Mi sono ‘interfacciata’ con Manuel a Sydney e ho pure visto la sua faccia: occhi sorridenti, ricci lunghi e scuri, barbetta da regolare. Gli avevo chiesto un intervento ‘da remoto”, avendo la memoria del tablet quasi piena e non volevo assegnare la risoluzione del problema ad altri. Il pretesto mi ha consentito di trattenermi piacevolmente con lui una mezz’ora, giocando sulle reciproche lancette dell’orologio. Il collegamento è stato preceduto da messaggi del tipo: “Stasera dopo cena”, seguito dalla mia domanda: “Tua o mia, per regolarmi…” e la sua precisazione: ” Quando lei cena io sono a nanna” seguito da una sfilza di 🙈🙈🙈🙈🙈. Dieci ore di differenza disorientano un po’ ma tutto si sistema quando sento la sua voce e poi lo vedo. La linea cade un paio di volte, comunque lo svuotamento della memoria viene effettuato; più precisamente, avendo nel tablet due schede il mio giovane Ingegnere ha effettuato il trasferimento del materiale da una all’altra, con una maestria che spiego così: sul mio schermo vedo passare cartelle, il puntatore si sposta sotto comando, finché il materiale viene riequilibrato. Posso stare tranquilla. Mi resta da svuotare il cestino del tablet, secondo le indicazioni che il mio professore mi dà. Mi sento euforica, grata alla tecnologia che rende possibile l’avvicinamento tra persone anche molto distanti. La fibra ottica installata lo scorso luglio è stata una manna dal cielo, al netto della bolletta che deve essere riadattata. Quindi Manuel mi aggiorna sul suo soggiorno australiano, giunto al giro di boa del quinto mese: ha finalmente trovato un lavoro. Il visto che ha fatto lo impegna a una prestazione d’opera di non meno di 6 (sei) mesi. Quindi, a conti fatti, dovrebbe liberarsi per agosto. Porterà Gaia, la sorella a vedere la Barriera corallina prima della laurea. Dopodiché lo avremo fortunatamente di nuovo tra noi! 🍀
Mese: febbraio 2025
Benito story
Oggi dedico il post a Benito – Ben per gli amici – l’altro cane adottato da Flavio, coprotagonista con Rex della storia che ho in mente di scrivere. Anticipo che è tutto vero, offertomi per così dire su un piatto d’argento da Mariuccia, sorella di Flavio. Negli anni Settanta eravamo entrambe liceali del Brocchi a Bassano del Grappa, che io raggiungevo con la mitica corriera ‘Cecconi’; lei proveniva da Belluno e soggiornava dalle suore. Non avevamo il tempo e neanche le energie per frequentarci fuori del duro ambiente scolastico. Ci siamo riviste dopo cinquant’anni, grazie alla rimpatriata organizzata dai più intraprendenti degli ex compagni e siamo diventate amiche, anche di penna. Questa informazione è utile, per comprendere come ci sia una condivisione di valori, animali compresi. Lei mi racconta la storia di Ben, che si trovava in un canile a Bari. A gennaio 2021, il fratello Flavio è forzatamente a casa dal lavoro che svolgeva in Kazakistan, a causa del covid. Vede il cucciolo su facebook e avvia le pratiche per adottarlo. I due fratelli si dirigono a Padova, luogo della consegna dove “Il batuffolo nero già molto vivace” passa dalle mani del corriere a quelle di Mariuccia che gli dà “il primo sorso d’acqua e il primo biscottino”. Ma è Flavio il ‘genitore’ intestatario che se ne occupa, finché viene richiamato al lavoro in Kazakistan. Emerge il problema di sistemare l’amico a 4 zampe, nel frattempo cresciuto assai. Il lettore avrà capito che la salvezza si chiama Mariuccia, che però abita a Belluno, mentre Ben e Flavio a Canale d’Agordo. “La provvidenza a volte aiuta, e si materializza con Adriana, una signora del paese, conosciuta all’area di sgambamento” che ama gli animali – ha già tre cani – e si offre per pasti e passeggiate da fornire a Ben che resta nel suo ambiente e si adatta di buon grado all’alternarsi delle persone che si occupano di lui: Flavio, Mariuccia, Sisto e Adriana. Compiuti 4 anni a novembre, è poco più ‘anziano’ di Rex che abita da un mese con Tania e Alessandro a Taibon Agordino, una decina di chilometri da Canale. In futuro potrebbero anche conoscersi. Incrocio le dita per il felice seguito delle loro vicende.
Nascita… sorprendente
Certe notizie mi lasciano basita, come quella riportata dal Gazzettino odierno: “Ho una colica”: ma dà alla luce Gaia. È successo mercoledì 29 Gennaio, intorno alle tre del mattino, in provincia di Treviso. Irene, la donna 27enne già madre di due figlie ignorava di essere incinta. Niente pancia e pseudo mestruazioni, aveva attribuito a una colica i forti dolori addominali. La creatura, nata di sette mesi, pesa 1,350 kg ed è lunga 40 cm. Trasferita nel reparto di terapia intensiva neonatale, viene monitorata e sta crescendo. Per fortuna è stata bene accolta da mamma, papà e sorelline. Le è stato dato il nome beneaugurante Gaia. Emetto un respiro di sollievo, ma non posso non farmi la domanda: Possibile? Io ho sperimentato colica e parto: a mio dire, il dolore non è sivrapponibile. Oltretutto Irene ha già affrontato due gravidanze e conseguenti parti. La natura non smette di stupire. Mia madre faceva l’ostetrica comunale quando le donne partorivano a casa: mi raccontava di qualche nascita ‘fuori dal comune’ ma non ricordo situazioni tanto sorprendenti. Un sinonimo di ‘sorprendente’ è ‘incredibile’. Anzi, la gravidanza della donna in questione, in ambito medico è definita “criptica” che vale quanto nascosta, fenomeno raro ma non impossibile, dato che se ne registra un caso ogni 475 gravidanze. Emetto il secondo respiro, connotato da malinconica accettazione. Se la gestante non si rende conto di vivere una situazione straordinaria, si perde una buona fetta della torta. Comunque ringrazio il cielo che non sia capitato a me e nemmeno alle madri che conosco. Lunga vita alla piccina e auguri alla sua famiglia.
Rex, un cane maestro
Flavio è tornato in Kazakistan e Rex è stato affidato a Tania che ho sentito oggi. Per lei il cane è un dono del cielo, un angelo ‘sui generis’ che le è capitato per allietarle la vita. Dalle informazioni sulle abitudini del cane kazako, abituato a vivere fuori a temperature estreme temeva che Rex non si sarebbe adattato a stare in casa, come lei desiderava. Timore legittimo, ma subito rientrato. L’amico a 4 zampe va a svegliarla tutte le mattine alle otto, per dare e ricevere la sua razione di coccole. Poi la pappa, la passeggiata, la conoscenza dell’ambiente, perché lo interiorizzi come la sua destinazione definitiva. Sono molto sollevata nel sapere che il povero cane di strada, sopraffatto dai cani più grandi e grossi – praticamente bullizzato – sia stato salvato da un futuro di stenti e assegnato ad una persona meritevole, sostenuta in quest’opera salvifica dal compagno Alessandro. Flavio è stato lungimirante e generoso nel mettere in moto la macchina che ha portato alla soluzione del caso di abbandono, fenomeno purtroppo diffuso ad ogni latitudine. Chissà se Rex ha rimosso il suo passato: la strada, la fame, il canile, la catena… forse un incidente che gli ha reso fragile una zampina anteriore. Di certo percepisce di essere capitato in un mondo diverso e migliore dal precedente. “Nato felice”, secondo un pensiero di Flavio, nonostante le limitazioni e le privazioni. Per me è un cane Maestro che insegna cos’è la resilienza e la fiducia negli umani. Vorrei che la sua testimonianza ammorbidisse l’animo di chi maltratta gli animali che tanto affetto possono dare in cambio di cure e attenzioni. Condivido le parole di Mary Ellen (fotografa statunitense conosciuta per i suoi ritratti e per i suoi lavori): “L’amore di un cane è senza compromessi e senza fine”.
Carosello e reclame
Quando c’era Carosello! E chi se lo dimentica, troppo bello! In onda dal 3 febbraio 1957 fino al primo gennaio 1977 ha allietato chi è nato (dovrei dire nacque) negli anni Sessanta e Settanta per quasi vent’anni. Lo ricorda Michaela Palmieri durante il TG1 mattina, in onda dalle 6.35 alle 8. Ammetto che mi sono gustata per qualche momento il ritorno di personaggi amatissimi: Calimero, la Mucca Carolina, Susanna Tuttapanna, l’Omino coi baffi…un minuto e 45 secondi di spettacolo e 30/35” per la réclame del prodotto. In onda ogni sera alle 20.50 sul Programma Nazionale, allora unico canale Rai, Carosello durava 10 minuti… e poi tutti a nanna!. Questo tuffo nel passato mi ha restituito il buonumore, anche se “il logorio della vita moderna” era già contrastato da Ernesto Calindri che promuoveva il Cynar. Il Biancosarti era nella voce e nel volto del tenente Sheridan/Ubaldo Lay mentre la cura dei capelli dipendeva dalla brillantina Linetti, portata al successo dall’infallibile ispettore Rock/Cesare Polacco che togliendosi il cappello mostrava la testa pelata e confessava: “Anche io ho commesso un errore”. Mi dilungherei volentieri tra scheck e personaggi apprezzati del passato che meritano considerazione per qualità artistica, non solo per nostalgia. Chiudo con l’Omino della pentola Lagostina, personaggio inizialmente chiamato Agostino Lagostina presentato come “Un piccolo uomo vivace, dal naso realmente espressivo, con tutte le istanze e le preoccupazioni della vita moderna”. Simpaticissimo e ultramoderno il parlare frenetico de La Linea, grazie al doppiatore Carlo Bonomi. Mentre prelevo il cestello con il mio tris di verdure cotte al vapore dalla pentola a pressione, immagino che ‘Agostino’ fuoriesca e mi sorrida.
Principessa al passo coi tempi
Verso le nove ricevo una gradita telefonata da Sydney. Una voce giuliva mi dice: “Buonasera prof” che mi allarga in un sorriso: non si tratta di un errore, è che tra Italia e Australia ci sono dieci ore di differenza a favore di quest’ultima, pertanto lì sono le sette di sera. Manuel affronta il quarto mese di vita fuori dai confini nostrani e mi anticipa una novità che mi svelerà a breve. Trattasi di un’attesa proposta di lavoro che gli renderà la permanenza più interessante. Con questa bella notizia affronto il primo giorno della settimana a cuor leggero, o meglio alleggerito. Al bar Milady, sempre affollatissimo nel giorno di mercato riesco ad accapparrarmi due quotidiani e ad estrapolare una notizia che aumenta il mio buonumore: “Basta notizie sui vestiti, pensate all’impegno sociale” dal Gazzettino e “Svolta storica di Kate: basta dettagli sugli abiti” da Libero. La richiesta è della principessa Kate/Catherine Middleton che non diffonderà più alcuna informazione sui marchi di abbigliamento che la vestono. Il debutto nella nuova veste ‘no logo’ le fa onore, perché dimostra che il suo stile non bada all’apparenza, bensì alla sostanza. Il desiderio di Kate è che “vuole i riflettori puntati non su che cosa indossa ma sulle cause davvero importanti, la gente e i problemi sui quali accende la luce”, secondo quanto diffuso da Kensington Palace. Beh, la 43enne duchessa di Cambridge dimostra di possedere un animo tanto bello quanto la sua invidiabile figura esteriore. Non so quanto peso abbia avuto in questa scelta la malattia, oppure l’essere madre di tre figli piccoli che di certo le stanno a cuore. Ieri Kate ha pubblicato il primo manuale, lo “Shaping US Framework” per aiutare le famiglie a crescere al meglio i loro piccoli. Di certo parla con cognizione di causa. Le principesse non sono più quelle di una volta. Evviva!
Giallo limone 🍋
Di domenica trascuro l’attualità e mi concedo un’attività rilassante: è giunto il momento di staccare i limoni dalla pianta, riparata in garage. Forse avrei dovuto provvedere prima, ma mi piaceva vedere che i frutti si ingrossavano di giorno in giorno, virando dal verde al giallo limone. Però ho letto che lasciarli su a oltranza, possono indebolire la pianta. Inoltre, il succo all’interno del limone diventa amaro. Mi sono decisa e ne ho raccolti una dozzina, mentre altrettanti sono rimasti sulla pianta, pensando che siano un po’ indietro. Ovviamente li ho poi fotografati, per gustarmi gli occhi, quando li avrò trasformati in marmellata o limoncello, già sperimentati con successo la scorsa estate. Il colore giallo mi trasmette energia e buonumore. Con il celeste è il mio colore preferito. Già che c’ero, ho immortalato un vaso di piccoli Narcisi, fioriti pressoché contemporaneamente: una moltitudine di piccole stelle luminose. Mi piace ‘perdere tempo’ secondo qualcuno in occupazioni anche minimali che però mi fanno star bene. È tempo ricreativo che alza il livello dell’umore e mi rasserena. Del resto lo diceva anche Dante che i fiori, con le stelle e i bambini sono le tre cose rimasteci del paradiso. Sui colori e il loro significato mi sono espressa in post precedenti. Quando insegnavo, sono stati usati a scuola nella fase di formazione delle classi, per favorire la vicinanza di coppie compatibili, evitando la vicinanza di soggetti ‘contrari’. Però la pandemia ha mischiato le carte, imponendo il distacco dei banchi. In sintesi, ogni colore stimola la nostra mente e riflette il nostro stato d’animo. Pare che il giallo aiuti la concentrazione, mentre il blu – soprattutto nelle tonalità del turchese, dell’azzurro e del pervinca è rilassante. Evviva i colori!
Traffico di animali
Traffico di animali. Ne parla la trasmissione Geo, a metà pomeriggio di ieri. Cani, gatti, uccelli per lo più provenienti dall’est Europa, senza documenti o con documenti contraffatti. Il conduttore Emanuele Biggi intervista Claudia Comelli, maresciallo capo del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia. Intanto complimenti al maresciallo Claudia che da oltre 10 anni combatte a favore degli animali sfruttati. La tratta dei cuccioli illegali passa soprattutto da Gorizia e dal Friuli Venezia Giulia. Rinchiusi in scatole di cartone, nascosti tra frutta e verdura, quasi mai provvisti di certificato d vaccinazione arrivano da Ungheria, Slovacchia e Slovenia per essere venduti anche a personaggi famosi a cifre esorbitanti, talvolta superiori di cinquanta volte il prezzo originario. Per me è un vero e proprio scandalo. La Costituzione italiana sui diritti degli animali è chiara: “la Repubblica…tutela gli animali nei modi e con le forme stabiliti dalla legge”. Le cinque libertà/diritti degli animali sono: libertà dalla sete e dalla fame, libertà di avere un ambiente fisico adeguato, libertà dal dolore, libertà di manifestare le caratteristiche comportamentali, libertà dalla paura. Splendido sulla carta, ma nella realtà gli ‘attori’ del traffico illegale se ne infischiano e lucrano sulla pelle degli animali. Basterebbe pensare a san Francesco e al suo amore per le creature, magari andando a rileggere il suo Cantico delle creature, composto intorno al 1224 e ritenuto a ragione il testo poetico più antico della Letteratura italiana. Pur non essendo cinofila, vedere cuccioletti di cinque mesi costretti sotto il sedile di un’auto mi ha commossa e imbestialita ad un tempo. Molti non arrivano a destinazione per lo stress e i patimenti. Non so a quanto ammontino le pene per chi c’entra col traffico illegale. Salatissime sarebbe ancora poco.
