Finalmente marzo! Non so cosa ci riserverà, ma sento che ci porterà anche qualcosa di bello. Tra i tanti proverbi e modi di dire che riguardano questo mese, riporto il più artistico: Marzo tinge, April dipinge che non ha bisogno di spiegazioni. La primavera meteorologica (dal primo marzo) e quella astronomica (quest’anno da lunedì 20 marzo) sono di casa, con gli effetti collaterali che coinvolgono tutti i sensi. Per di più cade anche il mio compleanno, una cifra tonda di cui parlerò più avanti. Credo sia condiviso il desiderio di lasciarci alle spalle le rigidità invernali e predisporci a godere della luce e del calore. Noto che anche i miei canarini cantano se c’è il sole e i gatti stanno fuori volentieri, anziché poltrire sulle poltrone. Del resto lo dicono anche gli specialisti che la luce consente alla vitamina D di fissarsi alle ossa (la mia collega di scienze potrà ridire su come lo semplifico, casomai chiedo venia) e di influenzare positivamente l’umore. Intendo stabilizzare il mio su un livello medio-alto, sperando che gli eventi non mi smentiscano. Quando la temperatura ritornerà gradevole – perché la settimana in corso è alquanto ventosa e freddina – mi dedicherò a mettere a dimora le piantine di fragole e le erbe aromatiche. Qualche geranio è sopravvissuto sotto il portico, ma ha bisogno di interventi risanatori. L’incenso c’è ancora e spero si espanda nel vaso diventato troppo grande. Mi piace strofinarne le foglie che sprigionano un gradevole odore di intimità. Dal balcone osservo il vecchio albicocco che ha già le gemme rigonfie e credo mi regalerà una carezzevole fioritura. Dante aveva ragione a dire che i fiori sono una delle cose rimasteci del paradiso. Sempre che, a causa di comportamenti sconsiderati non trasformiamo l’eden in un inferno. Benvenuto marzo!
