Quando leggo un articolo che riguarda avvenimenti scolastici, mi faccio coinvolgere. Anche se sono in pensione ormai da qualche anno, emotivamente sono ancora là e mi spiace quando succede qualcosa che svela il malessere serpeggiante di qua o al di là della cattedra. O anche fuori dell’aula, come è capitato alla scuola media “Crespani” di Morgano (TV). Alla fine della lezione, mentre stava raggiungendo la sua macchina nel parcheggio della scuola, una professoressa è stata circondata da un gruppo di studenti capeggiato dall’alunno cui aveva messo la nota disciplinare che l’ha minacciata: “Non ti permettere mai più o te la faremo pagare”. La docente ha segnalato l’accaduto al dirigente e al comune. Anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ha espresso solidarietà alla professoressa, invitando giovani ed adulti a riflettere sui propri comportamenti. Una cosa piuttosto grave che sta diventando ricorrente. Succedeva anche una volta che si verificassero episodi di insubordinazione, ma meno eclatanti. A me era capitato di fare denuncia ai carabinieri perché mi era stata sottratta la borsa col registro, come ritorsione per aver messo una nota disciplinare a due ‘capetti’ di seconda media che se le erano date in classe. Alla fine della lezione uno dei due, risentito aveva forzato la portiera dell’auto chiusa e asportato la borsa con il registro, successivamente gettata in un anfratto da dove poi era stata recuperata. Nel mentre ero stata invitata dal dirigente a sporgere denuncia per smarrimento del registro, documento di servizio. Nessuno dei genitori, avvisati ha preso posizione contro l’aggressione, ritenendola poca cosa, suppongo. Io ho perso di vista i ragazzi che oggi sono adulti, presumibilmente con figli. Chissà come la pensano riguardo le regole, l’autorità, la convivenza. Rimango nel dubbio, constatando tristemente che la storia si ripete.
