Pomeriggio di festa dedicato all’arte. Visito con Lucia la Mostra collettiva di pittura e scultura “Una finestra sulp mondo” in Villa Marini Rubelli a san Zenone degli Ezzelini, opere di 92 artisti locali tra Monte Grappa, Brenta e Piave. A cura di Marisa Pastorello è visitabile il sabato pomeriggio e la domenica fino al 3 novembre. Si avvale di eventi paralleli e serate a tema. Per godere il percorso attraverso le opere, parola d’ordine: curiosità, allungare lo sguardo oltre i confini e accogliere la diversità. Nel mio caso, la conoscenza diretta di alcuni artisti è un valore aggiunto. Vibrante di calore e di buoni auspici il quadro ‘Kalispera la dispensatrice’ di Noè Zardo, densa di emozioni la terracotta ‘Ragazza con bavaglio’ di Renato Zanini. Al pianoterra apprezzo l’originale opera in marmo ‘Pinocchio e Amore per la musica’ di Ruben Zardo, mentre al piano superiore mi catturano i ‘Settembrini’ gialli e celesti di Alice Parisotto, fiori autunnali che vorrei godermi l’anno prossimo in giardino. Ogni stanza ospita le opere degli artisti accorpati per paese di provenienza, il che consente un percorso ordinato tra le varie sezioni. Quando succede, è un privilegio trattenersi con l’autore in carne e ossa ed anche giovarsi della spiegazione estemporanea di un visitatore esperto. Ritengo che una chiave di lettura siano le didascalie delle varie opere, perché mettono in comunicazione l’artista e il visitatore, consentendo di spaziare in altri ambiti. A me che amo scrivere suggeriscono l’idea di un racconto o di una poesia. Così l’arte si diffonde e si rigenera, seminando benessere e buona disposizione d’animo. Grazie ad ogni creatore di bellezza che san Francesco d’Assisi descrive così: “Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”.
Mese: settembre 2024
Longevità
Silvio Garattini, un altro grande vecchio (96 anni a breve) che ammiro. Sul Corriere odierno leggo un’intervista dove apprendo che domani uscirà il suo ultimo lavoro, intitolato ‘Vivere bene’ che vedrò di procurarmi. Il famoso oncologo, ricercatore, Presidente e fondatore dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano dà suggerimenti su come migliorare la qualità della vita attraverso il movimento e lo sport. L’alimentazione deve essere varia e moderata – lui fa cinque piccoli pasti al giorno – le calorie proporzionate a quello che si fa. Raccomanda di dormire almeno 7 ore, di mantenere relazioni pubbliche e coltivare rapporti sociali anche dopo la pensione. Ha condensato il suo credo in 10 regole per vivere bene. Dichiara che i suoi farmaci sono cinema, teatro e conferenze, raccomandando di: “Evitare il mercato della medicina”. I fattori della longevità – da lui incarnati così bene – sono mangiare poco e fare movimento. Ecco, sono molto d’accordo con lui sul cibo e sul sonno mentre ho qualche riserva sul movimento che ne mio caso contempla due protesi d’anca. Camminavo molto volentieri prima degli interventi effettuati in robotica (l’ultimo 5 mesi fa, l’altro quasi 3 anni fa, per mano del chirurgo Giovanni Grano), e sono soddisfatta per l’esito delle operazioni pressoché ‘miracolose’. Tuttavia non voglio strafare, ignorando di essere portatrice di due protesi. Conduco vita normale e mi sono iscritta in palestra per rafforzare la muscolatura, come da consiglio del chirurgo. Suppongo che Silvio Garattini sarebbe d’accordo sia con il mio ortopedico dottor Guido Mazzocato che con il dottor Giovanni Grano, cui va la mia doppia gratitudine. Garattini è un buon camminatore, fa 5 km al giorno a passo veloce. Io meno, ma scrivo 5 ore al giorno. 🌻
Osmanto protagonista
Da giorni sentivo un’intensa fragranza quando andavo ad accostare gli scuri della cameretta posta a sud, dalla parte della zona orto, immaginandone la ragione: l’Osmanto che fiorisce appunto in autunno. Sono andata a raccogliere gli ultimi pomodori e sono stata colta dall’effluvio di centinaia di rametti tra le foglie verde lucido, rivestiti di minuscoli fiori giallini dal profumo fruttato e leggero. La pianta è cresciuta parecchio in un paio di decenni e merita di essere fotografata per la sua composta bellezza. Osmanthus fragrans è il nome scientifico. Proviene dall’Asia orientale e il nome combina il significato di ‘osmè/odore con ‘anzos’/fiore. Adesso è chiaro perché si chiami così. Il fiore è una delle materie prime più costose in profumeria e anche questo si capisce. Io sono intollerante a diversi odori, anche ai profumi forti, ma quello che diffonde il mio Osmanto in questi giorni è davvero gradevole. Non credo che diventi pesante come quello del Gelsomino in fase di avanzata fioritura. Comunque oggi mi ha allargato le narici, facendomi inspirare qualcosa di buono. Quando venni ad abitare qui da Possagno, nell’ormai lontano 2000 non conoscevo che poche piante e la casa era ‘nuda e cruda’. Nel tempo si è arricchita di molte varietà di fiori e di piante, anche selvatiche che hanno deciso di alloggiare da me, con mia soddisfazione. Non ho il pollice verde che mi attribuisce Marcella, però ho appreso parecchio. Sono ancora inesperta con le piante verdi d’appartamento, ma il Ficus robusta regge ed anche la Zamioculca. Pohos in studio e Spathiphyllum in soggiorno, nel bagno luminoso le Nataline. Del resto i fiori sono l’altro mio hobby oltre ai gatti, cure gratis ed efficaci contro svariati mali. Provare per credere. 🌺
Latino, ad maiora/a cose grandi
Sul tablet mi cattura il titolo “Il latino è vivo e discute in mezzo a noi” di un articolo che leggo curiosa, condividendo il pensiero di chi lo ha steso. Solo dopo mi accorgo che trattasi di Vittorio Feltri, 81 anni, che vedo talora in qualche programma televisivo dove il giornalista e direttore di vari quotidiani lascia il segno per il suo modo di parlare senza peli sulla lingua. Pochi giorni fa è uscito un manuale che sostiene la stessa tesi, non mi ricordo di chi. Comunque sull’argomento ‘A che serve il latino’ è già stato scritto parecchio. D’accordo con lo spigoloso eppure simpatico giornalista bergamasco, ritengo che il latino non sia assolutamente una lingua morta, ma anzi aiuti all’elaborazione del pensiero e a parlare correttamente in italiano. Da studentessa liceale non stravedevo per la lingua madre dell’italiano, arrabattandomi quasi quotidianamente in versioni dal latino, in alternativa a quelle di greco. Un bel tour de force che mi portava a tradurre anche in sogno: praticamente un’ossessione. Col tempo mi sono pacificata, recuperando gli aspetti più funzionale della lingua. Da docente, tenni anche un ‘Corso di propedeutica al Latino’ ad un gruppo di studenti di terza media, orientati ad iscriversi alle superiori con questa lingua tra le discipline di base. Facendo un salto temporale di sessant’anni fa, il mio maestro Enrico Cunial, prima degli esami di quinta elementare insegnava le declinazioni latine e l’analisi logica, perché allora il Latino era incluso alle medie come materia scolastica. Ci sarebbe molto da dire sull’evoluzione e involuzione dei programmi scolastici, ma preferisco soprassedere. Giusto ieri era la Giornata Europea delle Lingue: da proteggere, da promuovere, da vivere. L’eredità del Latino è viva attraverso le lingue neolatine (o romanze) e una nutrita serie di espressioni in uso, tipo: Mens sana in corpore sano, Carpe Diem, Cogito ergo sum, Errare humanum est, Omnia vincit amor. Tra le 24 lingue ufficiali della UE, l’italiano, figlio del Latino è considerato la più sexi! Se vi pare poco…
Memoria e nostalgia di Beppe
‘Casa dolce casa’ è quello che deve pensare Beppe quando scappa dalla sua nuova casa per tornare dove viveva prima. Beppe è un bastardino dal pelo marrone che abitava nella casa accanto alla mia fino a giugno. I suoi padroni – due adulti e due ragazzini – si sono trasferiti a circa un chilometro in una villa con ampio giardino e robusto cancello in acciaio. Col cane avevo un rapporto affettuoso: gli parlavo dalla finestra del bagno che dava sullo scoperto dove c’era la sua cuccia e quando passavo con Astro – il mio cane buono che non c’è più – davanti al suo cancello, tra le maglie della rete gli infilavo un biscotto che lui gradiva scodinzolando. Pare che diverse volte il bastardino sia ritornato sui suoi passi. L’ultima è successa ieri. Una signora bionda che porta a spasso il suo cane bianco me ne ha segnalata la presenza che io ho comunicato al proprietario tramite telefono. Ho anche ‘parlato’ a Beppe, che mi ha risposto con un abbaio di simpatia. Non ho insistito a farlo entrare da me, perché non so come la prenderebbero i miei tre gatti: Grey, Pepita e Fiocco. Comunque i nuovi vicini, una giovane coppia gentile con una bimba di nove mesi lo hanno ospitato più volte nel loro giardino, dove Beppe va a infilarsi nella vecchia cuccia. Fino all’arrivo del padrone che lo carica in macchina e se lo riporta nella nuova abitazione, vasta e accogliente dove però Beppe non si sente a suo agio. Morale della favola: il cane si è affezionato alla casa, dimostrando di avere memoria – e nostalgia – del suo passato. Non so il seguito. Spero che Beppe si adatti al cambiamento. Ho sentito per televisione che oggi è la Giornata Mondiale degli amanti del Cane. Un augurio a tutti i possessori di cani affinché stabiliscano un feeling con gli amici a quattro zampe. 🐾
Misto prosa e poesia
Momento Poetico PIOGGIA FANTASIOSA La pioggia d’autunno/ scroscia sicura/ sulla pianura/, rimbalza sui tetti/ discende trasparente/ finché si stende/in minuscole perle/ sul marciapiede/. Curiosi osservano/ lo spettacolo i gatti/ desiderosi di tornare/ a scorazzare per il giardino/. Io penso al leggero piumino/ che adagerò sul letto/ stanotte, sognando/ stelle e fiori, sorrisi e colori.// Ho scritto il testo ieri, ispirandomi dal vero alla pioggia che cadeva abbondante. Adesso c’è il sole e non so se durerà. Mi piace osservare la natura che mi circonda, mi distrae, mi rilassa e mi consola. L’autunno in questo senso fa un ottimo servizio. (Aggiornamento: Pensavo di lasciare il tablet in assistenza, ma mi costa troppo con esito incerto per la sostituzione della batteria e dello schermo strisciato. L’alternativa sarebbe un cellulare con la pennetta o un tablet 10 pollici, stretto/lungo/leggero. La leggerezza è fondamentale perché lo uso più di 4 ore al giorno e mi sta venendo un problema al polso. Per ora continuo col mio vecchio – di 5 anni – tablet che ha una bella tastiera – sperando che non schiatti. Niente iPod perché dovrei imparare tutto da zero). Ciao Lettori!
Teatro e Salute
Come d’abitudine, riservo il lunedì alla spesa, preceduta però dalla sosta al bar in piazza Onè di Fonte, sempre molto affollato di mattina, anche grazie al mercato. Il Corriere è libero; lo piglio e mi ritiro in un angolino in fondo dove mi concedo la lettura, in attesa della consumazione che arriva: croissant all’albicocca e cappuccino con la scritta ‘Buona giornata’ dentro un cuore di schiuma. Un extra gradito che mi strappa un sorriso. Cerco qualcosa che mi stimoli a scrivere che trovo a pag. 33 dedicata allo spettacolo. È l’articolo di Emilia Costantini: ‘Glauco Mauri, recito a 94 anni, con il teatro supero il dolore’ che mi cattura soprattutto per l’età dell’intervistato ancora sul palco. Confesso che ho una grande ammirazione per i grandi vecchi che combattono ancora, in barba all’età avanzata e agli acciacchi. Tra l’altro, all’attore marchigiano era capitato qualche anno fa un malore in scena all’Eliseo, durante I Fratelli Karamazov, poi superato. Mi sono un po’ documentata: Glauco inizia la carriera a 15 anni e si diploma all’Accademia Nazionale d’arte drammatica diretta da Silvio D’Amico. Per alcuni anni lavora con la ‘Compagnia Proclemer – Albertazzi’. Nel 1961 fonda la ‘Compagnia dei Quattro’ con Valeria Moriconi e altri. Partecipa a lavori televisivi della Rai e radiofonici. Nel 1981 fonda la ‘Compagnia Mauri – Sturno’ che propone un vasto repertorio di autori classici, tra cui Shakespeare, Pirandello, Brect. Curioso che abbia preferito vivere in albergo fino a 70 anni, trasferendosi poi sotto lo stesso tetto del palazzo dove viveva il compagno di teatro Roberto Sturno, mancato lo scorso settembre. Ritorno al titolo del servizio e alle parole “con il teatro supero il dolore’. La Recitazione, una delle 7 forme d’arte che allietano la vita è salutare e terapeutica. N.B. – Cari Lettori, da domani non potrò più postare il mio pezzo, perché il tablet, in uso quotidiano da quattro anni andrà in assistenza, spero per pochi giorni. Se riesco, programmo una poesia al giorno per i prossimi giorni, cui potrete rispondere se vi va. Io vi leggerò volentieri sul portatile in orario plausibile (no tardi). A presto! 🌻
Nina e Viola, amore incommensurabile
Nina, una bassottina di cinque anni e Viola, una gattina di circa due mesi sono diventate amiche per la pelle, dopo un incontro burrascoso. La micetta è stata abbandonata fuori dal cimitero di Loria, infreddolita e con gli occhietti purulenti, miracolosamente raccolta e soccorsa da Roberta, sorella di Lisa, persone sensibili che condividono con me l’amore per i quattro zampe. Era capitato anche a Pia in quel di Caerano, sempre zona camposanto, un torrido mattino di due mesi fa con l’adozione di Loly. Mi chiedo se il luogo non sia casuale. Comunque una benedizione per le gattine avere incontrato sulla loro strada le loro salvatrici. L’inserimento di Viola in famiglia è stato ‘burrascoso’ perché la bassottina non la gradiva, e nemmeno la vecchia gatta Lulù. Preciso che il fagottino, subito portato dalla veterinaria pesava solo tre etti e poteva avere 50 giorni. A suon di antibiotici, cure e una gran voglia di vivere, la deliziosa micina È tornata tra noi, il che è già quasi un miracolo. Oggi pesa 650 grammi e, cosa più straordinaria gioca con Nina che è diventata la sua babysitter, pardon catsitter. Giocano, si scambiano le cucce, si mordicchiano… è uno spettacolo vedere come interagiscono e si cercano. Quando Lisa o Roberta pronunciano il nome Viola, e l’oggetto del desiderio non è nei paraggi, si fa avanti Nina che le conduce sul posto, sotto il fogliame di un gigante Spathiphyllum – le mie amiche hanno anche il pollice verde – dove la piccola creatura sta giocando. Ovviamente le due piccole amiche sono state immortalate in varie foto dove Viola si confonde tra i peluche. Credo che assistere quotidianamente all’amicizia tra due animali domestici, dati impropriamente per nemici sia un piacere impagabile. Un esempio incoraggiante per altri salvataggi.
Bentornato Autunno
Alle 14,44 ora italiana arriva l’equinozio d’autunno , che segna l’inizio astronomico della nuova stagione. Quindi bye bye estate! Mi viene in mente il ‘DIALOGO di un venditore di almanacchi e di un passeggere’ di Giacomo Leopardi dove il venditore si dice certo che l’anno nuovo sarà migliore di quello passato. Il venditore simboleggia l’uomo comune, mentre l’altro che si pone delle domande rappresenta il filosofo. Morale della ‘favola’: il ripetersi delle vicende umane e l’impossibilità di cambiarle. Come il venditore, spero che l’autunno sia migliore dell’estate e ci risparmi sbalzi termici. Mi sorprendo, ma neanche tanto nell’apprendere dal Colonnello Francesco Laurenzi durante la trasmissione UnoMattina in famiglia che in età ellenistica, circa 300 anni a.C. l’autunno non esisteva, alternandosi la stagione fredda e quella calda. ‘Torneremo a coltivare i frutti tropicali, come al tempo dei Romani’ parole del succitato Colonnello. Mi preparo al passaggio dal lino alla lana, godendo di ciò che offre la stagione, colori soprattutto. Esemplare il pensiero di Vincent Van Gogh che mi giunge in un messaggio mattutino: “Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo’. Anche i poeti si sono fatti attrarre dalla stagione di mezzo, da Ungaretti a Carducci. Le ‘foglie chiacchierine’ di Marino Moretti fanno il verso a ‘I lunghi singhiozzi/dei violini/ dell’autunno/’ di Paul Verlaine. Devo ricordarlo alle componenti del blog verbanostra perché ci mettano del proprio. Mi impegno a farlo anch’io! Oggi è una bella giornata. Sono in buona compagnia delle sorelle Lisa e Roberta, con Nina e Viola (bassottina e gattina) che da sole garantiscono lo spettacolo e il buonumore. Buon Autunno a Tutti! 🍁
Ricami e Legami, romanzo
Se un furgone grigio si ferma davanti al mio cancello, so che è in consegna un pacco per me: la mia ultima opera Ricami e Legami che torna dall’autrice nella doppia proposta con copertina semplice, oppure rigida per una edizione più ricercata. L’acquisto avviene online su Amazon digitando il titolo del romanzo per chi ha dimestichezza con il computer,l oppure direttamente dalle mie mani. Grazie a Manuel ho potuto seguire questo percorso preferenziale che mi ha consentito di lavorare da casa dove la mia spalla si è occupato della parte grafica, scegliendo misure, formato, colori, impaginazione come se lo studio fosse una piccola redazione. L’emozione provata al ritorno del prodotto finito merita la descrizione. Dopo aver messo a dimora una decina di pansè e spostato le piante che vanno in riposo vegetativo, verso il tramonto un furgone grigio si ferma davanti all’ingres so, col motore acceso: scende un giovane corriere che mi chiede conferma dell’identità e mi consegna una scatola, precisando che pesa (so per esperienza che i libri pesano… ma la cultura alleggerisce). Su richiesta, me la porta gentilmente sotto il portico. Arriva il momento topico. Con molta cautela incido il nastro adesivo del voluminoso pacco, sperando di non fare danni, evitati perché sopra i libri c’è diversa carta appallottolata. Tiro un sospiro di sollievo e mentalmente mi congratulo con gli addetti alla confezione. Decine di copie sono sistemate col dorso rivolto sopra e noto una leggera differenza nella tonalità di fondo che mi fa pensare alle siepi alternate. Estraggo un paio di copie che controllo e fotografo: leggera diversità cromatica del fondo confermata, ma il suggestivo dipinto in copertina è integro. Nell’insieme non mi dispiace, perché consentirà di scegliere tra le due proposte. Sul fondo della scatola sono altresì alloggiate alcune copie con copertina rigida, un po’ più grandi e colorate, accattivanti. Le userò insieme con le altre durante la presentazione ufficiale del romanzo, venerdì 8 novembre ore 20.30 presso ex Municipio a Castelcucco. Comunque chi volesse procedere all’acquisto del libro per leggerlo prima, può farlo tramite il web – dove può lasciare una gradita recensione – oppure contattandomi tramite mail: adacusin@gmail.com o telefono fisso: 0423 56 36 02. Grazie, buona lettura! 🌻
