Ho fotografato una piccola rosa color panna, fiorita nell’angolo destinato a cimitero per i miei amici animali defunti. Nel giorno di Ognissanti immagino che godano anch’essi di uno “spazio” privilegiato. Nel mio cuore ce ne sono molti. Nomino gli ultimi, quelli che mi hanno fatto compagnia da quando abito a Castelcucco, ovverosia dal 2000: i gatti Sky, Micia, Puma, i cani Luna e Astro, più una decina di canarini che hanno vita piuttosto breve. Tornando alla pallida rosa, me la sono trovata all’improvviso davanti, quasi volesse parlarmi, in un mare di foglie gialle cadute dall’albicocco vicino. Era stata ‘soffocata’ dalla pianta di more e non era riuscita a trovare il suo spazio. Fatta un po’ di pulizia del verde, erano riemersi gli scarni rami. Ho messo un po’ di compost, rinviando all’anno prossimo la ripresa. Invece lei, la rosa pallida ha voluto ringraziarmi per averle dedicato delle cure ed è fiorita giusto sopra la sepoltura di Sky, il mio amatissimo gatto (cui ho dedicato la poesia con lo stesso titolo nella silloge Natura d’Oro). Posso sembrare fantasiosa, ma mi piace pensare che la natura mi parli. D’altronde lo diceva qualcuno molto più importante di me che La natura è una madre benigna creatrice di illusioni che aiutano gli esseri umani a vivere bene (Leopardi). Perciò la rosa magicamente fiorita, o meglio rifiorita è un messaggio di resilienza e di speranza dopo un tempo di sterilità. Mi auguro di poter estendere questa percezione di bene inatteso anche fuori di casa mia, nella mia comunità e oltre dove operano persone in prima linea per difendersi e difendere dalle turbolenze umane, molto più insidiose di quanto può accadere in un angolo di giardino incolto. Oggi Ognissanti, auguro a tutti una fioritura fuori stagione,
