Svetlana e Kristina, due splendidi fiori

È sempre triste parlare di morte, soprattutto quando colpisce giovinezza, bellezza e servizio. Mi riferisco alle due ragazze musiciste Svetlana Semeykina, 19 anni e Kristina Spitsyna, 21anni, vittime dell’attacco missilistico russo di mercoledì che ha colpito il quartiere residenziale di Zaporizhzha dove ha trovato la morte un’altra persona. Le due ragazze stavano cantando e suonando in strada, un’ora prima dell’attacco, cercando di portare una nota di leggerezza e di sollievo con la loro presenza attiva. Avevano fondato il duo Similar Girls,n artiste di strada in tempo di guerra, un abbinamento arte/morte che sembra un ossimoro esistenziale (tipo morto/vivente, dolcezza/amara, ghiaccio/bollente). Chissà quante persone avranno allietato con le loro esibizioni le due coraggiose ragazze, perché ci vuole fegato a proporsi in certi contesti ad alto rischio. Si erano conosciute durante un concerto per militari. Da allora si esibivano sempre insieme nei bar, nei ristoranti, nelle piazze e nelle strade dell’Ucraina, una con la chitarra e l’altra con la voce. Obiettivo: raccogliere soldi per l’esercizio ucraino, per i militari al fronte, come i loro padri. “Credevano in una vita luminosa e pacifica sotto la bandiera ucraina”, racconta una loro amica. Il loro nobile obiettivo è stato azzerato dall’improvvisa e tragica morte. Comunque la loro testimonianza – peraltro non unica – non sarà dimenticata ed anzi camminerà sulle gambe di altri giovani. Personalmente ritengo che l’arte sia un ottimo collante per una vita al di sopra delle brutture. La semente sparsa dalle giovani artiste di strada produrrà senz’altro dei germogli che infine daranno splendidi fiori.

Stelle cadenti

Prevedevo che mi sarebbero arrivati i saluti mattutini, accompagnati dal ricordo che oggi è San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Due miei amici di penna hanno anche scritto una poesia che a me non viene spontanea. La poesia X Agosto di Giovanni Pascoli ha lasciato il segno: la cavallina storna torna a casa da sola, col corpo del padre ammazzato. Inoltre stamattina ho trovato morta una canarina – me l’aspettavo perché anziana – che ho già sepolto sotto la siepe di fottinie. La tristezza per una perdita confligge con il desiderio da rivolgere alle stelle, secondo la tradizione. Comunque intendo dare il mio modesto contributo e fare un po’ di chiarezza. Intanto non si tratta di stelle, bensì di uno sciame di meteoriti che hanno pure un nome accattivante Perseidi perché c’entrano con la costellazione di Perseo (se sbaglio, la mia collega di scienze e astronomia correggerà), in pratica dei detriti di polvere e ghiaccio lasciati da una cometa chiamata Swift-Tuttle. Tradizionalmente, è il momento perfetto del mese per osservare le stelle cadenti (Il giorno ideale pare sarà il 13). In realtà lo sciame delle Perseidi inizia molto prima e dura oltre un mese, fino al 24 agosto. Milioni di persone si predispongono a godere lo spettacolo. Adesso l’aggancio religioso. La notte del 10 agosto del 258 d.C. avvenne il martirio di San Lorenzo, uno dei sette diaconi di Roma giustiziato sulla graticola durante la persecuzione voluta dall’imperatore Valeriano. Da allora, l’evento delle stelle cadenti – già noto – è stato associato al martirio del santo e alle sue lacrime durante il supplizio. Insomma, storia leggenda, poesia e scienza si danno una mano per sottolineare un momento di metà estate da ricordare. Ognuno ci abbini il desiderio che crede. Con tanti auguri che si realizzi (anche qualche giorno dopo). 🌟🍀

Arte violata

Dubito che i tre vandali autori dello sfregio alla Galleria Vittorio Emanuele in P.zza Duomo a Milano conoscano Dostoevskij e le parole messe in bocca al principe Miskin:”La bellezza salverà il mondo”. E neanche Sant’Agostino da cui derivano, per il quale bellezza non è da considerarsi solo in senso estetico, bensì come fusione tra armonia, equilibrio e grazia. Di sicuro l’atto è un attacco al patrimonio artistico italiano, come quelli recentemente compiuti ai danni della Torre di Pisa e del Colosseo. Preso atto della distinzione tra vandali e attivisti, la provocazione è evidente. La psicoterapeuta Maria Rita Parsi parla di “narcisismo provocatorio” e della necessità di “Educare alla bellezza”. Magari: introdurre a scuola una materia così aiuterebbe, come incentivate le ore di Educazione Civica. Il graffito impresso sul frontone con la vernice verde dai tre writers incappucciati di nero sembra privo di matrice ambientalista e/o politica. Il che, anche se fosse non alleggerirebbe lo scempio, perché il patrimonio culturale appartiene a tutti. Per rendere la mia idea, è come se qualcuno entrasse in giardino e danneggiasse i miei fiori. Giusto stamattina, verso le sette noto che è sbocciato un bellissimo gladiolo di colore lilla, in tono con la chioma della lagerstroemia sulla siepe. Lungo, elegante, maestoso regala bellezza allo sguardo e distensione all’animo. Lo fotografo da varie angolazioni e sento che la giornata è partita bene. Di converso, comprendo lo sdegno dei Milanesi per l’insulto arrecato ad uno dei simboli della città. Sono rattristata e preoccupata. Intuisco che il vissuto dei giovani – e meno giovani – vandali o attivisti che siano dev’essere assai turbolento. Un pieno di sana cultura gli farebbe bene (anche al fresco).

Nascita del sole (e non solo)

Giornata speciale per me oggi, perché sono diventata mamma giusto 35 anni fa: era l’8.08.’88, una data mitica su cui è stato scritto parecchio. Naturalmente non l’ho fatto a posta, ma sono contenta che sia capitato perché è una data speciale, come lo è mio figlio a cui faccio gli auguri di una vita lunga, serena e appagante. Siccome lui è un tipo riservato che non ama stare sotto i riflettori, sposto l’interesse sul ruolo del genitore nella versione femminile. Ma prima ancora sul dono della vita. Lungi da me fare la filosofa, ma certe situazioni mi fanno riflettere: venire al mondo è un evento grandioso, tanto che lo si definisce ‘lieto evento’. Fondamentale per una buona crescita è il contesto umano culturale e sociale in cui si cresce e qui le variabili sono infinite. Poi però ognuno è protagonista della propria vita, come dice Papa Bergoglio. Ritengo che una persona ricopra diversi ruoli e spetti a lei sola stabilire le priorità. Diffido dagli schemi rigidi e amo la libertà, compresa quella affettiva. Sono orgogliosa di essere la madre di mio figlio ma mi considero una persona autonoma rispetto al mio ruolo di genitore, perché faccio molto altro: scrivo soprattutto che è l’ambito più congeniale. Diversamente, credo che sarei petulante e invasiva, come succede di constatare in certe famiglie. Concludo, descrivendo la foto scattata stamattina, qualche minuto prima delle sei. Assisto alla nascita del sole, evento stupefacente metafora della vita che esplode, si distende, si allarga in sfumature più chiare e più scure. Auguri e Buona Vita! 🌻

Un fiore per Iris

Iris è un nome femminile bellissimo, che ha anche l’omonimo fiore che mi piace tanto. Lo avevo assegnato alla protagonista della mia penultima opera letteraria Il faro e la luce. È anche il titolo di un brano interpretato da Biagio Antonacci che la mia amica Lucia ha interpretato con trasporto durante la presentazione del romanzo. Per questi motivi, quando leggo il nome ‘Iris’ lo associo a qualcosa di bello. Purtroppo la cronaca nera smonta le emozioni positive. Infatti si chiama Iris Setti la vittima della brutale aggressione avvenuta a Rovereto, in provincia di Trento per mano di un 40enne di origini nigeriane senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine. Picchiata a morte nel parco della sua città sabato sera, la 61enne è morta in ospedale a causa del grave trauma subito. Sembra che le sia stato rubato l’anello. La vittima stava attraversando il parco Nikolajevka e rientrava a casa, dopo aver assistito a domicilio la madre ammalata. Il che rende ancora più inaccettabile questo drammatico fatto che priva un genitore delle cure filiali. A dare l’allarme gli inquilini di un condominio vicino. Il clochard era già stato attenzionato per continue aggressioni agli abitanti della zona. Il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi chiede doverosi accertamenti per ricostruire la vicenda e contrastare i ricorrenti fenomeni criminali. Mi chiedo che fine ha fatto l’integrazione e che fine faranno le centinaia di persone che sbarcano ogni giorno sulle nostre coste. La fine che ha fatto Iris è nota, purtroppo. La sua foto restituisce l’immagine di una bella signora bionda, dallo sguardo dolce da poco pensionata. Avrebbe potuto vivere altri vent’anni, distribuendo e raccogliendo bene. Dedico il mio pensiero a Iris come se fosse un iris da deporre accanto alla sua immagine. Per non dimenticare e per capire. 🙏

Bentornata, Simone!

Simone Biles è tornata a gareggiare e sono proprio contenta. Due anni fa, alle Olimpiadi di Tokyo decise di allontanarsi dallo sport, per concentrarsi sulla sua salute mentale. Adesso, a 26 anni la fuoriclasse statunitense entrata nella storia della ginnastica è diventata una delle sostenitrici più accanite della necessità di proteggere la salute mentale degli atleti: per questo impegno, a mio dire si merita una medaglia extra. Alta un metro e quarantacinque, è un concentrato di grinta, precisione, forza e grazia. Un esercizio a corpo libero in cui è presente un doppio salto mortale con mezzo avvitamento in aria, eseguito in modo rapidissimo prende il suo nome: “The Biles”. La determinazione mentale la porta verso le vittorie: 4 ori a Rio nel 2016 e 7 medaglie olimpiche in carriera. Curiosità: si allena in una palestra a Spring, in Texas fondata da lei stessa – World Champion Centre – con la sua famiglia e l’allenatrice Aimée Borman. A proposito di famiglia, è stata adottata in tenera età insieme con la sorellina Adria e a soli 6 anni venne iscritta al corso di ginnastica, per cui aveva dimostrato grande attrazione. Si allena circa 35 ore a settimana. Ad aprile si è sposata e a maggio ha deciso il rientro dopo la depressione. Mi commuove il percorso di questa atleta che ha combattuto durante un periodo nero, palesando le sue difficoltà per cui: È come se sentissi il peso del mondo sulle mie spalle. A metà delle Olimpiadi di Tokyo aveva sbagliato il volteggio doppio carpio Yurchenko per un blocco psicologico, seguito dalla decisione di ritirarsi. Adesso è ritornata in pedana. E sembra anche in gran forma. Un’atleta da record, non solo per le medaglie vinte, ma per il messaggio forte che lancia alle ragazze: Non importa quanto tu sia bravo nel tuo sport, nella vita, nel tuo lavoro, la cosa principale di cui la gente parla è come appari. Ma il modo migliore per gestire questa pressione è ignorarla”. Chiarissimo.

A ciascuno la sua vacanza

Primo esodo di Agosto: pare che sulle strade e autostrade d’Italia si stiano muovendo, insieme ai turisti venti milioni di Italiani…pertanto è giustificato il bollino nero! Sta piovendo e la temperatura è scesa a picco, al momento sui 18 gradi… perfino troppa grazia! Appena alzata, accendo la vecchia radio in bagno, sulla stazione RTL 102.5 (Very Normal People) da cui mi giungono le voci note dei conduttori che coinvolgono il pubblico con domande abbordabili. Quella di stamattina è: “Raccontaci la tua estate”. Ascolto qualche risposta e poi bado ai fatti miei. Giro la domanda a me medesima e provo a imbastire una risposta credibile. Premetto che non sono mai stata ‘festaiola’ ma quest’anno mi sento ‘involuta’, per nulla propensa a viaggiare e piuttosto rassicurata dallo starmene a casa, di cui ho pieno possesso e gestione. Mi trattengono i tre gatti che, a detta di mia nipote Cristina sono “gli animatori del villaggio” e lo confermo. Seguono i canarini, i fiori, i frutti… e forse una patina di eco-ansia, disturbo recente attribuito ai repentini cambiamenti climatici. Però inserisco anche delle stimolanti novità: frequento due bar nuovi, un ristorante dove al sabato acquisto un ottimo pasticcio da asporto, sto lavorando alla mia prossima opera narrativa, mantengo in vita il mio blog verbamea e collaboro al neonato verbanostra. Vorrei camminare di più e usare la bici, evasioni impedite dal caldo luciferino di luglio. Tapis roulant e fisarmonica sono al momento in pausa. Ah, da ultimo sono una donna di casa che provvede da sola alle faccende domestiche che non sono proprio il mio forte. Mi avvalgo del servizio di un paio di braccia quando serve. Dunque, visto che non siamo ancora a Ferragosto, posso aggiustare qualcosa per il mio benessere. Tuttavia rimane prioritario il bisogno di tranquillità e di viaggio interiore.

Amici Gatti

Mi alzo presto di mattina, a volte alle sei. Mi piace il silenzio e la luce del giorno che si fa strada tra le nuvole. Per questo mi sorprende la ‘voce’ che si introduce in camera mia, mentre sto rifacendo il letto. Come di consueto, i micetti Fiocco e Pepe/Pepita sentono quando mi alzo e grattano sulla porta perché li apra, cosa che ovviamente faccio senza badare a dove vanno. Ormai conosco le loro abitudini: uno sale sul davanzale e curiosa sotto, l’altra aspetta che dia una sistemata al letto, per fiondarsi sopra. Finora nessuno dei due aveva dimostrato interesse per la bilancia elettronica dove io salgo spesso. D’un tratto sento una voce inattesa che sul momento mi turba: quattro chili e otto, ma realizzo in un attimo che ‘ha parlato’ la bilancia su cui è salita Pepita, per farsi le pulizie! Mi scappa un sorriso e mi congratulo con la micetta…che non è più tanto piccola, visto che ha raggiunto il peso di Grey, la gatta più grande. Ho voluto raccontare questo simpatico aneddoto, in prossimità della Giornata internazionale del Gatto, il prossimo otto agosto. Creata nel 2002 dall’International Fund for Animal Welfare, mi trova sostenitrice di questo animale speciale che prediligo, mi fa compagnia e un po’ mi rappresenta. Da quando ho memoria, mi vedo insieme con i gatti, di tutte le pezzature e colori, anche se quelli tigrati sono i miei preferiti. Nel complesso i maschi sono più trattabili, eccettuato Fiocco che è un caso limite. Non mi sarebbe dispiaciuto lavorare in un gattile, ma sono allergica al pelo del felino, limitazione che in passato mi ha dato qualche problema ma non mi ha impedito di godere della loro discreta compagnia. Ecco, una qualità che gli riconosco è il loro…esserci e non esserci, senza invadere il territorio del padrone. Ma altre doti le hanno evidenziate poeti ed artisti. Secondo Leonardo è un animale perfetto, e mi sa che il gatto lo sa!

Sanità in affanno

Succede a Guastalla (Reggio Emilia), qualche giorno fa: Ugo Gaiani, medico appena pensionato, come atto liberatorio prende a mazzate il telefono nella pubblica piazza, dove offre un rinfresco. Lo leggo sul quotidiano martedì e vedo un breve servizio sull’episodio durante la trasmissione pomeridiana ‘Diario del Giorno’ su rete 4. Ci sarebbe da ridere, se si sottovaluta la provocazione insita nell’atto che peraltro il medico, intervistato spiega: L’emergenza sanitaria ha cambiato le persone. In peggio. Pazienti sempre meno pazienti, il nostro lavoro non bastava mai…Ero arrivato a lavorare 16 ore al giorno, dormendo poco di notte. La reperibilità era diventata un incubo. Beh, dopo 39 anni di onorato servizio, auguro al dottore un meritatissimo periodo di riposo (senza ammalarsi!). Comunque il suo gesto mi fa riflettere sulla scarsa salute della Sanità pubblica e sull’invadenza della comunicazione che mette ko anche persone comuni. Ad esempio mio figlio non mi consente di comunicare con lui tramite whatsapp che evidentemente lo disturba. Anche un caro amico, appena andato in pensione si è scollegato, suppongo come autodifesa in un momento di sovraccarico psico-fisico. Per me la comunicazione è fondamentale, fors’anche per deformazione professionale dopo oltre trent’anni di insegnamento a scuola. Tuttavia di primo pomeriggio quando mi concedo un salutare relax, stacco il telefono. Da pensionata qual sono, l’uso del tablet per me è una medicina che mi consente di sentirmi in compagnia con i miei selezionati contatti, da quando mi alzo a quando mi corico. Le ancelle della mattina sono le mie cugine Lucia, Giuliana, Morena e Maria Luisa, mentre l’amica Marta mi saluta a fine giornata, commentando sempre positivamente – bontà sua – il post. Altri contatti vanno e vengono, come la risacca del mare. Tornando al dottor Ugo, gli auguro di poter fare le chiamate che vuole e di non essere più ossessionato dai pazienti. La crisi in cui versa la sanità è solo uno degli ambiti sottoposti a pressione e disattenzione. Un intervento risanatore dall’alto potrebbe quantomeno impedire che la piaga degeneri in cancrena.

La Bella Gioventù

Che emozione la telefonata di Manuel, sul fare del mezzodì, appena sostenuto l’ultimo orale, “Elettronica dei sistemi digitali” che chiude il percorso degli esami verso la Laurea in Ingegneria elettronica, tra pochi mesi. Manuel non poteva farsi un regalo più bello, a ridosso della ‘festa degli uomini’ che cade oggi 2 Agosto. Un traguardo prestigioso, costellato di fatiche e di sacrifici. Lui si distingueva già alle scuole medie, per profitto ma anche sensibilità, doti che ha esercitato crescendo. Per me è una grande soddisfazione che da alunno speciale qual era, diventi ora collega, in un ambito dove sono negata: bello scambio di emozioni e di ruoli, perché senza la sua competenza informatica non avrei il sito e nemmeno il blog – ora raddoppiato – che sono i miei cavalli di battaglia. Inoltre il giovanotto ha aggiustato varie cose a casa mia: radio, frigo, lavatrice, tablet…sempre col sorriso, scuotendo la chioma di riccioli scuri. Data la sua notevole statura, mi annaffia anche i potos sopra la libreria, senza che debba prendere la scala. Veramente frequentarlo e condividerne i successi scolastici è la più bella eredità del mio lavoro di insegnante. Lui rappresenta la bella gioventù che scarseggia, di cui c’è tanto bisogno. Mi complimento coi genitori Nadia ed Enzo per aver educato un tale figliolo. Estendo le congratulazioni alla sorella minore Gaia che lo segue a ruota nel brillante percorso. Nonna Gina sarà parimenti entusiasta: a Novembre festeggerà 93 anni, in contemporanea con la Laurea in Ingegneria elettronica di Manuel, il primo nipote… Dottore! EVVIVA! 🥂🍰