Ieri e Oggi

Fui a Napoli (stavolta il passato remoto è d’obbligo) oltre cinquant’anni fa, durante la gita scolastica con i miei compagni liceali del penultimo anno. Sosta rapida per proseguire verso Pompei di cui ho ricordi più nitidi. Comunque un episodio, verificatosi alla discesa dal treno lo ricordo eccome: una frotta di ragazzini ci aveva accerchiati, con la pretesa di portarci (via) le borse e gli zaini. Non cedemmo e non ho memoria che qualcuno del gruppo sia stato alleggerito. Però l’intenzione degli ‘scugnizzi’ era palese. Raccontata così può fare sorridere, però rattrista constatare che le cose siano alquanto peggiorate. Mi riferisco alla sentenza che ha comminato vent’anni di galera – il massimo della pena per un under 18 – al giovane 17enne che ha sparato a GioGiò, Giovanbattista Cutolo, il musicista 24enne intervenuto in una lite in difesa di un amico e ucciso a Napoli lo scorso 31 agosto. Lo ha deciso il gup del Tribunale dei Minorenni di Napoli. Tensioni alla fine dell’udienza. Daniela Di Maggio, la madre della vittima dice: “È una rivoluzione”. Cordoglio per la vittima e comprensione per la madre che si è battuta per mantenere il ricordo pulito del figlio bravo e sfortunato. Non so come stia l’altra madre. Mi impressiona sentire che il giovane killer girasse armato già a 13 anni e che fosse noto alle forze dell’ordine. Se tanto mi dà tanto, confrontato questo agire col tentativo di furto dei giovani invadenti la scolaresca in gita negli Anni Settanta, le cose sono alquanto peggiorate, almeno relativamente alle bande giovanili che girano armate. Ovvio che non tutti i giovani napoletani sono pericolosi. Però aleggia il sospetto che la degenerazione culturale abbia preso piede anche nelle famiglie dove un minorenne gira armato. Spero in un salutare cambiamento, grazie anche a pene certe e adeguate (da estendere pure ai genitori omissivi).

Fiori e Poesia

Oggi 20 marzo equinozio di Primavera, evento astronomico che sancisce l’ingresso ufficiale della stagione primaverile nell’emisfero boreale. Non entro nel merito sul perché la data cambi ogni anno, invece ricordo che la parola equinozio deriva dal latino ‘aequus’= uguale e ‘nox’= notte, ovverosia la durata del giorno è uguale a quella della notte, 12 ore. Lasciando l’ambito scientifico, oggi è anche la Giornata Mondiale della Felicità che nel mio caso è favorita dai fiori, bene per gli occhi e per l’animo. Mi concentro su ciò che vedo a metro zero, cioè a casa mia. Nelle fioriere sono sbocciati i giacinti e alla base del glicine c’è un’isola enorme di viole. Il pesco selvatico si sta vestendo di rosa ed è sbocciato il primo tulipano giallo, il mio colore preferito. L’erba cresce a vista d’occhio. Da un paio di giorni sento delle tosaerbe in servizio e dovrò provvedere anch’io. Le piogge dei giorni precedenti hanno fatto cadere i petali delle piante da frutto in fiore, mentre fioriscono un paio di ‘selvatici’ che si sono ‘accasati’ tra la siepe di fotinia che ha emesso le foglie color mattone che mi piacciono tanto. Tra un po’ sarà una meraviglia fare il giretto mattutino per il giardino a caccia di esemplari da immortalare. Raccolgo anche qualche piccolo bouquet da mettere accanto al quadro di mia madre che come me amava i fiori. Adesso che ci penso, mi sarebbe stato congeniale il nome Fiore… ma tutto sommato meglio che sia incarnato dal mattatore Rosario Fiorello. Avrei portato volentieri anche Flora, Ortensia, Margherita, Iris …e giù con l’elenco, per indicare quanto sia spiccata la mia simpatia per queste creature. A proposito, un fiore è il protagonista della poesia che è stata selezionata per la Rassegna POESIA dalle terre dell’Alpe Madre – Monte Grappa in versi. È intitolata Il Geranio Color Corallo. La leggerò sabato 23 ore 15, durante lo spazio dedicato a ‘I Poeti si raccontano’ nella Tenuta Baron, via san Pio X, 17. Per chi ama fiori e versi. 🌷

Arte e Artigianato

Oggi 19 marzo, Confartigianato celebra la terza Giornata Nazionale della Cultura Artigiana. L’evento si svolge a Pesaro, capitale della cultura italiana 2024. Gli Artigiani incarnano valori quali la creatività, la dedizione, l’abilità, la dedizione. Oggi è anche San Giuseppe Artigiano. Il saper fare è alla base dello spirito creativo delle piccole imprese nell’economia e nella società, capaci di conquistare il mondo con l’eccellenza dei loro prodotti, combinando saperi antichi e innovazione. Tra l’altro, le aziende etiche venete “che rendono possibile l’impossibile”- con 2400 imprenditori coinvolti e 93 progetti sostenuti – sono un fiore all’occhiello in questo ambito. Il Gazzettino ne dà notizia a pag. VIII del quotidiano odierno. I prodotti made in Italy sono apprezzati negli svariati ambiti: gastronomia, arredamento, sartoria… sono meravigliata dall’abbondanza di prodotti che escono come pezzi unici dalle mani dei solerti artigiani che si dedicano con passione a produrre opere uniche. Non a caso la parola artigiano contiene la parola arte che la dice lunga. Pertanto, l’artigiano crea un prodotto unico che comunica emozioni come un’opera d’arte. Per non allontanarmi dal santo del giorno, mi risulta che facesse il falegname, lavoro assai importante e ricercato anche oggi, sebbene compiuto con l’ausilio di macchinari e della tecnologia. Ho avuto bisogno dell’intervento di Mario, falegname per la manutenzione degli scuri e delle travi dei portici. Quando andavo in falegnameria da Gino, entravo in un ambiente pieno di trucioli dorati che mi dilatavano le narici. In casa ho due manufatti religiosi in legno che mi parlano di terre lontane. Adesso che ci penso, anche un pettine artigianale proveniente dall’Africa comperato in un mercatino tempo fa. Perché l’arte è un mezzo di comunicazione sociale, mentre l’artigianato esprime i suoi prodotti con un linguaggio universale.

Bonus psicologico

Da oggi 18 marzo fino al 31 maggio prende il via il Bonus Psicologico, per intraprendere percorsi psicoterapeutici. Mi sembra un’ottima iniziativa, per andare incontro a chi soffre a causa di qualche disagio, con un contributo massimo € 1500. È risaputo che la pandemia – oggi è la Giornata Nazionale in Ricordo delle Vittime del Covid – ha reso più fragili molte persone, compresi i giovani costretti al lungo isolamento. Ma anche parecchi anziani, più o meno soli non se la passano bene. Gli adulti non sono esenti da ansia e talvolta ossessioni, dovendo badare da una parte ai figli in crescita e dall’altra a genitori bisognosi di cure. Per il momento, credo di appartenere alla classe non interessata dal provvedimento, nonostante il parere contrario di mio figlio che mi considera un’ansiosa cronica. Comunque sono ricorsa in passato alla consulenza di un paio di professionisti del campo; con uno è stato un buco nell’acqua perché mi sembrava più problematico di me. Non c’è da vergognarsi ad ammettere di avere delle fragilità. Peggio è negarle, rovinando l’anima – e non solo – a chi subisce gli alti e bassi dell’umore. In passato, mi era venuta l’idea di iscrivermi a Psicologia per ottenere la seconda Laurea, ho comperato un paio di libri ed un corso di Psicologia in videocassette. Poi mi sono ricreduta, perché tra gli esami da sostenere c’era abbastanza matematica che non era proprio una materia facile per me. Mi è rimasto l’interesse per certi comportamenti umani ‘bizzarri’ e il desiderio di risolvere da sola eventuali problematiche in ambito relazionale, ovviamente senza sostituirmi ad un professionista. Gli psicologi oggi in Italia sono più di 60.000, impiegati in vari ambiti. Non pochi, ma con pochi pazienti: in Italia, solo una percentuale di chi prova un disturbo psichico – dall’8 al 16% – decide di incontrate un professionista. Il che induce a pensare che andare dallo psicologo è ancora un tabù. Da smontare.

Dolceria

17marzo 1861, nascita dello Stato italiano. 17 marzo, si festeggia San Patrizio che introdusse il Cristianesimo in Irlanda durante il V secolo dopo Cristo. Mirca, un’alunna delle medie compie gli anni in questo giorno. Lo ricordo perché era buona abitudine tenere l’aggiornamento dei compleanni in classe – sempre apprezzati, un po’ come l’appello delle emozioni – che prevedeva anche il mio, prossimo. Pare che oggi sia anche la Giornata Mondiale delle Torte: che sia una dolce ricorrenza, non ci piove. Siccome sono piuttosto golosa e pigra, mi concentro sull’abbinamento con le torte, che dona alla giornata un alone di festa. Non sono un’esperta, ma potrei essere una buona cavia per chi ne avesse bisogno. Credo non mi sarebbe dispiaciuto frequentare l’istituto alberghiero, sebbene non rinneghi il liceo classico, che mi ha nutrito in altro modo. Non ho una lunga esperienza ai fornelli – la cucina non è il mio ambiente preferito – ma mi diletto in ‘Dolceria’, come chiamo la mia sosta per realizzarvi muffin vari gusti da quando sono in pensione, ovverosia da circa otto anni. La misura del muffin come dolcetto monodose si presta ad essere donato e consumato senza sensi di colpa. Inoltre variarne il ripieno – con frutta e marmellata – evita l’assuefazione al gusto. In pratica, il muffin è come una mini fetta di torta, più ‘spendibile’ e godibile. Tra i miei contatti, c’è chi preferisce la variante con mandorle e carote, pere e cioccolata, mele e cannella…e da ultimo con crema al limone (realizzata coi miei limoni). In calendario, resta da replicare la crostata, la classica torta di mele e lo strudel che ogni tanto metto in forno. Con la Pasqua imminente qualcosa farò, ma senza impegno perché l’artrosi mi limita. Per oggi mi concedo un…dolce ripasso! 🎂

Il cuore oltre l’ostacolo

Anch’io ringrazio il brigadiere che ha sottratto una donna alla furia del suo aggressore. L’ho sentito per telegiornale e rivedo la storia durante la trasmissione pomeridiana Diario del Giorno. Succede a Novi Ligure (AL). Carlo Pulcino, 71enne, già brigadiere capo dei Ros soprannominato ‘Mastino’ interviene in soccorso di una donna aggredita per strada dal suo compagno, sottraendola alla furia che poteva rivelarsi fatale. La vittima dell’aggressione è una albanese 41enne intenzionata a separarsi. In questa storia, senza fine drammatico grazie all’intervento del militare in pensione, fanno da triste contraltare i curiosi che durante il fatto filmano col telefonino, senza intervenire in aiuto della vittima. Intervistato, il brigadiere afferma: “Carabinieri si nasce”. D’altro canto mi viene da aggiungere che cittadini si diventa, agendo in situazioni d’emergenza. Senza cercare visibilità nei social. La professione aiuta, come nel caso del militare a far riemergere lo spirito di servizio, ma non tutti sono animati da solidarietà e altruismo. Tuttavia, buttarsi a capofitto in una situazione ad alto rischio oppure limitarsi a registrare la scena, per poi metterla sui social ce ne passa. Provo ammirazione per chi getta il cuore oltre l’ostacolo, che sia in divisa oppure no. Conosco persone coraggiose che lavorano in ambiti diversi e si prodigano a favore altrui, senza ricerca di notorietà. È il caso dei volontari, angeli custodi terreni che sostituiscono, in molte situazioni familiari inesistenti. Ometto nomi e cognomi per rispetto della privacy. Mi conforta sapere che in Italia sono molte le persone iscritte ad associazioni di volontariato, circa 7 milioni. Ovviamente fare del bene non richiede titoli particolari. Ma possedere un grande cuore sì! Il cuore oltre l’ostacolo

Scrivere è un bene di Dio

Il 19 marzo esce l’autobiografia di Papa Francesco, intitolata “Life. La mia storia nella Storia”, scritta con il vaticanista e amico personale del pontefice Fabio Marchese Ragona. Intanto complimenti al Papa che a 87 anni (Buenos Aires, 17 dicembre 1936) e salute cagionevole, tra i fitti impegni ha trovato il modo di raccontarsi. Il ruolo di ‘autore’ lo rende vicino alla mia attitudine a scrivere. Apprezzo la sua vitalità che si espande anche in ambito letterario. Forse l’opera gli consente di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, dal momento che ha detto: “In Vaticano c’era chi aspettava la mia morte”. Suppongo si tratti di un libro-confessione dove l’autore espone momenti della sua vita. Riferito al titolo, mi attrae il sostantivo ‘storia’ scritto una volta minuscolo e un’altra maiuscolo. Intuisco che Jorge Bergoglio si collochi umilmente nel suo percorso terreno, dentro il grande anfiteatro mondiale. Mi auguro che la scrittura gli sia stata terapeutica. Viceversa, spero gli siano stati evitati i grovigli connessi con la pubblicazione del libro, esperienza che ho fatto e continuo a fare con notevole dispendio di energie. Comunque, scrivere è un modo di esprimersi, di comunicare. Poterlo fare, a qualunque età è un bene di Dio, locuzione quanto mai adeguata. L’autobiografia uscirà in Europa e in America con HarperCollins, il Corriere della Sera è il primo quotidiano che ne ha pubblicato alcuni stralci. Tra le anticipazioni, anche una preoccupazione sull’ambiente: “Il tempo sta per scadere, non ci rimane molto per salvare il pianeta” e un invito ai giovani “a fare rumore”, senza ricorrere a violenze e senza “deturpare le opere d’arte “. Esemplare.

Gli esami non finiscono mai

È risaputo che la patente va rinnovata in coincidenza del compleanno. Pertanto è un’occasione sia per riflettere sul tempo che passa, sia un banco di prova per verificare la tenuta delle proprie capacità psico-fisiche. Col procedere degli anni e qualche doloretto, un po’ di ansia mi prende quando raggiungo la sede Aci di Casella d’Asolo, frequentata anche negli anni passati per sbrigare pratiche analoghe. Sorrido al pensiero che una decina d’anni fa, tornando da una riunione nel vicino Istituto comprensivo scolastico, per stanchezza e sbadataggine caddi dentro la ‘piscina’ delle ninfee, rimettendoci cellulare e orologio. In seguito, per consolarmi feci una sorta di servizio fotografico ai fiori acquatici che a breve fioriranno. Sono un po’ in anticipo. Verso le 16.30 sembra sia scoppiata l’estate. Ci sono diverse persone prima di me, presumo per la stessa pratica o simili. La segretaria riceve foto e restituisce moduli. Nella stanza accanto la collega riceve i pagamenti. In una zona più riservata il dottore effettua le visite per il rinnovo della patente. È lo stesso dell’altra volta: cordiale, rapido, intuitivo. Può darsi che mi riconosca. Dopo il controllo della vista e dell’udito, si accerta che stia bene in salute e mi congeda. Mi farà piacere se lo rivedrò tra tre anni. È andato tutto liscio, l’ansia si è stemperata come un battito d’ali che mi riporta alle farfalle e ai fiori, ninfee comprese. Alleggerita di un peso, raggiungo l’auto e mi riprometto di tornare tra un mesetto a fotografare lo specchio d’acqua decorato dagli esotici fiori, trasferiti sulla tela da Claude Monet, ‘l’amante delle Ninfee’. Il pittore impressionista le amava tanto che realizzò circa 250 quadri dello stesso soggetto. A me basta fotografarle.

Vitalità del Tango

Vedo con piacere il programma ‘Dalla Strada al Palco’ in onda sul secondo canale il martedì sera, condotto con maestria dal cantante Nek, alla terza edizione. Il titolo è accattivante e profetico, perché già anticipa il percorso artistico dei vari partecipanti, esperti di varie discipline: musica, giocoleria, acrobazia…e chi più ne ha più né metta. Il pubblico in sala vota il migliore tra quelli che si esibiscono, due dei quali vanno in finale, più un terzo recuperato dai due ospiti-giudici della serata che cambiano ad ogni puntata. Interessanti le clip che anticipano le varie performance di artisti per lo più autodidatti. Sebbene il programma sia lungo e chiuda a mezzanotte, merita. Mi concentro sulla coppia di ballerini di tango, ripescata ieri sera per la finale, Alexandre e Mariana: straordinari! Di origini brasiliane, vivono a Napoli. Fasciata in un lungo vestito rosso, con la schiena scoperta, capelli rigorosamente raccolti a chignon, la tanguera ruota il polpaccio con accortezza, mentre il partner la fa volteggiare come un fuscello. La musica è intrigante, ma la danza sulle note è stupefacente. Un po’ me ne intendo, perché anch’io ‘in illo tempore’/diversi decenni fa fui ballerina di tango e vinsi pure un paio di gare. Al di là delle origini di questo ballo di coppia, nato nei sobborghi di Buenos Aires e Montevideo intorno al 1880 mi piace il tessuto emotivo fatto di malinconia, forza, struggimento, voglia di riscatto, passione, eleganza. È diventata per antonomasia la danza del corteggiamento e questo ne fa un valore aggiunto. Condannato dai vescovi francesi che lo ritenevano ‘peccaminoso’ per fortuna il tango fu sdoganato da Pio X, che però preferiva La Furlana, una danza veneta. Insomma, tra passato e presente, il tango ha di sicuro un futuro!

Haiti, paradiso e inferno

Haiti, la “Perla delle Antille”, “La prima repubblica nera indipendente della storia moderna” è in mano alle bande armate che raccattano per strada bambini-soldato. Carlotta, una aretina in missione per una Ong che si trova nella capitale Port-au-Prince afferma che è difficile aiutare chi soffre. Non stento a crederle. Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492, ex colonia francese ha ottenuto l’indipendenza nel 1804. P.aese agricolo che vive grazie alle esportazioni di caffè, zucchero, cotone, cacao è uno dei più poveri del continente americano: l’80% della popolazione vive in uno stato di povertà degradante, mentre il 54% vive con meno di un dollaro al giorno. Negli ultimi dieci anni è stata colpita da una serie di cataclismi. Attorno alla capitale è stato esteso lo stato d’emergenza fino al 3 Aprile prossimo. Strade ed edifici della capitale sono in mano a bande armate. Il pericolo guerra civile si fa sempre più vicino. 15.000 persone sono già fuggite e di queste il 30% sono ragazzi in età scolare. “Haiti è il luogo giusto per chi voglia esplorare una ricca cultura, la più africana della regione. Offre l’opposto di una vacanza senza pensieri” è ciò che recita un depliant, rafforzato dai recenti eventi d’attualità. Al netto della drammatica situazione politica, lo immagino un luogo bellissimo, un piccolo paradiso in terra fatto di acque turchesi, palme ombreggianti, sabbia finissima. Il clima è tropicale, umido e caldo. Eppure proprio in questo eden si sta consumando un disastro di immani proporzioni: il presidente Ariel Hanry ha rassegnato le dimissioni. La situazione è sempre più drammatica. Combinare bellezza e bruttezza appare contraddittorio. Penso che non ci meritiamo di abitare un pianeta tanto bello e così abbruttito da comportamenti irresponsabili.