Dai campi per rifugiati alla laurea Finalmente una bella storia di integrazione. Protagonista un giovane studente originario dell’Eritrea, Solomon Seyoum Elala, ha conquistato con un brillante 108/110 una laurea magistrale in Pianificazione e politiche per la città, il territorio e l’ambiente, presso l’Università IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) di Venezia. Era arrivato nel capoluogo veneto tre anni fa, attraverso un corridoio universitario di integrazione per giovani rifugiati che intendono proseguire gli studi in Italia. Molto bello quello che Solomon dice riguardo i docenti che lo hanno accompagnato fino al traguardo della tesi: “I professori sono davvero inclusivi e il loro entusiasmo nell’aiutare gli studenti è stato ammirevole. Complessivamente è stato fantastico”. Solomon, oltre al corso di laurea, studia l’italiano, si iscrive al coro “voci dal mondo” di Mestre e collabora con iniziative promosse dalla Caritas Diocesana. Nei suoi progetti futuri: “Ora sogno di rilanciare Addis Abeba”. Che dire, un ragazzo d’oro come spero ce ne siano molti. Quale rifugiato ha dovuto fuggire, per ragioni di sicurezza e quindi di vita, dalla patria d’origine – l’Eritrea appunto – devastata da una sorta di stato di guerra permanente e dal regime dittatoriale che la governa. Una deformazione professionale mi ricorda che l’Eritrea fu una delle colonie italiane in Africa, insieme con la Somalia Italiana, la Libia e l’Etiopia Italiana, non una bella pagina del nostro recente passato coloniale. Suppongo ci siano studenti italiani che fanno esperienze culturali all’estero che mi auguro utili e costruttive, in qualsivoglia continente. Perché il sapere, la cultura non va imbrigliata in ristretti confini ma va fatta circolare come un’aria benefica a favore di chiunque.
Mese: settembre 2023
Un astro nascente
Si può morire per uno scooter parcheggiato male? La vittima è Giovanbattista Cutolo, 24enne musicista suonatore di corno della prestigiosa Orchestra Scarlatti young. La mamma è la psicoterapeuta Daniela Di Maggio, il padre Franco Cutolo, è uno stimato regista teatrale. L’aggressione mortale è avvenuta prima dell’alba di giovedì 31 agosto 2023, a colpi di pistola in piazza Municipio a Napoli. Il presunto assassino ha 16 anni. Sono desolata, anche perché la vittima era un talento della musica. Il suo maestro in lacrime dice: “Faceva il cameriere per amore della musica”. Il ministro della Cultura Gennaro San Giuliano ha dichiarato: “Un dolore che lascia senza fiato…un ennesimo episodio di criminalità”. Mi colpiscono profondamente le parole della madre: “Ho fatto di tutto per dare bellezza a mio figlio”. Se potessi parlare con la madre, le direi che il tempo breve di suo figlio è stato benedetto dalla musica che è un buon motivo per vivere, come ogni forma d’arte. Insieme al giovane c’era la fidanzata che ha chiamato i soccorsi. Non oso immaginare come potrà sentirsi e anche a lei va la mia pietà. Il padre della vittima dichiara: “Mio figlio era un talento vero e questa città me l’ha ammazzato. Ora basta, vado via da Napoli”. Mi viene in mente il proverbio “Vedi Napoli e poi muori” da attualizzare in “Vedi Napoli e muori”, scoraggiante prospettiva legata alla dilagante criminalità. Il degrado morale e la camorra sono deterrenti forti del vivere civile. Ogni giorno succedono cose brutte, ma c’è anche chi, come Giovanbattista – Giomba o Giò Giò per familiari e amici – era cresciuto a pane e cultura, ed era lanciato verso una carriera brillante. Omaggio a lui che ha speso bene la sua breve esistenza.
