relax davanti alla tivù, seguendo la rassegna stampa delle prime testate. La notizia bomba giunge dall’Avvenire: Un robot per la gravidanza artificiale, ovverosia una macchina che può portare in grembo un bambino…insomma: la gravidanza affidata alle macchine! Stupefacente che l’umanoide venga creato in Cina, dove si fanno sempre meno figli e la popolazione odierna è di quasi un miliardo e mezzo di persone, inferiore solo all’India che continua a crescere. Del resto la Cina ha sostenuto la politica del figlio unico – introdotta alla fine degli Anni Settanta – fino al 2013, mentre adesso si possono avere fino a tre figli. Stando così le cose, vorrei sapere perché mai intenda aumentare il tasso di natalità, magari tramite il robot. Mia madre faceva l’ostetrica e mi chiedo come avrebbe preso la notizia. Se deleghiamo le macchine a sostituirci perfino nel miracolo della gestazione, anche la pratica dell’utero in affitto mi sembra meno sconvolgente. Ho toccato questo tema nel mio ultimo lavoro RICAMI e LEGAMI. Le titubanze provate all’inizio si sono sciolte E disperse di fronte a questa notizia shockante.

Diavolo di un prete!

Diavolo di un prete: don Antonio Mazzi mi stupisce sempre. Dalla sua rubrica PECCATI E PECCATORI del settimanale OGGI parla della “Carovana 40” nata quarant’anni fa a Milano nell’ambito del Progetto Exodus, un percorso fisico, ma anche un viaggio di trasformazione sociale. In sintesi, si tratta di un progetto educativo di recupero e prevenzione delle dipendenze e del disagio sociale, fondato negli Anni Ottanta da don Antonio Mazzi, quasi 96 anni (nato a Verona il 30 novembre 1929). Il sacerdote, noto per il suo impegno nel recupero di giovani con problemi vari, si esprime con piglio giornalistico e la consueta simpatia. “Questi ragazzi sono la testimonianza che anche dai percorsi perduti si può rinascere. Intanto, però, il mondo di fuori ci parla di guerra, distruzione, disperazione”. Definisce la Carovana una “provocante” avventura, un invito a cercare strade diverse, anche se difficilmente percorribili. In un video, don Mazzi ricorda che Cristo è stato un grande camminatore. Riferendosi a se stesso Egli ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita”. A quarant’anni dalla prima esperienza, 15 tra ragazzi ed educatori si sono rimessi in sella alle loro biciclette e hanno già percorso tutto il Nord, per arrivare in agosto a Roma, proseguire poi verso la Sicilia e rientrare a Milano a fine settembre. Quattro mesi in bici per l’Italia, per aiutare chi è in disagio. L’estate dei bravi ragazzi è motivo di speranza.

Tempo al tempo

Non sapevo nulla della statua della sirena, in piazza Rita Levi Montalcini a Monopoli, in provincia di Bari. Forse mi era arrivato qualcosa, subito archiviato perché ritenuto poco o zero interessante. Il giornalista Luigi Garlando la ritira in ballo nel suo “Dialogo con una figlia” nel settimanale OGGI, a seguito del concorso di bellezza “Miss Mascotte” legato a “Miss Italia” in Campania, vinto da una 13enne. Prima di entrare nel merito della questione, preciso che l’opera è stata realizzata dagli studenti dell’lstituto d’Arte Luigi Russo un paio d’anni fa ed è dedicata al mare. Rappresenta una sirena decisamente formosa che ha già suscitato ilarità e polemiche. Non mi stupisce che gli studenti abbiano pensato a una donna del loro immaginario, piuttosto che alla scienziata cui è dedicata la piazza. Da parte mia, sono contenta di avere un figlio maschio adulto. Se avessi avuto una femmina, le cose non sarebbero state diverse, perché avrei in ogni caso coltivato il dentro, rispetto al fuori. Nella rubrica leggo: “La mamma di quella ragazzina la porta ai concorsi di bellezza da quando aveva 7 anni”, comportamento che conferma il detto “La mela non cade mai lontano dall’albero”. D’altronde la Montalcini affermava: “Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di ‘mostrare’ nulla, se non la loro intelligenza”. Comunque, all’organizzatore locale del concorso è stato revocato il mandato, perché le candidate devono avere 17 anni.Tempo al tempo!