C’è raccolto e raccolto

A volte sono a corto di notizie per il post. Se attingessi alla cronaca nera, ce ne sarebbero a iosa e non è il caso. Capita che lo stimolo mi sia offerto da una battuta o da una frase stuzzicante, come succede stamattina. In programma ho la pedicure che affido alle mani esperte di Grazia, la mia estetista (che non a caso scrive poesie come me). Mi accomodo sulla poltrona e volgo lo sguardo a un porta calendario di legno, con la frase del giorno 30 settembre, del poeta romano Ovidio (43 a.C. – 17 d.C.): Riposati. Un campo che ha riposato dà un raccolto abbondante. Interessante anche la vita dell’autore de Le metamorfosi e dell’ Ars amatoria che fu esiliato da Roma per uno scandalo che coinvolse la nipote dell’imperatore Augusto. Però voglio trattenermi sul pensiero di sopra, dato che l’autunno è considerato tempo di raccolta: di uva, noci, mele, zucche, funghi, castagne. Tre di questi prodotti ho il piacere di gustarli a metro zero. Antonietta mi ha inviato la foto dei funghi raccolti durante il piacevole soggiorno montano e le zucche fanno bella mostra di sé nei banchi dei supermercati e al mercato. Perciò ci siamo, il raccolto c’è, l’uva pare di qualità addirittura superiore, anche se in minor quantità. Da pensionata e un poco letterata, mi permetto però un’altra considerazione, di ambito psicologico: anche la mente ha bisogno di riposare, di staccare dalle quotidiane stimolazioni per elaborare pensieri positivi, razionali. Pensare in maniera critica non è così scontato ed è ciò che si tenta di insegnare a scuola, mediante l’esercizio delle quattro abilità: ascoltare, parlare, leggere, scrivere; arte – il pensare – che va coltivata tutta la vita. Senza paura di cambiare posizione, se gli eventi inducono a farlo. Questo vale sia in ambito professionale che nelle relazioni, perché le persone cambiano e talvolta deludono. Mantenendo esclusivamente ciò che fa bene al proprio raccolto spirituale.

6 pensieri riguardo “C’è raccolto e raccolto”

  1. Non è facile Ada saper ascoltare,ci sono persone che prima di parlare dovrebbero contare fino a 10 ,perché a volte possiamo ferire le persone a noi care con qualche critica di troppo.A buon intenditor poche parole……..Ciao e bella riflessione la tua !!!! 😊😊😊

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    1. Belli e rassicuranti i tuoi quotidiani commenti, grazie Lucia! Contare fino a 10 prima di parlare…tanto semplice quanto salutare, se applicato! Io che ‘mastico’ parole, devo ingoiare qualche boccone amaro, per superficialità e affini! Pazienza! 🙄

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  2. Concordo con Lucia .I danni che si possono produrre parlando senza riflettere! E soprattutto non tener conto del “non fare agli altri quello che vorresti non fosse fatto a te”. So che non è facile ,ci vuole esercizio e molta consapevolezza. Buon pomeriggio, anche se umido

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  3. Devo dire che sono rimasto impressionato ! Già ho passati alcuni giorni a casa della mia compagna Germana per dei lavori da fare; I nipotini di Germana passano parte della giornata con la nonna per l’impegno dei genitori al lavoro.
    Come dicevo sono rimasto stupefatto dalla diversità di capacità rispetto a quando ero io un bambino, da quando erano i miei figli e addirittura i miei nipoti entrambi adesso di 20 e 14 anni !
    Devo dire che quei due bambini, lei di 7 anni e lui di 9 culturalmente sono straordinari !!! Prima il bambino veniva considerato solo un piccolo uomo che ancora doveva svilupparsi. Adesso è un po’ come se si sapesse molto, ma si sapesse molto solo in teoria in quanto ho provato ad approfondire frasi e convinzioni e nonostante non siano aperti al 100% di quello che affermano rimangono con la loro certezza nel sapere e nel confrontarsi. Esempio : In macchina verso la scuola di atletica leggera per lei mentre lui fa spada: Lei si cambia in macchina e lui la prende in giro, e lei dice : “Alessandro Non mettermi in emozione” sono rimasto stupefatto, 7 anni come se ne avesse 15.
    Ma la società si evolve e vedo modelli diversi da quelli che conosco e molto più presenti come se condividessero una vita di bambini evoluti. Approfondendo il discorso con i genitori dei bambini mi dicono che i loro amici di scuola sono tutti così già sorprendentemente diversi.
    La mia idea è che non si divertono come noi e invece ho capito che non siamo noi dentro il loro nuovo mondo

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    1. Già, tutto cambia…panta rei dicevano i Greci. Non so se sia un bene che le nuove generazioni siano tanto…avanzate! Forse più evolute ma meno contente, speriamo di no, nel senso che la soddisfazione va di pari passo col sacrificio, che è piuttosto sottostimato tra i giovani. Meglio se mi sbaglio. Non ho nipoti piccoli, viaggiano tutti verso gli anta, meno uno che ne ha una ventina. Se considero gli alunni delle elementari, che ho visitato per degli incontri devo dire che le aspettative sono buone. Va da sé che è fondamentale la famiglia, perché scuola e famiglia sono le due entità educative principali. E poi una bella dose di fortuna!

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