Buona Pasqua ai miei Lettori! Il cambio dell’ora mi ha rallentato e scopro, a ridosso del mezzodì che devo ancora progettare il post odierno. Tra messaggi e telefonate il tempo è volato. Ho appena messo in forno una ‘Millefoglie di zucchine’ per stare leggera, tanto ci penseranno focaccia e uova di cioccolato ad alzare i valori. Perciò oggi posto una poesia che mi è venuta ieri sera, osservando i miei fiori e riflettendo sulle turbolenze meteorologiche, e non solo. Tra l’altro, il fiore è un simbolo della primavera e della rinascita, come dice Fabrizio Caramagna nel suo pensiero che condivido e riporto: “Che la pasqua ci insegni a entrare nel fiore della primavera, a rinnovarci, ad accogliere più che giudicare, a covare un uovo di luce dentro la nostra anima”. Tulipani rossi e gialli Sul tetto del vicino/tubano/le tortore,/mentre in giardino/sono sbocciati/i tulipani variopinti/diritti e impettiti/come soldatini./Il ciliegio giapponese/con cautela/si veste di rosa/mentre la camelia/di rosso è esplosa./Le pratoline sono/dell’erba le regine./Il risveglio della natura/rincuora… più lento/l’adattamento agli umori/del tempo, per non dire/dei guizzi dell’umore e/dei fremiti del cuore./A Pasqua si cambia!// 🌷🌿🥚
Mese: marzo 2024
Vecchiaia adolescente
Sul tablet scorrono video di tutti i tipi: io guardo quelli che hanno per protagonisti gli animali, con o senza cuccioli umani. Trovo interessanti anche quelli di giardinaggio e le ricette, che talvolta sperimento. Di recente mi ha colpito un video con protagonista una nonna e suo nipote. Premetto che non so quanto sia ‘costruito’, però mi sembra credibile e lo considero un messaggio di buona convivenza tra generazioni. Lei si chiama Luigina (Simonotti), 85enne piemontese, molto seguita sui social. Due milioni di follower su TikTok. Davide, il nipote 27enne ha avuto l’idea di filmare momenti della loro quotidianità, basata sulla semplicità ed il grande affetto reciproco. “Ho iniziato per combattere la solitudine” è il titolo di un articolo online che mi fa riflettere: solitudine di chi? Della nonna oppure del nipote? Può darsi che tra le righe ci sia la risposta, ma al momento preferisco pensare alla solitudine come un malessere generazionale che si risolve grazie a un aiuto reciproco. La scenetta cui assisto riguarda un pacco dono di Davide: operazione che la vivace Luigina compie con lo stupore di una ragazzina. Quando non bastano le mani per togliere i vari strati di carta in cui è bene impacchettato il dono, la nonnina usa la forbice, postillando l’operazione con battute e sorrisi. Alla fine il regalo si svela: delle tazze bicolori rosa e verdi, con vassoio a forma di cuore. L’entusiasmo della nonna buca lo schermo e mi contagia. Ammiro molto le persone in là con gli anni, testimoni di valori semplici e fondanti. Luigina è davvero amabile, grazie alla trasparenza delle sue azioni, compreso il parlato un po’ biascicato e il buonumore. Fortunato il nipote ad avere una nonna così ed altrettanto fortunata lei a godere delle sue attenzioni. In sintesi, la promozione dell’affetto vero.
Pace cercasi
Come di consueto, faccio colazione di prima mattina, prestando un orecchio alla televisione, sintonizzata sul primo canale. Ad un certo punto, la conduttrice Maria Soave (nome che le invidio) intervista il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, cui rivolge le ‘Domande su Gesù’ di alcuni bambini. Il cardinale sorride prima di rispondere ed è condivisibile la simpatia che prova verso la curiosità spontanea dei piccoli fedeli, che hanno un’età media di sette anni, ovviamente maschi e femmine. Ecco alcune domande: “Dove sta Gesù”, “Cos’ha di speciale Gesù”, “Qual è il simbolo della Pasqua”, alle quali il monsignore risponde rispettivamente: “Sulla croce – Che ci vuole bene – la luce”, sempre con il sorriso e il piacere della condivisione. Nel suo dire, il cardinale fa riferimento all’invito del Santo Padre a non volere di più, ma di meno. È una testimonianza di fede gioiosa che rincuora. Accanto a questo annuncio, sento che almeno oltre dieci milioni di Italiani sono in viaggio per la pausa pasquale, molti verso il sud. Per quanto riguarda il tempo, estate al sud e piogge al nord. In Veneto, di mattina nuvoloso, ma con la tendenza verso un nuovo peggioramento in serata, a partire da ovest. Insomma, nessuna stabilità che mi pare una buona metafora del comportamento umano. Per me niente spostamenti e ansiosa attesa dell’intervento di artoprotesi. Luce e buio si alternano nell’intimo. I tulipani in giardino mi confortano, mentre mi disorienta la temperatura in sensibile calo, di primo pomeriggio 12 gradi. La neve attesa a Natale è scesa sui monti a Pasqua. Le turbolenze meteo non sono una novità. Molto più preoccupanti quelle a livello politico, per cui manca la pace proprio nei luoghi di Gesù, e molti altri. Ecco, dovrebbe essere riesumata la parola Pace, sarebbe una salutare sorpresa.
Giovedì santo
Giovedì santo bagnato. Tra ieri e oggi il maltempo si è scatenato. In questo periodo, gli anni passati mi dedicavo alle pulizie, ora ridotte al minimo. Sui vetri ho ancora delle stelline adesive che non ho tolto, dato che le festività natalizie mi sono scivolate addosso per motivi sanitari. Fortunatamente succede qualcosa che dà una svolta al mio umore: il corriere mi consegna un piccolo pacco che aspettavo. Intravedo il furgone grigio dalla finestra ed esco, muovendomi con difficoltà. Il corriere è un ragazzo di colore che mi viene incontro sorridendo, e questo è già un regalo. La scatola rettangolare contiene 12 bottigliette di vetro da 100 ml con tappo in alluminio, dove intendo trasferire il limoncello realizzato con i piccoli frutti della mia limonera: un piccolo dono pasquale per persone speciali. È la prima volta che raccolgo limoni in quantità, con i quali ho realizzato anche la squisita marmellata. Da una cuoca negata, riconosco che è un passo avanti verso un cambiamento di rotta domestica. Inoltre apprezzo molto il profumo della pianta in fioritura che attrae le api laboriose. Tra l’altro, l’esemplare era destinato a un triste declino ed invece, con le opportune cure si è ripreso. Dopo la drastica potatura di circa un mese fa, ad opera della solerte Marta ho visto che ha emesso i primi aggraziati fuori di zagara. Stamattina, per caso sento parlare in tivù di fiori eduli che possono abbellire i piatti pasquali, tipo bocca di leone, calendula, pansè, garofanini… però non raccolti per campo e giardino, bensì acquistati con la garanzia che non siano stati trattati. Solo al pensiero di una pietanza da consumare, abbellita da un fiore da mangiare mi stuzzica i sensi. La natura offre davvero straordinarie sorprese. E una grande lezione di sopravvivenza, senza alchimia.
Oggi, Teatro
Oggi 27 marzo Giornata Mondiale del Teatro, giunta alla 62esima edizione. Per l’occasione il messaggio ‘L’arte è Pace’ è stato scritto da Jon Fosse, scrittore e drammaturgo norvegese, vincitore del Premio Nobel 2023. Il messaggio viene letto nei teatri, nelle scuole, nelle biblioteche, nei luoghi di cultura e di aggregazione in tutto il mondo. “La guerra e l’arte sono opposti, proprio come lo sono la guerra e la pace. È esattamente così” è la parte conclusiva del suo discorso, a cui rinvio il lettore. Ritengo che la buona arte possa fare miracoli, a patto di predisporre l’animo alla bellezza: delle parole, delle immagini, del canto, della recitazione, della pittura, della scultura… dell’espressività comunque voglia manifestarsi. Prima della pandemia, ho apprezzato la recitazione di attori non professionisti durante la rappresentazione di commedie popolari in dialetto, schiette e colorite. Da insegnante, durante l’anno scolastico accompagnavo la mia classe al Teatro Duse di Asolo per assistere agli spettacoli per gli studenti delle varie sezioni. Gianna, una cara collega troppo presto mancata era una campionessa nell’imbastire ‘canovacci’ da fare interpretare agli studenti alla fine dell’anno. Sì divertivano tutti, genitori compresi. Io ho calcato il palco in una sola occasione, da bambina. Credo che non mi sarebbe dispiaciuto calarmi nei panni di un personaggio da interpretare. Il teatro è una forma d’arte un po’ di nicchia, a mio parere che viene offerta col contagocce anche dalla tivù. Non sarebbe male incentivarlo a scuola, per favorire le relazioni, specie delle persone timide e poco loquaci. Mi sovviene di aver letto al Liceo La Locandiera, commedia del 1753 di Carlo Goldoni. Mirandolina, la protagonista fu interpretata nientemeno che da Eleonora Duse nel 1891. Il tema centrale dell’opera è la seduzione e la differenza tra i sessi. Mirandolina è una donna forte, indipendente, amante della libertà: attualissima!
Auto volante
• Mi fa sorridere la notizia che sento in coda al telegiornale delle otto sul primo canale: l’avvento dell’auto volante. In Giappone è già in servizio il taxi volante. Chi ha sperimentato la frustrazione di stare in coda con l’automobile potrà compiacersi. A me viene da storcere la bocca: primo, perché non mi piace guidare, secondo perché mi sembra un prodotto da fantascienza che è un genere letterario non nelle mie corde. Leggo dal web: ‘Una macchina volante a due posti sarà messa in commercio al prezzo di 300.000 dollari, con la possibilità di preordinarla già da ora, con un deposito di 150 dollari a veicolo’. La produzione potrebbe essere avviata entro il 2025. Non so come sarà composto il parco circolante mondiale di autovetture, da qui a qualche decennio; piuttosto mi piacerebbe sapere cosa ne potrebbe pensare Leonardo Da Vinci che il 3 gennaio 1496 sperimentò, senza successo, la macchina volante, a imitazione del volo di un’aquila. Non sono contraria al progresso, ma mi turba e disturba la propensione a scavalcare i limiti. Sento il bisogno di camminare, di sentire i piedi per terra, incrociando altri simili, come me in cerca di buone emozioni. Soprattutto in questo periodo di limitazione fisica, dovuto all’anca artrosica invidio chi può camminare e/o andare in bicicletta, assaporando i profumi della primavera. Mi viene in mente la canzone ‘In bicicletta’ di Riccardo Cocciante, che a suo tempo feci sentire ai miei studenti a scuola: una boccata di ossigeno. Non riesco ad immaginare una situazione altrettanto rilassante dentro un’auto volante. Però, mai dire mai. Chi vivrà, vedrà.
Una regale principessa
Mi colpisce e mi commuove la vicenda di Kate Middleton: bella, dolce, elegante, amata… e al momento visitata dalla malasorte. Costretta a rinunciare alla privacy sul suo stato di salute, per porre fine alle maldicenze, sebbene la salute costituisca un dato sensibile da tenere celato. È proprio il caso di dire che ce n’è per tutti, intendo malanni e anche la casa reale inglese ne è visitata. Abituati dalla presenza e dalla longevità della regina Elisabetta, adesso i sudditi della royal family devono fare i conti con il tumore di re Carlo e della giovane nuora che ha incautamente sviato le carte per proteggere la sua privacy. Certo Kate non è una donna qualunque, ma come una di noi avrà pensato di mantenere il riserbo sul suo stato di salute, soprattutto per tutelare i tre figli piccoli. Tutto il polverone sollevato per la foto ritoccata da lei stessa e pubblicata per la festa della mamma mi pare eccessivo. Dopo la recente ‘confessione’ sul motivo dell’intervento addominale subìto a gennaio e sulle cure oncologiche preventive all’addome, adesso è un profluvio di dichiarazioni d’affetto. Povera Kate, chissà che il buon gusto prevalga e venga lasciata in pace. Immagino che le sue preoccupazioni saranno rivolte soprattutto ai figli – George, il più grande ha 10 anni, la figlia 8 e l’ultimo 5 – ma anche al marito William che deve sostenere lei e il padre. Oltre al ruolo pubblico di principessa del Galles, Kate/Catherine è una madre, il che me la rende vicina. Ammirata della sua bellezza, apprezzo il portamento curato e mai eccessivo che mi fanno pensare a una donna equilibrata e di buon gusto. Non a caso è tenuta in considerazione dal regale suocero ed è benvoluta dai sudditi, al netto di qualche giornalista che ha almanaccato senza rispetto sui motivi del ricovero. Forza Kate, siamo tutti con te!
Un sabato che sa di domenica
All’insegna della poesia trascorro un sabato che sembra domenica. In compagnia di Lucia e Francesca raggiungo la Tenuta Baron a Fonte dove si tiene la prima parte del Reading poetico legato alla Rassegna ‘Monte Grappa in versi’. La tenuta si trova a due passi dal centro, circondata da ulivi. Diverse piante posizionate in enormi vasi color antracite introducono gli ospiti nella sala dove si radunano i poeti che arrivano alla spicciolata. L’assessore alla cultura del Comune di Fonte Mario Libralato ci accoglie e fa gli onori di casa, insieme con la gentile collega Stefania Ziliotto, Assessore alla Cultura del Comune di San Zenone degli Ezzelini e a Gerardo Pessetto, Assessore alla Cultura del Comune di Asolo, affiancati da Franco Berton, Giancarlo Zizola e Katinka Borsányi. A colpo d’occhio mi pare che i poeti maschi siano meno numerosi delle donne, ma per me il sostantivo poeta è double fax in quanto estensibile a entrambi i generi. Ciò che conta è affidare alla poesia le riflessioni ed emozioni di qualunque periodo della vita, magari da condividere con il pubblico, come in questa circostanza. Il Sacro Monte ha ispirato una quarantina di autori provenienti da oltre venti paesi delle province di Treviso, Belluno e Vicenza, che fanno parte del MAB (Man and Biospere) UNESCO. Un raffinato intermezzo musicale crea momenti artistici paralleli al reading. Il numero e l’intensità delle proposte dimostra che la poesia è un valore aggiunto alle variabili del territorio del Monte Grappa, ricco ed interessante per svariati aspetti. Intensi i testi in dialetto mentre qualche altro, pur apprezzabile sembrava avulso dal tema della rassegna. Sono lieta di constatare che la poesia è viva e vegeta, capace di amalgamare sentimenti diversi con un abbraccio empatico. Conclusa la lettura, mi trattengo volentieri con le sorelle Lisa e Roberta che mi omaggiano di una confezione floreale, e rivedo con piacere dopo qualche decennio Luca, un ex alunno. Dalle mani della solerte Stefania Ziliotto ogni autore riceve in omaggio una raccolta delle poesie selezionate e lette. Le rileggerò in privato, gustando il frutto del talento che anima le Terre dell’Alpe Madre.
Poesia, un bene che fa bene
Un paio di giorni fa si è celebrata la Giornata Mondiale della Poesia, cui mi aggancio per dire che oggi la poesia è protagonista durante la Rassegna poetica Monte Grappa in versi che prevede un reading letterario tra Fonte ed Asolo, rispettivamente alle ore 15 e 18. Io e la mia amica Francesca siamo tra gli oltre trenta poeti che leggeranno ciascuno un paio di opere prodotte. Ma non intendo parlare di noi, bensì della poesia, un bene…che ci fa star bene! Il bello di questa iniziativa, promossa dal comune di san Zenone ed estesa a molti comuni ai piedi del massiccio del Grappa – da cui il titolo della rassegna poetica POESIA dalle terre dell’Alpe Madre Monte Grappa in versi – è che consente di esprimersi e di incontrarsi a persone che coltivano lo stesso hobby. Anzi, ho scoperto con piacere che chi coltiva la poesia, spazia anche in altri ambiti artistici. Ad esempio Francesca è molto brava nel disegno e nel ricamo. L’evento di oggi ci offre l’opportunità di confrontarci con persone vicine al nostro spirito, anche tra gli estimatori del genere. Infatti la poesia si rianima se gira, pertanto è importante per chi la produce ma anche per chi la consuma. Ciò detto, io mi esprimo più facilmente nella prosa, essendomi accostata alla poesia in età adulta. In definitiva, sono due canali espressivi che mi consentono di mettere nero su bianco le mie riflessioni ed emozioni. Con la soddisfazione di condividerle con qualcuno, senza la pretesa che il prodotto piaccia a tutti. Vediamo che succede oggi ore 15 alla Tenuta Baron, via san Pio X, 17 a Fonte; alle ore 18 in Sala Consiliare di Asolo. Intanto buon sabato, alleggerito dalla polvere dorata dei versi che stende un’aura di sollievo sulle brutte notizie abbattutesi sul quotidiano.
Giorno natale
Oggi 22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dal 1992 per sensibilizzare sull’uso appropriato di questo bene prezioso. Pare che gli Italiani siano poco virtuosi riguardo il consumo di acqua, se è vero che ne consumiamo 220 litri a testa, contro la media europea di 123 litri per abitante al giorno: ne deriva che siamo poco oculati. Non voglio infierire, perché oggi è anche il mio compleanno e preferisco pensare che la vita viene dall’acqua. Il dipinto della nascita di Venere del Botticelli mi consente di fare riflessioni più ‘leggere’, se possibile. Venere, la dea dell’amore è ritratta nuda su una conchiglia che solca la superficie del mare. Un simbolo iconico nella storia dell’arte. Mi piace questo mix che esalta la purezza, la bellezza, la nascita dall’acqua. Il bimbo che galleggia nel liquido amniotico non sarà altrettanto bello però la nascita è un evento stupefacente, un miracolo da sottolineare ad ogni compleanno. Ringrazio chi mi ha messo al mondo e ringrazio chi mi fa buona compagnia. È bello ritrovarsi per condividere un dolcetto e una chiacchiera, offrire un pasticcino e ricevere un piccolo dono. Ieri ho ricevuto la visita di Mariuccia, compagna di liceo che abita a Belluno: mi ha donato una fresia gialla e un piccolo dipinto della talentuosa pittrice Aldina Manaigo, di cui ha curato la mostra mesi fa. Mi sono commossa, perché l’arte è un nutrimento dell’anima che non si compra, ma si riceve se si è fortunati. Ovvio che aiutano anche i conforti del corpo, dati e ricevuti. A metà mattina, riunione amicale in pasticceria da Mariano a Castelcucco. Grazie ai presenti e pure agli assenti giustificati. Mi è di molto conforto essere sostenuta e festeggiata da una schiera di sodali con cui condivido il piacere di comunicare, di scrivere e di… gustare dolcezze 🍰
