Suore in fuga dal convento

Il Gazzettino titola Suore di clausura in fuga dal convento: “Il clima e diventato insopportabile”. Nell’immediato sorrido, forse immaginando una motivazione di natura sentimentale, subito rientrata, tanto che le suore hanno segnalato il proprio gesto ai Carabinieri, onde evitare chiacchiere. Cinque suore di clausura (su 27) hanno abbandonato il loro convento cistercense, a San Giacomo di Veglia di Vittorio Veneto (Treviso) a causa di “tensioni insopportabili” createsi dopo l’arrivo di una Commissione Religiosa Ispettiva che ha portato all’allontanamento della badessa. Attribuivo la parola ‘commissariato’ a certi comuni corrotti, ma evidentemente il suo uso vale anche per comunità che immaginavo ‘Al di sopra di ogni sospetto’. Comunque la tensione creatasi all’interno del monastero dura da un paio d’anni. Immagino la sorpresa dei Carabinieri a cui le suore si sono presentate, prima di riparare in un altro luogo, tenuto segreto. Suor Aline Pereira, la giovane badessa è stata rimossa dall’incarico e sostituta da madre Martha Driscoll, 81 anni. Dopo la sostituzione, “la situazione è diventata insostenibile” raccontano. Scontro generazionale, gelosie? Dipende dal monastero anche un vigneto da cui le monache ricavano un prestigioso vino bio, che potrebbe risentire della complessa situazione. Questo fatto si aggiunge al timore che altre religiose seguano l’esempio delle cinque ‘rivoltose’. In un mondo capovolto, questa notizia non dovrebbe quasi fare notizia. Però mi spiace sapere che in un luogo destinato alla pace aleggi la miseria umana. Ma è umano anche indignarsi, se la sopraffazione serpeggia tra le celle.