Sorellanza letteraria

Secondo giorno dell’anno 2024. Continuo a rimanere bloccata in casa per il dolore al fianco, per cui assumo antiinfiammatori e miorilassanti. La giovane dottoressa che mi ha visitato venerdì ha prescritto una settimana di cura, quindi tra due giorni dovrei stare meglio. Incrocio le dita e spero. Non avevo in programma festeggiamenti di fine anno, ma avrei preferito non mi capitasse questa tegola tra capo e collo, anzi tra schiena e anca. Dovrei uscire a colazione con Elisa, una delle sei ‘rododactilos’, alias dita rosate del blog verbanostra, rientrata da Torino per le feste. Però fa freddo e non voglio candidarmi a buscare altro, perciò ricevo la giovane amica/scrittrice in casa, dove si trattiene, raccontandomi un po’ di sé e ricevendo un incarico da me: rappresenterà il mio libro Passato Prossimo al Salone del Libro di Torino il prossimo aprile. Sono onorata di questo prezioso servizio che mi solleva dalla presenza al salone e consente a lei di fare un’esperienza che mi auguro le sarà utile. È di conforto il sostegno che si crea tra persone di varia età ed esperienze, mosse dalla stessa attitudine a scrivere. Elisa ha vinto l’anno scorso il concorso di narrativa promosso dall’associazione Zheneda di Vittorio Veneto e ha ottime canche per vincerne altri. Dopo di lei è toccato a Francesca, che è… l’apripista del blog verbanostra e colei che lo alimenta con post permeati di nostalgia e di amore per la natura. Veronica ha dato parecchio, postando un lungo racconto giallo in nove puntate, mentre Sara si è espressa con la poesia. Valentina, mamma in servizio h 24 sta cercando il momento per produrre e noi la aspettiamo fiduciose. Ho voluto rinfrescare la memoria ai lettori del neonato blog verbanostra, confidando nei loro utili consigli: siamo un gruppo di donne che scrivono per passione, avendo ognuna una vita privata e degli impegni. Stiamo cercando il modo per farci conoscere, per condividere esperienze ed emozioni. La ‘sorellanza letteraria’ è il più bel regalo ricevuto nell’anno appena trascorso.

Capodanno 2024

1 gennaio, Giornata Internazionale della Pace. Istituita il 30.11.1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per evitare conflitti, risulta piuttosto disattesa ed anzi calpestata. Etimologicamente la parola pace deriva dal latino ‘pax’ che ha il suo contrario in ‘bellum’/guerra, quindi è chiaro cosa significhi. Nel discorso di fine anno tenuto dal Palazzo del Quirinale, il Presidente Sergio Mattarella nomina spesso la pace in contrapposizione alla guerra che “non nasce da sola” ed invita tutti ad impegnarsi per una cultura della pace, da esercitare anche nel quotidiano, evitano tutte le forme di violenza, compresa quella verbale. Invoca la Solidarietà, la Giustizia e la Pace, quali valori fondanti la Democrazia, fatta di “esercizio di libertà”. Ha un occhio di riguardo per i giovani, le donne, i vecchi, le categorie fragili…e nomina pure l’intelligenza artificiale, perché “viviamo un passaggio epocale” della storia che deve guardare al futuro. Tiene il discorso in piedi, con le dita pressoché incrociate, in una sorta di preghiera laica. La sua figura statuaria di vecchio saggio mi intenerisce. Credo alla sincerità delle sue parole, che dovremmo ripetere come un mantra, perché “uniti siamo forti”, come dice il Capo dello Stato prima di congedarsi. Trovo il suo discorso più salutare dei botti di Capodanno, peraltro fastidiosi e pericolosi. Il notiziario ha appena dato notizia dei feriti a causa dei ‘festeggiamenti’: nel napoletano, che registra il maggior numero di incidentati una donna 46enne è morta per un colpo sparato in casa che l’ha colpita alla testa, chissà magari da un ‘caro’ che ha ignorato il pericolo di maneggiare le armi. L’ equazione divertimento morte è pazzesca. Non so quanto incida la tradizione o la mancanza di valori in tutto ciò. Convengo col Presidente che urge una cuntura della Pace.