Rivedo Manuel con molto piacere, da studente a ingegnere! Mi porta in dono la tesi di laurea con la dedica: Cesena, 23 novembre 2023 Alla mia correttrice, ups scrittrice preferita nonché “zietta” un caro ringraziamento per tutto quanto dal cuore. Con affetto, Manuel Dettaglio: ha rilegato lui il manoscritto di quanto io ho modestamente visionato online, con la tecnica appresa quando in seconda media – mi pare – andammo alla tipografia Antiga a Cornuda. Tanto basta a capire come lo studente abbia appreso l’arte e l’abbia applicata. Comunque non sono la sola ad apprezzare le sue qualità, perché già oggi pomeriggio sarà in cattedra all’Itis di Bassano del Grappa dove è stato studente, per sostituire un insegnante presumo di elettronica nelle classi quarte e quinte, vale a dire con studenti che hanno qualche anno appena meno di lui. Fantastico! Un esempio incoraggiante di bravo ragazzo, sono onorata di averlo tra i miei contatti speciali. Troppo lungo l’elenco dei suoi interventi a casa mia portati a termine con abilità e leggerezza. Qualcuno mi ha chiesto se mio figlio è geloso di lui: piuttosto riconoscente, visto che fa parecchie cose che sarebbero in capo a Saul, se abitasse qua. Inoltre la competenza specifica in ambito tecnico informatico Manuel l’ha conquistata passo passo, scavalcando perfino uno studio di assistenza informatica nei paraggi. E non sono l’unica beneficiaria. Alla mia collega ha risolto un problema causato dallo spid inutilizzabile perché impostato su vecchi codici. A me, solo la parola ‘spid’ mette il prurito. Caro ragazzo, quanti muffin dovrei fargli per sdebitarmi. Inoltre domani sera sono invitata alla sua festa di laurea. Gli ho chiesto se serve l’abito da sera. Ha risposto di no, ma consigliato scarpe comode perché ci sarà anche da ballare. Bene, anche questo mi riporta ai miei trascorsi, con l’esperienza nel mentre acquisita. Soddisfazioni comprese. Ad altiora!
Mese: novembre 2023
Economia domestica
Non mi piace parlare di soldi, ma lo faccio per addolcire una spesa robusta con una data importante: domani scade l’assicurazione della mia panda azzurra e ricorre il mio anniversario di laurea. Così fingo di farmi un regalo per ‘festeggiare’ in privato un importante obiettivo raggiunto, scavalcato per ricaduta solo dalla nascita di mio figlio. D’altronde avere la patente era indispensabile per spostarmi tra una scuola e l’altra durante le prime supplenze. Usavo una Fiat 500 gialla, poi sostituita dalla panda color pavone rimasta in servizio fino allo scorso febbraio. Mentre tornavo dall’agenzia dove ho effettuato il pagamento (niente più agende-agendine-calendari come una volta), rattristata ma non sorpresa che la polizza sia lievitata, pensavo all’importanza di avere un lavoro per percepire uno stipendio – ora pensione – per evadere le molte spese domestiche. Ricordo vagamente che decenni fa esisteva una materia scolastica chiamata ‘Economia domestica’ che non sarebbe male reintrodurre coi tempi che corrono. L’impressione è che abbiamo male assorbito il progresso e la tecnologia ci impone di acquistare prodotti nuovi/rinnovati molto sofisticati e costosi tanto quanto delicati. Ne ho fatta esperienza con la nuova caldaia, pagata profumatamente e andata in blocco dopo appena un mese. Temo che non durerà oltre vent’anni come la precedente, stessa marca ultimo modello. Meglio se mi sbaglio. Non sono nostalgica e guardo al futuro speranzosa. Tuttavia il presente mi appare come una strada dissestata, dove è d’obbligo scansare le buche. E ancora non ci sono i cinghiali! Comunque: avanti tutta!
Gioia dimezzata
Tra gli ostaggi liberati ieri da Hamas nel terzo giorno di tregua a Gaza c’è Abigail Edan, dolcissima bambina israelo-americana che ha compito 4 anni durante il sequestro perpetrato col l’attacco del 7 ottobre. La bella notizia è smorzata dal fatto che la bimba è orfana di entrambi i genitori dal giorno dell’aggressione. Anzi, pare si sia salvata sotto il corpo del padre, fotografo di professione colpito a morte mentre la proteggeva. La più piccola degli ostaggi, ha trovato le braccia del nonno ad accoglierla. “L’incubo di Abigail Edan è finalmente finito” titola un quotidiano, ma temo che per lei il resto della vita resterà condizionato dalla terribile esperienza. Il fratello Michael, di 9 anni e la sorella Amalia di 6 sono scampati al rapimento, riuscendo a nascondersi nell’armadio. Tra i 14 liberati ci sono 9 bambini, 4 donne e un cittadino con doppio passaporto russo-israeliano. Israele ha rilasciato 39 prigionieri palestinesi, tutti minorenni. “Con ogni persona rilasciata ce n’è un’altra in prigionia” afferma una scampata al massacro, per cui la gioia è a metà. Dalla polveriera si eleva una luce di speranza, tutto il mondo è col fiato sospeso per i prossimi eventi. Per un attimo mi metto nei panni dei nonni della piccola Abigail, nome che significa ‘gioia del padre’. Abigail è anche un personaggio biblico: moglie dapprima di Nadal e poi di Davide, dal quale ebbe il figlio Kileab. Abigaille è anche un personaggio del Nabucco di Giuseppe Verdi. A parte questi riferimenti, rifletto sul fatto che la dolce bambina è stata brutalmente privata di entrambi i genitori, anche se le rimangono i fratelli e i nonni che si occuperanno di lei con raddoppiato amore. Di norma, il ruolo del nonno è di supporto a quello del genitore, non in sua sostituzione. Ma la guerra stravolge tutto, mischia le carte e disintegra certezze. Sotto i cumuli di cenere, i sopravvissuti contano sull’amore dei vivi.
Spettacolo lunare
Col cielo terso, dopo il gran vento di sabato la luna crescente è uno spettacolo. Me la sono vista praticamente in camera da letto, quando sono andata a chiudere gli scuri: gialla, tonda, sola nel firmamento con l’unica compagnia di una piccola stella vicina. Mi sono fermata ad osservarla…e a parlarle un momento, come se fosse una confidente di cui potermi fidare. Ovvio che ho avviato un monologo, ma in qualche modo c’è stata una corrispondenza che mi ha spinto a scrivere dei versi. Oltretutto mi piace il nome Luna che avevo assegnato alla mia amica a quattro zampe dal candido manto, anche lei ora distante ma vicina nel cuore. Nell’antica Grecia, la luna piena – che è stasera – era considerata una vera e propria dea, Selene, spesso rappresentata a bordo di un carro d’argento. Si riteneva che la sua azione influenzasse i raccolti. I Romani la associavano alla dea Diana, cacciatrice e signora dei boschi, mentre per gli Etruschi rappresentava la natura e la fertilità. In diverse mitologie è palese il collegamento tra il satellite, in versione ‘divinizzata’ e la natura. Un effetto della luna ampiamente provato dalla scienza riguarda le maree, mentre risultano infondate altre convinzioni. Comunque sia, lo spettacolo della luna che brilla nel cielo notturno continua ad affascinare e mi provoca la seguente poesia Plenilunio Nel cielo cobalto/la luna s’indora/senza le stelle,/solitaria signora del firmamento./Scusa un momento,/non ti senti spaesata/lassù da sola,/solitaria signora/ del firmamento?/Intanto s’accende/una stellina vicina./La solitaria signora/del firmamento/senza verbo proferire/indica la via da seguire.//
Quisquilie legate al cognome
Risveglio lento di domenica mattina. Mentre mi preparo la colazione, come d’abitudine accendo il televisore sul primo canale dove è in onda ”Unomattina in famiglia’. Arriva il momento di ‘Pronto Soccorso Linguistico’ che seguivo con interesse quand’era presentato dal professore Francesco Sabatini, titolare della rubrica televisiva dal 2009 fino a pochi mesi fa. L’ emerito linguista (Pescocostanzo, 19.12.1922) ha ceduto il posto al nuovo presidente dell’Accademia della Crusca, Paolo D’Achille che parla dell’origine dei cognomi, collegati ad antichi mestieri esercitati. Trovo la spiegazione convincente e mi interrogo sul mio che è Cusin. Se rimanda a ‘cucina’ non gli faccio onore, anzi a scuola era oggetto di burla se non lo facevo precedere dal nome Ada, cosicché gli studenti più malandrini ironizzavano sulla ‘Cusinada’ e la cosa faceva sorridere anche me, che a volte uscivo da scuola praticamente ‘cotta’. Comunque, il cognome Cusin è tipico del padovano e veneziano, popolare nel comune di San Stino di Livenza, diffuso nella provincia di Pordenone e nella regione Friuli – Venezia Giulia. In Italia ci sono circa 516 famiglie Cusin, la mia compresa suppongo. Varianti sono le forme ‘Cusinati’ e ‘Cusini’. Quanto all’origine, dovrebbe dipendere da un soprannome dialettale che significa ‘cugino’ e questa versione mi piace di più di quella legata alla cucina. Di certo, a Caorle in prossimità del duomo, in una delle strette ‘calle’ che sboccano in piazza, sulla parete rossa di un edificio c’è una targa con inciso ‘Calle Cusin’. Quando lo venni a sapere non mi dispiacque, perché l’associazione mare – pesca – cucina…e magari cugini genera un insieme nutriente. Se la cartina che sto consultando in internet è attendibile, 10 famiglie portano il mio cognome in Liguria e 12 in Sardegna, regioni sul mare, paesaggio che amo. Se poi aggiungo che Ada, il mio nome proprio, in lingua turca significa ‘isola’, beh allora mi sta proprio bene considerarmi…un prodotto del mare!
TALIS PATER, TALIS FILIA
Vorrei scrivere di altro, ma in una giornata come questa non posso esimermi dal dare un contributo al tema della Giornata odierna contro la violenza sulle donne. Troppe donne ammazzate ovunque, l’ultima in Italia sappiamo tutti chi è: Giulia Cecchettin, 22enne che starebbe festeggiando la laurea triennale in biologia con tesi sullo “sviluppo di biomateriali per la sostituzione dei tessuti della trachea”, se il suo ex ragazzo non l’avesse ammazzata, più precisamente dovrei dire massacrata, visto che ha spalmato la malvagità in più tempi. Voglio pensare a Giulia sull’altalena, vestita di rosso mentre sorride col volto girato verso qualcuno o qualcosa. Immagine bellissima e rasserenante posta a caratteri cubitali dinanzi al Municipio di Vigonovo (Ve). Mi fa pensare a quando anch’io mi dondolavo sull’altalena: ero molto piccola, meno di sei anni. Il gioco durò poco perché ‘disturbavo’ la raccolta della legna posizionata in una specie di garage dove era stato appeso il ‘biscol’. Può darsi che fossi così contenta da disturbare con gridolini e risate chi riempiva la cesta di ‘stee’… però il tema dell’invidia pare lavori ancora sotto la cenere. Lo dice Natalia Aspesi su la Repubblica nell’articolo intitolato “Il patriarcato ci invidia la felicità”. Non mi addentro nell’argomento portato allo scoperto da Elena, la sorella di Giulia. Ritengo che chi delinque viene meno a delle responsabilità individuali precise e vada punito senza sconti. Tutti sono bravi a pontificare dopo. Perfino Gino, il padre della vittima confida: “Anch’io mi faccio delle domande”. Eppure ha la forza di trasformare il tragico lutto in momento di riflessione perché non succeda più. Giulia sarebbe fiera del suo papà che in pochi mesi ha perso moglie e figlia. TALIS PATER, TALIS FILIA! 🌻🙏
Emozioni e Ricordi
È stata una giornata ‘briosa e spumeggiante’ per usare due aggettivi usati dal mio professore di Italiano del Liceo. I ricordi della mia laurea si mescolano alle emozioni provate per quella conseguita da Manuel, il mio braccio destro diventato Ingegnere. Sulla scrivania ho la foto di me difronte al presidente della Commissione che mi proclama ‘Dottoressa in Lettere’. Sono di schiena, vestita di celeste, lunghi capelli ramati. L’obiettivo è tutto concentrato sui professori. Percepisco che ora qualcosa è finalmente cambiato nella forma, alleggeritasi ma la sostanza rimane uguale: tenacia e impegno sono alla base di qualunque costruzione. Sono collegata con la sala dove i dottorandi – sette, di cui tre ragazze – affrontano l’ultimo atto del percorso triennale: la discussione, che procede molto veloce (i tempi sono contingentati). Comunque riconosco la voce argentina di Manuel e colgo qualche battuta. Alla fine delle sette discussioni, il presidente della Commissione si complimenta con i neo laureati che invita ad impegnarsi per la Laurea Magistrale, asserendo che “questo traguardo è il primo gradino della formazione e le aziende sono alla ricerca di Ingegneri”. Poi segue la festa, con foto, video, complimenti e abbracci. Verso sera, data la confidenza faccio una breve intervista a Manuel per testarne gli umori. 1) Da 0 a 10, quanto ti è costato raggiungere l’obiettivo? Otto 2) Dove hai trovato la forza per superare gli intoppi? Nelle persone care e nella Divina Provvidenza 3) Qual è stato il momento più difficile? A Padova dove ho frequentato il primo anno e a Bologna per recuperare gli esami mancanti 4) Obiettivi a breve e medio termine? Intanto rilassarmi e poi cominciare a ragionare su cosa fare… 5) Cosa consigli agli studenti universitari, alla luce della tua esperienza? Pensare bene a dove iscriversi, scegliere facoltà piccole, non mollare mai e accettare tutti gli esami. Grazie al neo dottore della testimonianza e ancora tantissimi complimenti e auguri. 🎓
Da dottorando a dottore
Oggi 23 novembre 2023 grande giorno per Manuel: si laurea in Ingegneria Elettronica. Mi propongo di seguire l’evento tramite il link inviatomi, per consentire a familiari e amici di partecipare online alla seduta di laurea, fissata alle 14.40. La discussione dura massimo nove minuti, mentre un minuto è riservato alle domande. La stretta di mano alla fine, quando i sei laureandi di cui tre ragazze, saranno proclamati Ingegneri. Attendo una foto del mio ex alunno incoronato con l’alloro che sta per diventare mio collega: che soddisfazione per il suo traguardo! Vivissimi complimenti a lui – che era talentuoso già alle medie – e alla sua bella famiglia: i genitori Nadia e Enzo, la sorella Gaia, la nonna Gina…amici e parenti tutti. Anch’io mi laureai alla sua età, a novembre come lui, il giorno 30, sant’Andrea, mentre oggi il calendario riporta san Clemente, nome proprio usato in un mio romanzo che è anche aggettivo beneaugurante. Manuel è nato sotto una buona stella, si è fatto strada da solo. Ha studiato senza perdere il contatto con la realtà, lavorando e sorridendo. Di certo non si adagerà sugli allori e riprenderà in fretta i suoi lavoretti, pensando a come costruire la sua carriera. Quando lo vedo è sempre una festa, perché mi risolve svariati problemi. Ma dopo oggi sarà un festone! Sono orgogliosa di avere un giovane amico ingegnere e felice di condividere questo successo con lui e con quanti gli vogliono bene. Complimenti, Ingegnere! 🎓
Pecore e Poesia
Rivedo le pecore, che ogni anno in questo periodo sostano nei pressi di casa mia. Sembrano un enorme lenzuolo bianco steso sul campo appena liberato dal granturco. Si spostano a ondate, quando i cani corrono in lungo e in largo perché non escano dal perimetro immaginario. Diversamente dagli anni scorsi, sono di passaggio e non riesco a fotografarle. Anche se le festività sono ancora lontane, vedere un gregge fa tanto Natale e mi trasmette un senso di raccoglimento. Mi ritornano in mente poesie ad hoc. Indimenticabile il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia del Leopardi, dove il poeta paragona la vita del pastore a quella della luna alla quale chiede: Dimmi, o luna: a che vale/al pastor la sua vita,/la vostra vita a voi? dimmi:ove tende/questo vagar mio breve,/il tuo corso immortale? Mi sarebbe piaciuto scambiare due parole con i pastori che però non ho visto, probabilmente riparati dentro il furgone perché è una giornata molto umida. Fantastico se potessi intervistare pecore e agnelli, posso solo immaginarlo con la fantasia. Adesso che ci penso, chi li faceva parlare era Esopo, antico favolista greco, vissuto come schiavo a Samo nel VI secolo a.C. Comperai tanti anni fa una versione delle sue Favole, che conservo ancora da qualche parte. Poi al liceo ne tradussi qualcuna dal greco, tipo quella intitolata Il lupo sazio e la pecora, favole per bambini in realtà piene di saggezza. Profondo conoscitore degli uomini, Esopo attraverso gli animali si riferisce ai caratteri e alle abitudini degli umani. Infine la pecora è un elemento nel presepe di Gianni Rodari, insieme al pellerossa con le piume in testa…come è finito tra le statuine/del presepe, pastori e pecorine,/e l’asinello, e i magi sul cammello/. Così, grazie al gregge in transito ripasso un po’ di letteratura.
Alberi e Salute
Il corbezzolo è la pianta nazionale dell’Italia. È uno dei simboli patri: con le foglie verdi, i fiori bianchi e le bacche rosse richiama infatti la nostra bandiera. Non lo sapevo e lo scopro oggi che è la Giornata Nazionale degli Alberi, celebrata per la prima volta in Italia nel 1898 per iniziativa del Ministero della Pubblica Istruzione Guido Baccelli. L’idea di dedicare un giorno all’anno alla messa a dimora di alberi era venuta al Governatore del Nebraska (Usa) nel 1872, diffusasi negli anni successivi in Europa e in Italia. Mi sovviene che da alunna partecipai a qualche giornata dedicata agli alberi, forse poi confinata a margine di altre ed ora tornata giustamente alla ribalta: simbolo di forza e di rinascita, gli alberi sono importanti per la salute del pianeta, oggi compromessa dal riscaldamento climatico e altro. Perciò vedo con favore le iniziative atte a valorizzare l’importanza e la difesa dell’albero, nel contesto del rispetto per l’ambiente. Lo scorso 29 ottobre il comune di Castelcucco ha festeggiato la Giornata nazionale dell’ulivo, con piantumazione di un ulivo per i bambini nati nel 2022. Nel comune limitrofo di Cavaso del Tomba, la domenica precedente era stata realizzata l’iniziativa parallela ‘Un albero per ogni nato’. Tra l’altro oggi Cavaso è in festa per la ‘Madonna della Salute’, con possibilità di gustare la bella mostra collettiva d’Arte Perle disseminate nella Valcavasia (fino a domenica prossima). Dato che la salute è strettamente legata all’ambiente, c’è una evidente connessione tra le due ricorrenze. Spaziando, il 21novembre si festeggia la Madonna della Salute a Venezia, una delle feste più sentite dai veneziani che ricorda la fine della tragica pestilenza del 1630-31. Per ‘deformazione professionale’ ma ancora più da cittadina, mi preme ricordare che il bene della salute è tutelato dall’articolo 32 della nostra Costituzione. Un colpo d’occhio alle mie piante e una riflessione sulla salute ‘fondamentale diritto’ dell’individuo. Salute a tutti!
