Colmelli in musica: quarto appuntamento nel parchetto di Via dei Tigli, a due passi da casa mia. Potrei seguire lo spettacolo dal portico dove mi godo la sera, ma non sarebbe la stessa cosa. Di fronte alle giostre per i bambini è stato montato il palco e decine di sedie gli fanno corona, diverse già occupate. In prima fila è seduto un signore che indossa una t-shirt nera con la scritta: “Fans di Sabrina Salvestrin”, l’artista che si esibisce nella duplice veste di cantante e fisarmonicista. Il repertorio prevede la proposta di brani degli Anni Settanta, italiani e stranieri. Apprezzo particolarmente quelli di Lucio Dalla, ma la cantante non si risparmia, alternando l’uso della fisarmonica alla sola voce. Un valore aggiunto alla performance, è vedere dietro il palco dondolarsi dei bimbi sulle altalene. Inevitabile un tuffo nel lontano passato quando la bambina che fui si divertiva sul biscol. E poi, che facevo negli Anni Settanta per non ricordarmi di aver sostenuto questo o quel cantante? Ah ecco, ero impegnata nello studio, non proprio ‘matto e disperatissimo’ come quello di Giacomo Leopardi, comunque tosto. Fino alla laurea poche distrazioni, musica compresa. Poi è andata un po’ meglio, tenendo tuttavia il divertimento a margine. Convengo che la musica sia un ottimo collante tra le persone, più di altre forme artistiche che richiedono maggiore introspezione e coinvolgimento. Non sono una patita di canzoni ma ho le mie preferenze dove trovo Riccardo Cocciante, Mia Martini, Aznavour, Ermal Meta, Cesaria Evora, cantante capoverdiana struggente che ascoltavo in sottofondo mentre scrivevo l’ultimo romanzo. Invece non mi entusiasma più come una volta la musica popolare, allegra ma ripetitiva. Perciò quando Sabrina attacca con i noti valzer mi alzo e raggiungo Antonella, la vice sindaco per alcune informazioni. Da casa gusto la parte finale del concerto, un gradito regalo estivo del Comune agli abitanti di Castelcucco e non solo.
Mese: luglio 2024
San Benedetto, Patrono d’Europa
Oggi San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa. Fondatore dell’Ordine dei Benedettini, introdusse un nuovo modello di vita monastica basato sulla preghiera e sul lavoro secondo il motto ‘Ora et labora’/Prega e lavora. Scrisse per i suoi monaci la Regola che prescrive povertà, obbedienza e alternanza di impegno e lavoro. Visse tra il 480 e il 547 d. C. durante le guerre gotiche tra Goti e Bizantini, in una delle epoche più travagliate della storia d’Italia. Grazie ai monaci benedettini, l’Europa del Medioevo sopravvisse nonostante le invasioni barbariche e la decadenza dell’Impero romano, portando avanti modelli e leggi di vita e di civiltà. Di famiglia aristocratica, Benedetto aveva per sorella gemella Scolastica che visse all’ombra del fratello e come lui divenne santa. Una volta si festeggiava san Benedetto il 21 marzo – da qui il proverbio ‘san Benedetto, la rondine sotto il tetto – poi la data è slittata all’11 luglio, da quando Papa Paolo VI ha proclamato san Benedetto da Norcia Patrono d’Europa, il 24 ottobre 1964. Siccome il mio compleanno è il 22 marzo, mi veniva facile raccomandarmi a san Benedetto, tra l’altro protettore di monaci, speleologi, architetti ed ingegneri. Devo ricordarlo al Dottore in Ingegneria Manuel, prossimo Ingegnere patentato. Trovo stupefacente che due membri della stessa famiglia abbiano fatto lo stesso percorso spirituale, in parte anche umano dato che sono morti a breve distanza uno dall’altra. Santa Scolastica viene festeggiata il 10 febbraio ed è la protettrice delle puerpere, delle monache benedettine e dei bambini che soffrono di convulsioni. Non sono esperta di agiografia (che si occupa della vita dei santi) ma credo che la vicenda di Benedetto e Scolastica potrebbe insegnarci qualcosa riguardo l’educazione dei figli.
Libro n. 13
Pomeriggio caldissimo ieri. Verso le quindici suona il campanello. Da dentro intravedo il furgoncino grigio di Amazon: intuisco che sono arrivate le copie della mia ultima fatica letteraria, un giorno prima del previsto. Il corriere di colore – scusate il gioco di parole – mi chiede se Ada sono io e appoggia uno scatolone sul pilastro del cancelletto, allertandomi che è pesante. Gli chiedo gentilmente di portarmelo sotto il portico e depositarlo sopra uno sgabello, più a portata di mano. Detto, fatto. Non lo apro subito perché la temperatura è luciferina, inoltre un po’ di suspence renderà più piacevole il controllo che avviene verso il tramonto. Apro con cautela lo scatolone, per non danneggiare nessun libro e mi appare una sventagliata di verde rasserenante, il colore scelto per il fondo, in quanto i libri sono rivolti con la copertina all’interno. Giro in su le prime copie e la tonalità dominante dell’aranciato mi trasmette una carica di adrenalina. L’autore del dipinto, Noè Zardo non poteva fare di meglio per esprimere l’ammirazione nei riguardi della vita che si forma nel grembo femminile. Non è la prima volta che ho tra le mani una mia creatura letteraria, ma confesso che l’emozione si rinnova ogni volta. La prima successe nel 2008 quando andai con la pandina color pavone a prelevare 400 copie di C’era una volta l’ostetrica condotta, dedicato a mia mamma, mancata l’anno prima. L’emozione che provai tornando a casa con l’utilitaria piena di scatoloni con centinaia di copie è ben viva nella memoria. D’altronde i libri sono parte dell’autore, un po’ come figli. Ho affidato l’ultimo che è il 13esimo della collana a una tipografia online. Cambiata anche la modalità di consegna, ora a domicilio. L’autrice sono sempre io. Attendo il riscontro dei lettori.
Giallo sul Piave
Che bel ragazzo, Alex Marangon trovato morto sul greto del fiume Piave non per fatalità ma assassinato. Il giallo aleggia sulla fine del giovane barman di Marcon (VE) che aveva partecipato a un rito sciamanico nell’abbazia sconsacrata di Vidor. Non sapevo dell’esistenza dell’abbazia e qualcosa mi ricordo della parola ‘sciamano’, emersa in altri contesti. In sintesi, lo sciamano è un uomo capace di fare il mediatore tra il mondo umano e quello soprannaturale degli spiriti, dei morti e dell’aldilà. Devo aver letto qualcosa in passato, poi alcuni personaggi con questo ‘ruolo’ sono balzati alla ribalta della cronaca, anche nel caso di Ylenia Carrisi, la 24enne figlia di Al Bano e Romina Power, scomparsa a New Orleans il 6 gennaio 1994 in circostanze misteriose. l’Asia centrale e settentrionale è considerata la patria dello sciamanesimo e lo sciamano è una sorta di sacerdote, guaritore, mago…figura stimata ma anche temuta. Solo a parlarne mi viene l’ansia. Invece Alex aveva già partecipato a due riti sciamanici, chissà cosa lo attraeva, cosa cercava. Un amico dice che era preoccupato. Pare che durante il rito venga assunto un intruglio con erbe psicotrope, dagli effetti incontrollabili e che Alex volesse curare l’asma. Il contorno di questa vicenda è inquietante. Stride con la bellezza e vitalità del giovane la scelta di una spiritualità sinistra che in cambio di ‘viaggi’ mentali compromette la lucidità. Chissà cosa potrebbe dirci lui, se potesse parlare. Mi chiedo quanti siano i giovani e meno giovani disposti a barattare l’equilibrio psico-fisico con emozione forti, extrasensoriali. Va da sé che ognuno può fare ciò che vuole, purché non limiti la libertà altrui e men che meno ne comprometta la vita. “Si muore per tante ragioni, ed anche senza ragione” diceva il giudice Giovanni Falcone. Magari bisognerebbe chiedersi anche per cosa si vive.
L’allievo ha superato il maestro
Alle 2.39 di domenica mattina Manuel mi invia il pdf della locandina sulla mia ultima opera, con i segnalibri di riferimento, precisando: “Attendo indicazioni per le correzioni”, seguito da Buonanotte e tre punti esclamativi. Io a quell’ora sto dormendo e prendo visione del lavoro fatto appena mi alzo. Sono orgogliosamente stupefatta: ha combinato la foto della copertina del libro con il testo esplicativo accanto, riportando sotto le indicazioni operative per l’acquisto. Nessuna correzione da apportare, l’allievo ha superato il maestro! D’altronde Manuel è dottore in ingegneria e tra poco, dopo l’esame di stato sarà Ingegnere a tutti gli effetti. È talmente bravo in tutto, che non serve neanche che tifi per lui. Grazie alle sue varie competenze sperimento un nuovo modo di presentare e diffondere il mio romanzo Ricami e Legami, frutto della mente ma anche un prodotto commerciale che necessita di “marketing’, come dice lui. Pertanto mi attivo per quel che posso. Quindi vado a Fonte, come di consueto il lunedì. Dopo la sosta al bar Milady mi dirigo in cartoleria alla Fontese dove sono praticamente di casa. Punto diritta da Giorgio che sta lavorando al computer. Gli chiedo di stamparmi locandine, volantini e segnalibri tutti d’un botto, sottovalutando che è da solo nel reparto ufficio-cartoleria (anche se il padre Gianni sbuca sorridendo per un attimo dal retrobottega ) e che il lunedì, giorno di mercato è una mattina movimentata. Ma percepisco che il giovane ha un occhio di riguardo per i clienti assidui e, tra una richiesta e l’altra mi accontenta. In capo a un’oretta e con una spesa modesta mi porto via gli ‘annessi e connessi’ del romanzo che nelle passate edizioni mi forniva la tipografia. La versione self publishing di quest’ultimo romanzo mi consente di apprezzare le abilità di chi opera in pratica a chilometro zero, fornendo comunque un servizio buono e rapido.
‘Al cuore della democrazia’
Si conclude oggi la Settimana sociale dei cattolici in Italia con la messa celebrata da Papa Francesco in Piazza Unità d’Italia a Trieste. Sono migliaia le persone che hanno preso parte ai lavori congressuali; oltre agli 80 vescovi, 310 giovani e 368 donne. Sui giovani intendo soffermarmi perché hanno collaborato per un progetto allargato, fornendo ognuno un pezzeto di stoffa di cm. 30 X 30 allo scopo di realizzare una maxi tovaglia di 90 metri che è stata infine esposta nella splendida piazza: il tema della settimana: ‘Il cuore della democrazia’ accompagna l’elaborato di tante mani, contro l’indifferenza che viceversa è nemica della democrazia. Ho sentito parlare del progetto ieri, durante la trasmissione A sua immagine e lo trovo accattivante. Mi fa pensare ad altri lavori di artigianato, realizzati con il concorso di molte mani femminili, come le coperte. Comunque l’intenzione va oltre il prodotto e tanto di cappello a chi si adopra. Tra l’altro Trieste mi è rimasta un po’ nel cuore da quando l’ho visitata con le classi di scuola media in uscita didattica, il che è successo almeno tre volte. Luoghi simbolo: il Parco della Rimembranza, san Giusto, la libreria antiquaria di Umberto Saba e il castello di Miramare. Mi piacerebbe tornare durante la barcolana, ma dopo un incidente per disattenzione altrui (con frattura dello sterno) ho maturato una certa disaffezione alla guida che mi limita. Non escludo che possa succedere in seguito. Un valore aggiunto per me, è che mia madre Giovanna era friulana ed ho assorbito aspetti piacevoli della regione, anche gastronomici. Per non parlare della spiaggia di Lignano Sabbiadoro che ho frequentato vari anni e trovo rilassante già dal nome. Quanto alla Piazza Unità d’Italia, giustamente definita “Il salotto di Trieste” è la piazza più estesa d’Europa che si affaccia sul mare: uno spettacolo!
Fibra ottica e…fibra costituzionale
Ieri mi è stata installata la fibra ottica. Racconto com’è andata. La sera prima una rapida chiamata mi informa che un dipendente della Vodafone sarebbe arrivato alle nove. Alle 8.40 suona il campanello: un giovane con la barba si presenta per eseguire il lavoro e chiede di fare un rapido sopralluogo della zona giorno. Lo raggiunge un collaboratore alto e nero, originario del Senegal (lo scoprirò dopo un paio d’ore, alla fine del lavoro). Intuisco a malapena quello che dovranno fare e li lascio lavorare. Ad un certo punto sento che scavano in giardino dove scoperchiano un tombino di cui mi ero scordata l’esistenza: da lì fanno passare il cavo in fibra ottica che sostituirà quello in rame, seguendo il percorso dell’Enel, ritenuto il più idoneo. Qual è il vantaggio? Velocizzare la trasmissione dei dati, utilizzando al meglio i dispositivi elettronici connessi con la rete internet. Sono stata persuasa a chiedere l’intervento da Manuel, il mio factotum di fiducia in concorso con mio figlio. Mi considero ‘social su misura’ nel senso che mi servo della tecnologia in base al bisogno, senza strafare. Le matite mi sono ancora familiari, le uso per appuntare spese e impegni sul calendario, ma è evidente che consentono un uso molto limitato. Adesso che ho un ‘Amazon Author Central’ (= una mia pagina autore) per condividere informazioni con i lettori e presentare Ricami e Legami, la mia ultima opera letteraria mi torna utile adeguarmi. Dopo circa un’ora, i due tecnici completano il lavoro in entrata dove si trovano telefono e modem, con dei giganteschi “bracciali” di fili che fanno passare minuziosamente per le canaline passacavi sulla parte bassa della parete. Infine Salvatore sostituisce il vecchio modem con quello verticale, mi dà le istruzioni del caso e controlla la velocità di connessione sul portatile, rapidamente aumentata. Adesso non ho più scuse: devo darmi una mossa anch’io!
Il capodoglio Salvatore
Nelle acque tra Ischia e Ventotene torna l’enorme capodoglio Salvatore, in compagnia di altri ‘amici’. Lo avevo sentito ieri mattina in coda al telegiornale delle sette e ho recuperato la notizia, grazie all’informazione di una fedele lettrice dei post. Partiamo dal nome: si chiama così per il grasso che si ricava dalla sua testa (da capo d’olio). L’enorme cetaceo è anche il più grande predatore esistente. Il suo corpo misura fino a 18 metri (la femmina un po’ meno) ed il piccolo alla nascita ne misura già 4. Vive fino a 80 anni e continua a crescere anche a 30 – 40 anni. È un ‘cervellone’ oceanico, nel senso che la testa è enorme, circa 1/3 del corpo e il cervello è il più grosso dei mammiferi, dal momento che pesa bene 9 chili. È un campione delle immersioni, cui si dedica per alimentarsi in profondità. Il suo intestino produce una sostanza fortemente odorosa – l’ambra grigia – utilizzata per la realizzazione di profumi. Curioso che dorma in verticale, non per scelta, ma per sopravvivenza. Credo che sia imparentato col delfino, dato che appartengono entrambi alla famiglia dei cetacei, sottordine Odontoceti che presentano nella bocca denti di forma conica tutti uguali fra loro. I capodogli sono creature acquatiche docili e naturalmente curiose nei confronti degli umani. Vivono in tutti gli oceani e nel mare Mediterraneo. In Italia, il Santuario dei cetacei si trova in Liguria, a Imperia. Tornando al capodoglio Salvatore, lui è ormai di casa a Ischia. Immagino l’emozione che può procurarne l’avvistamento ravvicinato. Spaziando, i delfini sono protagonisti anche al cinema con film di animazione per ragazzi, tipo Blu e Flippy – Amici per le pinne (2023), una magica fiaba marina. La storia del cinema è piena di film con delfini, loro malgrado protagonisti. Il che fa riflettere sul loro sfruttamento “come attori’ nel passato, oggi per fortuna superato.
Tecnologia e Amicizia
In coda al telegiornale delle sette sento parlare di un delfino che è diventato popolare nei social e mi riprometto di dedicargli il post odierno. Però non mi appunto nulla e vado al mercato in paese, dove incontro anche Lucia. Tra una bancarella e l’altra, mi dimentico del simpatico mammifero acquatico e quando rientro non riesco a recuperare le informazioni per imbastirci un pezzo. Per la legge del contrappasso, oggi niente cronaca, meno che mai nera. Allora mi butto sul personale letterario e informo di una novità che riguarda il mio ultimo romanzo Ricami e Legami che da oggi è disponibile oltre che cartaceo anche in formato Kindle. La parola deriva dal verbo inglese to Kindle che significa accendere un fuoco, per estensione muovere un’emozione. Si tratta di un lettore di ebook o di libri elettronici commercializzato da Amazon. Gli ebook non sono altro che libri normali digitalizzati, cioè invece di essere stampati su carta sono file. Me ne aveva parlato tempo fa un’amica che legge parecchio: adesso aggiungo alla mia collezione l’ultimo prodotto, nella duplice veste cartacea e digitale. Ovviamente non per merito mio, ma grazie alle competenze di Manuel, ragazzo dalle stupefacenti abilità. Mi ritrovo ad avere un blog, un sito, una pagina Instagram ed ora un account Amazon senza aver mosso un dito, salvo che sulla tastiera del computer per scrivere le mie storie e le mie poesie. Trovare la persona giusta al momento giusto equivale a un doppio vantaggio: che si tratti di un mio ex allievo è come una buonuscita extra che arricchisce il mio stato di pensionata. La creatività è un terreno che unisce le generazioni, favorisce gli scambi culturali e solleva lo spirito. La tecnologia consente di alleggerire il viaggio in compagnia.
Condanna e fuga
Condannato all’ergastolo, scappa, come è possibile? È il titolo che leggo in sovrimpressione durante la trasmissione Diario del Giorno, appena riemersa dal mio riposino pomeridiano. Giacomo Bozzoli, condannato in Cassazione per la morte dello zio Mario sparito a Marchegno (Brescia) nove anni fa nella fonderia di famiglia, è a sua volta sparito, compresa la moglie e il figlio. Si suppone per sottrarsi alla giustizia che ci ha messo un bel po’ per addivenire alla condanna, dandogli tutto il tempo di organizzare la sua fuga in un Paese dove potersi eclissare. Sento usare spesso la parola ‘garantista” dagli ospiti in trasmissione, di cui grosso modo conosco il significato. A suo tempo, con la Laurea in Lettere in tasca mi era venuta l’idea di iscrivermi a Legge, ma poi è prevalsa la scelta di coltivare la Letteratura, a me più congeniale. Meno male, ho evitato di sentirmi coinvolta in fatti tanto brutti che tuttavia non mi lasciano indifferente. In sostanza il garantismo – dottrina politica sviluppatasi nel corso dell’Ottocento liberale – si basa sul rispetto dei diritti individuali e delle garanzie costituzionali. Semplificando: il sospettato di un delitto non può dirsi tale, se non in via definitiva, cioè con la sentenza di terzo grado in Cassazione. Una procedura rispettosa e lunga che consente al malintenzionato di organizzarsi, onde evitare di scontare la pena. Ma non toglie l’onta di quanto commesso dal 39enne Giacomo in concorso con due operai, uno dei quali addetto al forno si tolse la vita sei giorni dopo la sparizione dell’imprenditore. Il movente del delitto: incompatibilità tra zio e nipote nella gestione dell’azienda. Bruttissima storia che richiama il film “Parenti serpenti”di Mario Monicelli del 1992, commedia amara sulla famiglia italiana. Ma la cruda realtà va ben oltre.
